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Punto Roma: un déjà vú rimasto a metà

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Di Alberto Rossi

La Roma non riesce a tornare a vincere il derby ed è costretta ad accontentarsi del pareggio dopo l’1-1 maturato lunedì sera. Per i giallorossi poteva andare molto meglio come poteva andare anche molto peggio. Se si analizza l’andamento della partita il risultato sta stretto alla squadra di Andreazzoli vista l’inferiorità numerica della Lazio per gran parte del secondo tempo ed il contraccolpo psicologico dei biancocelesti dopo il rigore fallito. Dall’altra parte, però, va detto che la Roma ha rischiato di affondare nel primo tempo quando la Lazio ha avuto in mano il pallino del gioco andando più volte vicina a chiudere la partita. E poi il rigore del possibile 2-0, sbagliato clamorosamente da Hernanes ad inizio ripresa e vero spartiacque dell’incontro, avrebbe chiuso definitivamente la partita. L’errore dal dischetto ha ricordato a molti il derby che si giocò nell’aprile di tre anni fa, con la Roma di Ranieri prima in classifica che andò in palese difficoltà e sotto 1-0 nel primo tempo, poi il rigore sbagliato di Floccari verificatosi nello stesso minuto così come il rigore del pareggio della Roma. Una serie di coincidenze dove, però, è mancata quella più importante per i tifosi romanisti.  Prima dell’errore del centrocampista laziale, la Roma ha sofferto molto regalando i primi 45’ agli avversari e mostrandosi pericolosa solamente con un tiro di Totti prima dell’intervallo. Lascia perplessi l’approccio alla partita dei giallorossi così come l’improvviso cambio di modulo adottato da Andreazzoli, passato alla difesa a 4, che non ha fornito notevoli risultati; la squadra non è sembrata messa benissimo in campo. Poi la trasformazione nella ripresa, avvenuta più per inerzia che per altro, e dopo il pari di Totti (raggiunti Delvecchio e Da Costa con 9 gol nei derby) la Roma ha sfiorato il vantaggio con qualche punizione sempre del Capitano e clamorosi errori sotto porta di Lamela e Florenzi. Complessivamente è stata una prestazione che ha lasciato l’amaro in bocca tra i tifosi ed ora i punti di distacco della Lazio diventano virtualmente 4, ora che lo scontro diretto è a favore dei biancoazzurri.

Luci: da salvare la reazione della squadra nel secondo tempo, trascinata (neanche a dirlo) da una grande prestazione di capitan Totti. Per come si era messa la partita si può parlare di un punto guadagnato.

Ombre: molto negativo il primo tempo dove la squadra poteva subire di più. Non convince il cambio di modulo. Troppi palloni persi a centrocampo, soprattutto da Pjanic e Florenzi. Con la superiorità numerica la squadra avrebbe dovuto essere più incisiva, poca cattiveria sotto porta.

Quello che verrà: era un derby da vincere per riavvicinarsi alla zona europea, il pari serve a poco ma ancora tiene in corsa la Roma. Il calendario adesso mette di fronte Torino, Siena e Pescara e la squadra di Andreazzoli deve ripetere il cammino dell’andata dove riuscì a portare a casa 9 punti. Da risolvere il caso Osvaldo che sta diventando sempre più scomodo tra le mura di Trigoria. E la semifinale di Coppa Italia incombe.

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Punto Lazio: I biancocelesti fanno tutto da soli

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Hernanes

Il profeta prima incanta e poi manca il colpo del KO

Di Michele De Angelis

Pochi centimetri più in là, in occasione del rigore calciato dal brasiliano, e i biancoazzurri avrebbero messo in cassaforte il quarto derby di fila. Pochi centimetri e la Lazio avrebbe evitato di concedere il fianco ai propri dirimpettai.

Gli uomini di Petkovic erano riusciti a imporre il loro gioco e costringere la Roma ad una partita di sacrificio, senza poter esprimere il proprio gioco.

I rigori però a volte si sbagliano e il team capitolino è stato bravo a non cedere il passo ai rivali di sempre, nonostante il morale sotto le scarpe, nonostante l’uomo in meno negli ultimi venti minuti.

I biancocelesti rimangono sopra ai giallorossi e staccano di un punto l’Inter. La rincorsa al posto Champions appare ormai un miraggio. Non sembra invece così assurda la possibile remuntada contro i Turchi che arriveranno tra qualche giorno qui all’Olimpico.

Luci: Grande prestazione sul piano del gioco e della condizione fisica. Gli uomini della linea mediana sono in continuo movimento e il portatore di palla ha sempre almeno un paio di opzioni. Facilità di manovra e di arrivare al tiro. La prestazione di Hernanes rimane comunque positiva. Molto bene anche Lulic e Cana. Candreva è tornato ai suoi livelli. Marchetti decisivo dopo il pareggio.

Ombre: Il team capitolino subisce troppo il contraccolpo mentale dopo il rigore sbagliato dal profeta e si lascia schiacciare cadendo nelle piccole provocazioni di alcuni avversari. Prima Klose e poi Kozak non lasciano il minimo segno. Ingenuo Biava.

Quello che verrà: Un eventuale capovolgimento di risultato nel match di giovedì potrebbe spazzare via qualsiasi rammarico della mancata vittoria nel derby. Sarà dura ma la Lazio ha dato l’impressione di aver ritrovato testa e gambe. Poi ci sarà la Juve ma questa è tutta un’altra storia. E in Coppa Italia si attende il nome dell’altra finalista…  

Roma – Lazio 1-1: le pagelle

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Pagelle di Roma – Lazio [1-1] di Alessia Fratarcangeli

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AS Roma

Stekelenburg – 6.5 nel primo tempo si fa trovare pronto su tiro di Candreva, ma nulla può sul gran colpo di Hernanes. Altra parata decisiva con una mano su tiro di Lulic. Per il resto della gara è sempre sull’attenti ma non viene mai chiamato in causa.
Torosidis – 5.5 non è la sua prestazione più brillante, fatica molto sulla sua fascia a causa di Lulic, c’è tanta corsa ma poca sostanza.
Marquinhos – 6  stava per diventare l’uomo dell’ennesima disfatta nel derby e invece si è salvato (meritando alla fine la sufficienza). A parte l’errore demenziale che ha causato il rigore, è sempre in anticipo sugli avversari, svolge un lavoro come sempre scrupoloso e attento.
Castan – 6 tiene a bada Klose, per quel che si è visto e poi Kozak, senza rischiare troppo.
Marquinho – 5.5 si propone molto in avanti, senza concludere granchè. La sua spina nel fianco stasera si chiama Antonio Candreva.
De Rossi – 4.5 le sue peggiori prestazioni le tira fuori nei momenti meno appropriati. Con lui non ci sono mezze misure: o gioca un derby violento, tirando cazzotti agli avversari, oppure sembra che si muova in slow motion. >Destro (52’) – 6  il giocatore che cambia positivamente le sorti del derby, non ha occasioni eclatanti tra i piedi, ma almeno dà movimento all’attacco giallorosso e tiene più impegnati i difensori biancocelesti.
Florenzi – 6.5 è un pendolino, corre ovunque e lotta ovunque sia la palla. Unico grande rimpianto quel gol mangiato davanti a Marchetti e pochi secondi dopo la voglia di strafare non gli fa vedere Destro davanti alla porta pronto per essere servito. > Dodò (73’)- 6 la corsa c’è, e tanta. Bisogna che entri di più nel sistema tattico della squadra.
Bradley – 6 spende molte energie in corsa, aiuta in compagni in fase difensiva, ma fatica un po’ a proporsi in avanti come vorrebbe  dato che è ostacolato da Onazi e Hernanes.
Pjanic – 6 parte un po’ troppo timido e dalle sue espressioni si vede che teso. Poi però nel secondo tempo entra con tanta grinta e voglia di riscattarsi per il primo tempo sottotono e si procura il fondamentale calcio di rigore che porterà la Roma al pareggio.
Lamela – 6.5 il primo tiro verso la porta di Marchetti (anche se debole) è il suo. È sicuramente l’uomo che ha messo di più in difficoltà la retroguardia avversaria e anche il giocatore che più tra i giallorossi ha avuto più occasioni per capovolgere il risultato. È anche protagonista di un chiaro fallo in area di rigore che doveva  essere fischiato, ma così non è stato.
Totti – 7 il migliore, come sempre. È lui che già verso la fine del primo tempo cerca di dare una scossa ai suoi compagni e che suona la carica per rimontare lo svantaggio. La sua grinta e la sua tenacia lo premiano con il nono gol nel derby, siglato su calcio di rigore. In altre due occasioni tiene impegnato Marchetti: un gran tiro  al limite dell’area di rigore e una punizione da circa 30 metri.
All. Andreazzoli – 6 la sua Roma nel primo tempo sbaglia completamente l’approccio alla partita e nota subito che De Rossi, oltre la botta rimediata, non è in grado di continuare a giocare. Per questo butta nella mischia Destro, che torna dopo due mesi di stop, e sembra la mossa giusta. I suoi ragazzi creano tanto, essendo anche in superiorità numerica, ma non riescono a capitalizzare nessuna delle loro chiare occasioni da gol. Serve più cinismo.

SS Lazio

Marchetti – 7 uno dei migliori in campo tra i biancocelesti.  Non ha nessun problema sul debole colpo di testa di Lamela a un minuto dall’inizio e salva il risultato più volte su tiri di Totti e Florenzi.
Gonzalez – 6 prova sufficiente del difensore biancoceleste che stasera, anche se non gioca nel suo solito ruolo, svolge un lavoro attento e preciso sulle incursioni degli attaccanti avversari.
Cana – 6.5 efficace e irremovibile dagli avversari nel ruolo di centrale anche se non sempre è sembrato perfetto e pulito nei suoi interventi.
Biava – 4.5 rischia di compromettere il risultato del derby a sfavore dei compagni con i suoi due cartellini gialli che gli costano l’espulsione.
Radu – 5.5 scintille volano tra lui e Lamela anche in area di rigore. Non brillante stasera, che non riesce quasi mai a proporsi in avanti. È stato fortunato che Mazzoleni non abbia visto il colpo che ha sferrato a Lamela durante uno dei loro scontri. > Stankevicius – s.v.
Ledesma – 6 lavora molto davanti alla difesa, ma da lì non ha avuto modo di muoversi. > Ciani  – 6 efficace nel contrastare le avanzate degli avversari.
Lulic – 6.5 mette in grossa difficoltà Torosidis ed è una spinta costante sulla fascia sinistra. Diventa pericoloso per Stekelenburg con un tiro rasoterra che il portiere giallorosso con una mano riesce ad allontanare dalla sua porta.
Onazi – 6.5 altra buona prestazione del giovane nigeriano alla sua prima apparizione della stracittadina romana.  Prova generosa e senza errori grossolani, mostra sempre grande personalità e rilancia molte volte l’azione per i suoi compagni.
Hernanes – 6 luci e ombre sul profeta che avrebbe potuto coronare una prestazione spettacolare dopo il gran gol rifilato a Stekelenbung. E invece distrugge tutto ciò che aveva fatto di buono in 50 minuti prima con il rigore sbagliato, poi con il rigore causato per fallo su Lamela nella propria area di rigore. Dopo il primo tempo da padrone del centrocampo e dopo l’errore dal dischetto sembra spaesato.
Candreva – 7 l’altro migliore insieme a Marchetti. In tutti i suoi movimenti mette tanta corsa e personalità  e sulla sua fascia ha sempre la meglio davanti a un impacciato Marquinho. Arriva alla conclusione in porta solo una volta.
Klose – 5 rientra da un lungo stop e si vede che non è in piena forma; non si è reso minimante pericoloso. > Kozak  – 5.5 dà una mano sulle palle inattive però non fa molto di più del tedesco.
All. Petkovic – 6 prova di orgoglio della sua squadra che però avrà gli incubi pensando che poteva benissimo chiudere la partita a inizio secondo tempo. Speranzoso, mette titolare Klose, ma si nota subito che il tedesco non è in condizione. Il primo tempo i suoi giocatori dominano il campo per almeno mezz’ora, non concedendo spazi ai giallorossi e innescando dei micidiali contropiedi. Nel secondo tempo, dopo l’errore dal dischetto, la prestazione inizia a calare, ma rimangono compatti e si difendono piuttosto bene dagli attacchi giallorossi pur essendo rimasti per  venti minuti in inferiorità numerica.

Arbitro Mazzoleni – 5.5 avrebbe potuto portare a casa una soddisfacente prestazione: buona amministrazione dei cartellini e giusta la segnalazione dei due rigore. Peccato che a infangare il tutto c’è il rigore non concesso a Lamela su evidente fallo di Radu (e anche una probabile botta sempre di Radu nei confronti di Lamela a gioco fermo).

On air “L’Europa che conta”

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Nuova puntata de “L’Europa che conta” sulla web radio.

Analisi della gara di Europa League della Lazio e della Juventus in Champions League.

Classico approfondimento sui principali temi del week-end di calcio italiano: spiccano il derby Roma- Lazio, Fiorentina- Milan.

Calcio estero: spicca il big match tra Manchester United – M. City.

Consueto appuntamento dei pronostici per le scommesse.

In studio: Michele De Angelis e Giampaolo Caldarini

Per ascoltare la puntata: http://213.175.198.64/~tv3/socialfootball.it/web-radio_socialfootball5.htm

Per scaricare il podcast CLICCA QUI

Punto Lazio: Sulla scia della remuntada per volare in Europa

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Quattro giorni ad alta tensione per capire se sarà inferno o paradiso

Di Michele De Angelis

Finalmente i biancocelesti tornano a sorridere anche in Italia, i pochi minuti in cui è stato capovolto il match con il Catania hanno un valore che va ben oltre quello della singola vittoria.

Due gol che spazzano via le ombre di una ripresa blanda e timorosa, dopo la sosta, e che lanciano i biancoazzurri verso il match europeo che potrebbe far intravedere una prestigiosa semifinale.

Il derby è tanto vicino quanto lontano, nell’aria domenica si respirava già quel profumo di stracittadina che solo a Roma è così intenso, ma quest’anno il team capitolino dai colori del cielo ha un obiettivo più grande e prestigioso.

Tutto ciò non significa che si debba rinunciare a qualcosa…

Luci: Una squadra corta e compatta che riesce a non farsi sorprendere mai dalla velocità degli esterni siciliani, una gestione della gara che riporta ai bei tempi del girone di andata. Dopo il rocambolesco gol degli ospiti i Petkoboys non si disuniscono e mostrano grande determinazione e anche una certa freschezza atletica. Onazi ipoteca un posto fisso tra i titolari. Candreva lascia intravedere i fasti di qualche tempo fa. Ederson incanta e riporta la luce dentro l’Olimpico.

Ombre: Nel primo tempo i biancocelesti si lasciano imporre un ritmo di gara troppo blando andando a sbattere contro le barricate dei rossoblu. In alcuni tratti del match sono mancate completamente sovrapposizioni e movimenti senza palla. Hernanes si perde tra un doppio passo e una finta. Saha non sfrutta un’occasione più unica che rara e desta grande perplessità.

Quello che verrà: Poche ore e si scenderà di nuovo in campo per un appuntamento impegnativo ma alla portata del team capitolino. Il mister biancoazzurro sta recuperando i pezzi e non sembra aver intenzione di lasciar cadere per strada neanche le briciole. Intanto il derby si avvicina…

Punto Roma: la maledizione delle ultime

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Di Alberto Rossi

Passano gli anni, le società e gli allenatori ma i difetti della Roma sono sempre gli stessi e si ripropongono in situazioni simili. Sì, perché nonostante i giallorossi abbiano trovato una loro quadratura di gioco nelle ultime partite grazie alle scelte di Andreazzoli, sabato pomeriggio a Palermo si è vista forse la peggior Roma della stagione. Inaspettata la netta battuta d’arresto contro una squadra quasi spacciata e non vittoriosa da novembre, o forse no. Spesso i tifosi romanisti hanno dovuto vedere la loro squadra perdere punti pesanti contro formazioni ultime in classifica o già retrocesse e Palermo non sembra sfuggire a questa tradizione negativa. Statistiche a parte, nei 90 minuti di sabato non ha funzionato nulla. Il 3-4-2-1 senza punte di Andreazzoli questa volta non ha inciso ma, più che una questione tattica , lo stop al Barbera sembra essere dettato da un approccio non all’altezza dove la testa alla partita ha fatto la differenza tra le due squadre. Peccato grave quello di non aver raccolto punti a Palermo, in una giornata dove si sono fermate Inter e Fiorentina.

Luci: l’unica cosa positiva della giornata sono i risultati di Inter e Fiorentina che non si sono allontanate del tutto.

Ombre: nessuno sopra la sufficienza, preoccupante il modo in cui sono stati presi i due gol. Centrocampo completamente assente. Anche nel secondo tempo si è visto poco, reazione troppo timida.

Quello che verrà: tutte le attenzioni sono ora rivolte al derby che deve assolutamente far rialzare la Roma dopo questa brutta sconfitta. Nel match di lunedì sera non ci sarà Osvaldo, squalificato per aver rimediato una sciocca ammonizione sabato. Inutile dire che si tratta della partita più delicata della stagione. Vietato sbagliare

Punto Milan: Handanovic nega la vittoria, ma la rincorsa non è ancora finita

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Punto Milan: Handanovic nega la vittoria, ma la rincorsa non è ancora finita.
di Francesco Maiocchi
Italy Soccer Serie A
La partita: in un primo tempo molto frizzante i rossoneri sono ancora palesemente gasati dalla vittoria in coppa campioni, riescono a tenere il pallino del gioco e ad essere molto più pericolosi dei cugini interisti. Passano appena venti minuti, Boateng vede l’inserimento del faraone che d’esterno sigla un goal stupendo facendo esplodere la parte rossonera dello stadio. E’ un assedio, si gioca ad una porta sola con il portiere dell’inter costretto a degli straordinari ben retribuiti a fine gara. In una decina di minuti disinnesca tutti i tentativi di Balotelli, prima un colpo di testa da corner, poi un tapin da pochi metri e infine una bellissima punizione. Il primo tempo poteva finire anche 3 a 0 per il Milan, ma nel secondo la musica cambia. I rossoneri sono sempre più stanchi, era ovvio che si facesse sentire la partita di coppa, invece l’Inter diventa più intrapendente.  Nella nebbia di fumogeni che ricopre lo stadio Abbiati imita il suo collega interista con una bellissima parata sulla cui respinta Cassano sbagliando il controllo si trascina il pallone fuori. Stramaccioni azzecca il cambio, inserisce Schelotto che dopo pochi minuti sfrutta al massimo un assist di Nagatomo e di testa, con un Abbiati colpevolmente immobile, regala il pari all’Inter. Allegri aspetta gli ultimi dieci minuti per cambiare una squadra palesemente stanca, entra Niang per Boateng e Bojan per El Shaarawy. Grazie forse a quest’ultimo cambio sconsiderato la partita ha ancora poco da raccontare diventando avara di emozioni:solo un tiro da distanza siderale di Muntari, una facile parata di Handanovic su un tiro di Niang e una facile uscita per Abbiati. Finisce uno pari, anche se questo pareggio sa un po’ di sconfitta.
Luci: nel primo tempo probabilmente si è visto il vero Milan prima che la stanchezza prendesse il sopravvento. La difesa sembra aver trovato solidità anche se il goal arrivano sempre di testa, almeno non era da calcio piazzato. Il migliore è senza dubbio il faraone che come al solito segna, serve palloni importanti per Balotelli e si sacrifica in difesa, al momento della sua sostituzione il Milan cala vistosamente. Montolivo è sempre più leader del centrocampo rossonero, anche se sicuramente non è al livello di Pirlo, però lo ricorda tantissimo e il suo lavoro dà la massima utilità alla squadra. Balotelli riesce a restare calmo nonostante i cori contro di lui, più che sprecare le sue occasioni trova un muro invalicabile e anche se non trova la rete dimostra di essere imprescindibile per l’attacco rossonero.
Ombre: Mexes è colpevole della blanda marcatura su Schelotto quando pareggia la partita e Abbiati ha la colpa di non essersi nemmeno tuffato nella stessa occasione. Per il resto però la loro partita è buona ed è ingiusto assegnarli tutte le colpe di questo pareggio. A mio avviso se si vuole cercare un colpevole di questa mancata vittoria, si possono trovare 2 concause evidenti, visto che di prestazioni individuali di basso livello non ce ne sono state. La prima è la stanchezza dovuta al doppio impegno, è vero che l’Inter ha giocato il giorno dopo,ma gli avversari non sono nemmeno paragonabili; il primo tempo è stato giocato sull’onda dell’entusiasmo, ma nel secondo la stanchezza ha spezzato qualsiasi schema. La seconda sono i cambi di Allegri, che aspetta gli ultimi dieci minuti per cercare di raddrizzare una partita che gli sta sfuggendo dalle mani. Anche se in ritardo è giusto mettere Niang, ma levare El Shaarawy per Bojan è stata una sciocchezza immensa, infatti il Milan non è più riuscito ad essere pericoloso.  Allegri in ogni caso sta facendo un ottimo lavoro in questi mesi e non possiamo che essergli grati per la stupenda rimonta.
Quello che verrà: la parola riposo non esiste nel vocabolario della serie a, e la lotta alla zona Champions continua: sabato prossimo infatti i rossoneri dovranno affrontare la lazio, che contro il Pescara questa sera effettuerà probabilmente il controsorpasso. I 3 punti sono quindi fondamentali, altrimenti si rischia di ritrovarsi di nuovo a meno 5 e senza più scontri diretti a legittimare le speranze di terzo posto. La lazio è un avversario molto ostico per i rossoneri, infatti negli ultimi 3 anni sono arrivate solo sconfitte e pareggi: è decisamente ora di invertire la tendenza.