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Punto Roma: giallorossi ok ma qualificazione ancora in bilico

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Di Alberto Rossi

La doppia sfida con l’Inter in pochi giorni ha mostrato una Roma molto simile nelle due sfide. In Coppa Italia così come in campionato i giallorossi giocano un ottimo primo tempo, creando diverse occasioni e andando in vantaggio, e subiscono il gol nei minuti finali. Nella ripresa si vedono poche iniziative degne di nota ed il risultato rimane lo stesso. Il 2-1 casalingo di coppa mantiene ancora in bilico la qualificazione poiché questa Roma, specialmente in difesa, può essere capace di tutto e basta poco per perdere questo minimo vantaggio nella gara di ritorno. Senza il gol di Palacio probabilmente staremmo a parlare di una qualificazione già ipotecata ma ora serve un ultimo sforzo a San Siro per tornare a conquistare almeno un piazzamento in Europa. Questa volta la Roma riesce a segnare un gol in più rispetto alla gara di campionato e , forse, a convincere maggiormente dal punto di vista del gioco. Tuttavia c’è ancora da migliorare sulla tenuta fisica, nell’arco dei 90’, come ha confermato lo stesso Zeman. Risultato tutto sommato positivo che dà la possibilità di avere due risultati su tre nel match di ritorno.

Luci: la produzione offensiva è sempre all’altezza come confermato dal numero delle occasioni create nel primo tempo. Un’altra grande partita di Mattia Destro, sempre al centro delle azioni di attacco, che si conferma sempre più uomo di coppa. Molto bene Florenzi a centrocampo e, come al solito, Marquinhos, autore di un’ottima prova prima dell’infortunio.

Ombre: il gol di Palacio, soprattutto per come è arrivato, rappresenta sicuramente la nota negativa della serata perché riapre il discorso qualificazione. Ancora una volta si verifica un calo nel secondo tempo. Da qualche partita si vede un Lamela sottotono. L’uscita dal campo di Marquinhos per infortunio non lascia tranquilli in vista dei prossimi impegni.

Quello che verrà: ci sarà tempo per pensare alla gara di ritorno con l’Inter, in programma tra quasi tre mesi. Adesso bisogna assolutamente tornare a fare punti in campionato dove la Roma è scivolata al settimo posto e la trasferta di Bologna non sarà delle più facili. I rientri di Pjanic e Osvaldo arrivano nel momento opportuno.

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Punto Roma: squadra ancora sprecona, notte fonda al Massimino

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di Alberto Rossi

Ci risiamo. Ancora una volta la Roma perde una partita pagando le troppe occasioni non sfruttate sotto porta. Ed ancora una volta la squadra non riesce più a reagire al primo intoppo. Un match, quello di Catania, visto ormai troppe volte per la Roma di questi ultimi tempi. Non è ammissibile, per una squadra che vuole puntare ad arrivare tra i primi quattro – cinque posti, disputare un primo tempo come quello visto domenica e non capitalizzare nemmeno una delle tante azioni offensive prodotte. Proprio come nella sfida di Napoli, Destro e Bradley si sono resi protagonisti di gol clamorosamente mangiati davanti alla porta, in alcuni casi semi vuota. Si poteva tranquillamente chiudere la prima frazione di gara di due o tre gol di vantaggio ed invece match ancora in equilibrio e, nella ripresa, i giallorossi non scendono più in campo consegnando tre punti ai siciliani. Preoccupante il crollo mentale che si è  visto nel secondo tempo, in particolare dopo il gol degli avversari. La Roma sembrava una classica squadra sotto di tre gol e in inferiorità numerica che non vedesse l’ora di terminare una partita già decisa. Le tante assenze (Totti, Osvaldo e Pjanic su tutti) non possono essere considerate un alibi per la differenza che si è vista tra il primo ed il secondo tempo. Evidentemente ci sono tanti elementi in squadra che, in mancanza di giocatori di rilievo, non hanno la sufficiente personalità per prendere in mano la gara ma l’insufficienza è sembrata anche tecnica: alcuni singoli non si sono dimostrati all’altezza della causa.

Luci: ce ne sono veramente poche, si salva solo ciò che è stato prodotto (e non sfruttato) nel primo tempo e la buona prestazione di Marquinho, inspiegabilmente sostituito nel secondo tempo

Ombre: la prestazione della squadra nel secondo tempo è tra le peggiori della stagione con una mancanza di personalità evidente. Imperdonabili i tanti e ripetuti errori sotto porta, alcuni davvero banali. Anche Zeman, con le sue scelte, ci ha messo del suo. Il tecnico torna a preferire Tachtsidis a De Rossi con scarsi risultati ed inevitabili polemiche che seguiranno in settimana. La sostituzione di Marquinho, fino a quel momento apparso tra i migliori, lascia perplessi. Le responsabilità maggiori, in ogni caso, non possono che ricadere su Destro che ha sprecato tutto quello che ha potuto.

Quello che verrà: probabilmente gli obiettivi stagionali dovranno cambiare con le pretendenti al terzo posto che scappano definitivamente. Rimane a portata di mano la Fiorentina, avanti ancora di tre punti, ma la Roma deve fare soprattutto attenzione al Milan, ormai ad un solo punto di ritardo, per difendere almeno il sesto posto, ultimo valido per accedere in Europa. Prima della delicatissima sfida con l’Inter, la squadra di Zeman deve pensare all’impegno di mercoledì a Firenze e, in questo momento, non può permettersi di perdersi per strada anche la Coppa Italia per non peggiorare ulteriormente la stagione. Senza Osvaldo e Lamela squalificati sarà durissima, specialmente se non dovesse ancora recuperare Totti.

Punto Roma: a volte ritornano

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di Alberto Rossi

Non eravamo più abituati a vedere una vittoria della Roma così intensa, così cercata e voluta dopo una rimonta fino all’ultimo respiro. I tre punti di Siena sono una dimostrazione di grande carattere messo in campo dalla squadra nel secondo tempo, dopo essere andati sotto al termine dei primi 45’ molto negativi. E’ vero che gli avversari non si sono rivelati un ostacolo così insormontabile ma quello che colpisce in queste ultime tre partite, oltre alle tre vittorie di fila e un solo gol al passivo, è la pochissima sofferenza che ha patito il reparto difensivo nell’arco dei 90 minuti. Infatti il Siena, così come le precedenti avversarie, non ha creato alcuna occasione da gol pericolosa trovando il momentaneo vantaggio solamente da una palla inattiva. Le idee e l’atteggiamento tattico di Zeman, a differenza di quanto visto a Pescara, non hanno subito un cambiamento rispetto al solito, ma non si può negare che ora i giallorossi siano più quadrati e solidi durante la gara. L’immagine più bella è l’esultanza di Simone Perrotta, esemplare professionista e grande giocatore che non ha mai creato problemi facendosi trovare sempre pronto quando chiamato in causa. Segni particolari di chi ama questa maglia, veramente.

Luci: vedere una fase difensiva quasi perfetta sembrava insperato fino a qualche settimana fa, bisogna sicuramente continuare su questa scia. Bene Destro che ormai si è caricato, a suon di gol e ottime prestazioni,  l’intero attacco sulle sue spalle. Probabilmente, però, nulla di tutto ciò sarebbe possibile se non ci fosse un faro a giocare tutti i palloni della Roma in ogni parte del campo. E quel faro si chiama sempre Francesco Totti.

Ombre: ha lasciato molte perplessità il primo tempo decisamente sotto tono, non si possono sempre regalare grosse fette di gara agli avversari. La qualità a centrocampo ha lasciato un po’ a desiderare per via dei troppi palloni sbagliati in fase di impostazione. A proposito di ciò lascia diversi dubbi la scelta di sacrificare Pjanic nel ruolo di esterno alto a destra nella formazione iniziale.

Quello che verrà: i 9 punti nelle ultime tre partite non devono, come troppo spesso accade, provocare un entusiasmo fuori dalle righe. Adesso, però, è arrivato il momento di lanciare un messaggio forte e deciso alle concorrenti e dimostrare che gli ultimi risultati non sono stati casuali. Per questo bisogna battere la Fiorentina dei tanti ex perché questa Roma, come abbiamo visto, può farcela se riesce finalmente a mantenere alta la concentrazione per tutto il match. Ora si deve battere un colpo forte.

El Shaarawy, Destro, Insigne e (Tachtsidis..) vs. Ibra, Lavezzi, Thiago Silva (e De Rossi..) Crisi o opportunità? L’editoriale dell’Ispirato di Goal di Notte

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di Luca Labricciosa

Ormai per tutti, ma solo da quando si sono finalmente palesate sole tre squadre che partecipano alla Champions League, il nostro calcio gravita in una crisi nera senza alcuna vi d’uscita.
Sono invece moltissimi anni che nel Belpaese si gioca un calcio deficitario e che, in virtù di ciò, non facciamo che prendere schiaffoni in Europa che ci hanno portati ad essere fuori dalla ristretta cerchia dei primi tre campionati del vecchio continente.
Quella che per tutti è crisi, per noi deve configurarsi come opportunità di rinascita: Galliani, adesso, non fa che ricordare che la cessione di Ibraimovic ha spalancato la fiducia alla crescita di El Shaarawy; alla Roma è iniziata la “rivoluzione culturale”, basata su allenatori che diano fiducia e facciano crescere giovani come Lamela e Destro; a Napoli si lascia andar via el Pocho sostituendolo con Insigne e magari si preferisce Edù Vargas al Lucarelli di turno.
Sicuramente non avere più i soldi per strappare ai maggiori campionati i loro assi più affermati non ci rende più forti, ma il mercato è globale e di ragazzi bravi ne è pieno il mondo, basta saper insegnare e sviluppare un gioco che riesca a sfruttarne al meglio le qualità tecniche ed atletiche, saperli aspettare senza massacrarli (Guidolin docet, i giovani non vanno aspettati solo ad inizio e fine stagione..), senza qualche “vecchio” che dalla panchina metta pressione su di loro.
Il risultato è che erano anni che non vedevamo un tale fermento di giovani attaccanti per la nostra nazionale, che non c’era un travaso così consistente e immediato tra Under 21 e Nazionale A (anche avere Prandelli in panchina al posto dell’ultimo Lippi e Trapattoni aiuta..).
Destro ormai era già una mezza sòla, incompatibile con Totti e Osvaldo, destinato a vivere all’ombra del campionissimo Lamela (che era a sua volta una pippa pagata troppo fino a due mesi prima) e invece il boemo non la pensava così..
Continua a non pensarla così neanche su Tachtsidis.
Per la prima volta contro il Siena ne ho intravisto anch’io le qualità: per dirla come Michele Plastino, passa tutto per i suoi piedi, perlomeno nel primo tempo, anche se la Roma vince senza di lui in campo, come del resto lo stesso De Rossi, quindi i due registi sono entrambi inutili o addirittura nocivi ai giallorossi?
Se rimanessimo all’interno di un gretto opinionismo all’italiana e analizzassimo i capitolini solo in virtù degli ultimi tre risultati potremmo dire di sì.. ma se invece teniamo conto che forse tra Pescara e Torino zemanlandia ha sciorinato le sue prestazioni più deficitarie incamerando però sei punti e che ciò nel nostro calcio avviene spesso nel breve periodo, inficiando tuttavia analisi di lungo periodo..
Che cavolo sto dicendo?
Il maestro italico (Sacchi) diceva: “Vittorie che confondono e sconfitte che chiariscono”.
Zeman è stato giustamente critico (per la prima volta) dopo la prestazione di Pescara perché sa che quel tipo di vittoria non deve per l’appunto “confondere”, sa che si può non prendere per due partite di fila e rendersi che può corrispondere più ad una contingenza che ad una effettiva crescita della squadra, il boemo si rende ben conto che bisogna saper ripartire da questi per ricostruire la convinzioni di poterli continuare a fare con altre prestazioni e probabilmente con uno (o tutti e due) tra Tachtsidis e De Rossi in campo.
Sembrano non fare eccessivamente notizia le clamorose sviste arbitrali della domenica: una Lazio bellissima contro l’Udinese sembra aver avuto molta fortuna arbitrale contro il Parma, forse un fallo da rigore su Gonzalo in Fiore-Samp e chissà quant’altro..
Il fatto grave, a nostro avviso, è invece il gol di El Shaarawy che ha la stessa inconcepibilità di quello di Klose alla Fiorentina quando militava con la maglia del Bayern Monaco..
Siamo sempre molto indulgenti con gli occhi umani (bisogna aumentare, non il numero di arbitri e assistenti), lo siamo meno quando un giocatore contende un pallone all’ultimo difensore avversario e lo tocca mandandolo in avanti ad un proprio compagno che quindi è più avanti di lui e quindi matematicamente più avanti rispetto al difensore avversario.
Mettiamola così: difficilmente al Catania capiterà di segnare contro Milan e Juve i gol incassati da loro..

Punto Roma: uno Zeman inedito ma si vince ancora

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di Alberto Rossi

Quello che sembrava impensabile fino a poche settimane fa si è verificato nelle ultime due partite. La Roma ha vinto due gare consecutive senza prendere nemmeno un gol. Ma quello che stupisce di più è il modo in cui la squadra di Zeman ha ottenuto i tre punti di Pescara. Alzi la mano chi avrebbe mai osato immaginare il boemo stravolgere il suo dogma tattico al fine di mantenere il vantaggio di 1-0. Perché la vera notizia della partita di domenica scorsa è proprio l’atteggiamento tattico tenuto dal tecnico negli ultimi minuti quando, una volta tolti dal campo i due attaccanti Destro e Osvaldo, Zeman ha inserito Perrotta prima e Tachtsidis poi. Risultato: 4-5-1 e tutti a contenere il definitivo 1-0. Roba mai vista a Zemanlandia, e chissà che il derby perso, una ferita ancora aperta nei tifosi, non abbia convinto l’allenatore giallorosso a dare priorità ai punti in queste ultime giornate oppure si tratti solamente di una partita occasionale, frutto del caso?

Luci: la nota più lieta non può che essere la porta inviolata per la seconda volta di fila, grazie soprattutto alle ottime prove dei due centrali Marquinhos e Castan. Bene anche Destro che, si spera, si sia sbloccato definitivamente in zona gol.

Ombre: va detto che il Pescara si è rivelato un avversario in grandissima difficoltà e la Roma ha sprecato troppe occasioni da gol nell’arco dei 90 minuti. Poco cinismo sotto porta, come avvenuto domenica, si paga caramente contro altri avversari. Il tridente di centravanti non sembra ancora collaudato alla perfezione.

Quello che verrà: la trasferta di Siena diventa molto importante per due motivi. Innanzitutto si dovrà capire se Zeman abbia davvero cambiato alcune sue idee di gioco a favore di maggiore concretezza o se l’integralismo boemo abbia affrontato solamente un’eccezionale domenica di pausa. Il secondo motivo riguarda la classifica: visti gli impegni abbordabili di tutte le rivali dei giallorossi per un posto in Europa, sarà fondamentale non perdere punti. All’Artemio Franchi l’ardua sentenza.

Borini al Liverpool per arrivare a Destro?

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Il Liverpool sta facendo sul serio per Fabio Borini. Il tecnino Brendan Rodgers avrebbe dichiarato in conferenza stampa che spera di concludere la trattativa in settimana.

Reds si erano già mossi per l’attaccante della Roma prima che venisse riscattato alle buste dal Parma.

La BBC ha dato l’affare per fatto, ma non è ancora così. Il Liverpool è pronto a spingersi fino a 12 milioni di euro mentre la Roma ne chiede 15, cioè quanto servirebbe per dare una sterzata alla trattativa per Destro.

Redazione Social Football

Flash news, Preziosi: “Palacio è dell’Inter”

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Il presidente del Genoa Enrico Preziosi, ai microfoni di Sky, ha dato l’ufficialità del passaggio di Rodrigo Palacio all’Inter.
Queste le sue dichiarazioni: “Palacio va all’Inter, ha chiesto di essere ceduto. Ora raddoppierà il suo ingaggio.”

Durante l’intervista, Preziosi non ha specificato le cifre dell’affare, ma ha confermato che l’Inter è interessata anche a Mattia Destro, ma la situazione della giovane punta italiana, a detta del patron del Genoa, è pioù complicata e verrà sciolta durante il calciomercato.

Redazione Social Football