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Punto Milan: basta il Faraone per continuare la rincorsa

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di Francesco Maiocchi
La partita: non è delle più belle da vedere, ma l’agonismo sicuramente non manca da entrambe le parti. L’Atalanta parte subito fortissimo con Denis e Parra, per fortuna Abbiati è in giornata e con dei bellissimi guizzi mantiene imbattuta la propria porta. Il ritmo è ancora molto basso e ci pensa il faraone a ravvivare la partita con una delle sue magie al 29’minuto.  Niang illumina la partita con belle giocate, ma grazie ai soliti Denis e Parra la difesa rossonera è sempre in attività. Nel secondo tempo i ritmi si alzano e la partita diventa davvero cattiva, Gervasoni è costretto a tirar fuori il cartellino giallo ben 10 volte e alla fine anche quello rosso per Brivio. Il Milan in superiorità numerica cerca di chiudere il match,ma è troppo sprecone  soprattutto con Flamini; al 39′ minuto anche mister Colantuono perde la testa e si fa cacciare dal campo per proteste. Finisce uno a zero con più cartellini che azioni pericolose.
Luci: finalmente la difesa rossonera si fa trovare pronta, il Milan riesce a non prendere goal in trasferta per la seconda partita di fila ed è forse questa la notizia più bella per Allegri. Mexes e Zapata danno finalmente sicurezza contro una Atalanta che non si è mai arresa per tutta la partita e anzi ha provato ad agguantare il pareggio fino alla fine. El Shaarawy torna al gol nel girone di ritorno e la rete è pesantissima, i 3 punti sono tutto merito suo dimostrando di essere la colonna portante di questa squadra. Niang è il giocatore che non ti aspetti, manca ancora il goal, ma nella sua terza partita consecutiva da titolare dimostra di essere sempre più in crescita ed è lui a servire l’assist vincente per il faraone.
Ombre: per fortuna oggi  sul Milan splende il sole, l’unica pecca, se la si vuole proprio cercare, è il mancato raddoppio in superiorità numerica. Contro squadre più forti dell’Atalanta si può essere certi che le partite vanno chiuse quando ce n’è l’occasione vista la non sempre attentissima difesa dei rossoneri.
Quello che verrà: il mercato sta diventando sempre più deludente. Tra promesse, smentite e finti interessi i tifosi stanno perdendo la fiducia, l’idea è che si pensi di più a fare finte promesse elettorali che a cercare realmente di rinforzare una squadra di carattere, ma con poche possibilità di puntare in alto. La classifica finalmente sorride e il terzo posto è a solo 6 punti con ancora tutti i gli scontri diretti; i tifosi attendono e sperano che il 31 arrivi per davvero una sorpresa.

Benedetta crisi, la carica dei 90 alla conquista dell’Italia

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di Carmine Guarino
Benedetta crisi, la carica dei 90 alla conquista dell’Italia

Tanta classe, cresta alta, sfacciataggine e non più di ventidue anni. Questo è l’identikit dei “giovani terribili” che stanno cambiando il calcio italiano.  La “carica dei 90” ha deciso di farsi valere e rispettare e non ce n’è più per nessuno. In un paese storicamente per vecchi, le luci della ribalta sono tutte per loro. Nemmeno i cento dalmata tanto agognati da Crudelia De Mon sapevano essere così scatenati.  E ora, in giro per l’Italia, le Crudelia De Mon a caccia del migliore della carica dei 90 si diffondono come funghi. Le annate sono di quelle buone, come un Cabernet sauvignon conservato per le occasioni speciali. E l’occasione è davvero speciale. Ridare freschezza e fascino al nostro calcio, ormai sempre più bistrattato, e costruire in casa i campioni del futuro. ( È quello che fa una squadra che indossa una maglietta blaugrana e che negli ultimi cinque anni ha vinto anche il torneo estivo di burraco.) Senza la crisi probabilmente i dirigenti italici avrebbero continuato a essere miopi sui giovani talenti preferendo vecchi volponi dai nomi altisonanti e dai portafogli belli pieni. Quindi, per una volta, è giusto dirlo e ad alta voce: “Grazie crisi!”

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La copertina non può che spettare a lui: Stephan El Shaaraawy. Con l’attacco orfano di Ibra, il crestuto Faraone si è preso il Milan sulle spalle con l’incoscienza tipica dei suoi 19 anni. 14 gol nel solo girone d’andata e giocate da strabuzzare gli occhi. Molti si sono affrettati a paragonarlo allo spilungone svedese, ma ricorda molto più il Thierry Henry prima maniera. Quello che, per intenderci, partendo dalla sinistra, convergeva verso il centro e impallinava i portieri avversari con tiri perfetti. Ma non è finita. El Sha corre che sembra un ossesso e difende fino alla propria aria di rigore come fa il fido Rooney con sir Alex Ferguson. Il mix è esplosivo e il Faraone sta conquistando l’Italia con la maglia rossonera addosso. La stessa maglia la indossa tale M’Baye Babacar Niang. Fisico statuario, potenza esplosiva e buona classe. il 18enne francese ha tutte le carte in regola per diventare un campione. Il tridente del Milan del futuro si completa con un classe 91 che in serie B sta facendo faville:Riccardo Saponara. Esterno destro, sinistro, trequartista o seconda punta. Il giovane Ricky sa fare tutto e con un nome così sul Naviglio lo sognano già di notte.

Altro pezzo pregiato della carica dei 90 è Erik Lamela. Forza e velocità straripante, tecnica sopraffina e soli 20 anni. Il ragazzo di Buenos Aires ha trovato la consacrazione definitiva quest’anno agli ordini di mister Zeman. Già 10 gol in campionato e giocate straordinarie: un vero incubo per le difese avversarie. Nella capitale gioca un altro giovanotto dalle guance rosse e dal futuro assicurato: Alessandro Florenzi. L’anno scorso a Crotone ha cominciato facendo il terzino e ha finito come seconda punta. Con Zdenek gioca come intermedio di centrocampo e sembra il ruolo perfetto per lui. Polmoni d’acciaio, grinta e ottimo senso dell’inserimento. Anche lui classe 91. La stessa età di Mattia Destro, uno che a dire il vero un po’ ha deluso o forse un po’ è stato sopravvalutato. A Roma gioca poco perché davanti ha uno come Osvaldo. Il buon Mattia non è il nuovo Bobo Vieri, come qualcuno voleva far credere, ma merita di entrare a fare parte della carica dei 90. Centravanti moderno con ottimi movimenti, buona tecnico e fiuto del gol. Anche lui si farà.

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Se un certo Gianluigi Buffon, non proprio il primo che passa, si sbilancia e indica Mattia Perin come suo sostituto per il futuro un motivo ci sarà. Il portiere pescarese classe 92 dopo un inizio di campionato incerto sta stupendo tutti. Ottimo senso della posizione fra i pali e buona reattività, da migliorare le uscite. Ma l’età e decisamente dalla sua. Un futuro campione, però, Gigi Buffon ce l’ha anche a “casa”: Paul Pogba. Il francescone ex United ha stupito tutti, ricorda molto da vicino Patrick Vieira, non uno qualsiasi insomma. Conte dopo la partita contro il Bologna lo ha richiamato all’ordine e il centrocampista è tornato “normale”.  A volte sarebbe meglio lasciarli fare perché, come dicono Greggio e Iacchetti, “so ragazzi” e non è detto che sia un male. Altro ragazzino cresciuto niente male è quel Lorenzo Insigne che ha incantato Foggia, Pescara e ora fa il profeta in patria. Velocità e dribbling da funambolo e piede educatissimo. Se impara che nel calcio conta anche passare la palla sarà un assoluto fuoriclasse.

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Chiusura d’obbligo dedicata a uno che Insigne potrebbe raggiungerlo presto: Mario Balotelli. Bad boy, ragazzaccio, mela marcia, lo hanno chiamato in tutti i modi. Sembra già un veterano ma è del 90 anche lui. Ha tutto per diventare una stella: fisico, tecnica, potenza, tiro. Finora si è espresso al meglio solo agli Europei. A Milano sotto sotto lo vorrebbero nonostante il rischio “infezione”, a Napoli farebbero carte false pur di abbracciarlo: chissà che l’aria di casa faccia bene a Super Mario.

È proprio il caso di dirlo: la paura fa 90…

Punto Milan: panettone amaro per Allegri

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di Francesco Maiocchi
La partita: un grandissimo Zeman ha distrutto le poche sicurezze tattiche del Milan; la sfida era anche a livello statistico perchè si affrontavano la squadra che ha segnato più gol di testa contro quella che di più ne ha subiti. I giallorossi partono fortissimo,sanno quanto i rossoneri soffrano i calci piazzati e si portano avanti con Burdisso proprio da calcio d’angolo. Il diavolo ferito cerca la reazione, ma El Shaarawy invece di tirare da distanza ravvicinata cerca il dribling su Goicoechea che lo ferma dimostrando di essere in serata. Le squadre sono lunghe, ma Mexes e Yepes sono gia mentalmente in vacanza visto che lasciano saltare in area Osvaldo che sigla il 2 a 0 su cross di Totti; il centrale francese non scende proprio in campo, lascia liberissimo Lamela che porta a 9 il suo score stagionale. Alla mezz’ora siamo gia sul 3 a 0, la Roma ha sempre abituato ai ribaltoni in questa stagione, ma oggi la miglior difesa è davvero l’attacco e Lamela chiude virtualmente la partita ad inizio ripresa. Mister Allegri forse non ci crede più quando leva Robinho, largamente il migliore in campo dei rossoneri, per Bojan invece di uno spentissimo Boateng, ma grazie a lui il milan salva la faccia. Nel finale viene espulso Marquinho, e concesso un calcio di rigore che Pazzini non spreca, a cui segue il goal dell’ex Bojan. Forse Allegri si pentirà di aver sottovalutato la Roma, fidandosi troppo della nomea di pessima difesa, schiera Boateng punta centrale e un Nocerino che è sempre davanti agli attaccanti invece che dietro.
Luci: in campo sono esplose tutte le lampadine e persino il faraone dimostra di aver finito le batterie, o perlomeno di soffrire le big (a segno solo col Napoli). Costant e Robinho sono quelli che hanno espresso il miglior gioco, ma non bastano contro una Roma di questo calibro.
Ombre: cominciamo con il portiere, Allegri sceglie Amelia dopo alcune opache prestazioni di Abbiati; ma l’ex Genoa a mio modesto avviso da ancora meno sicurezza non tuffandosi mai su nessuno dei goal della Roma. La coppia di difensori centrali sembrava aver trovato un po di fiducia nelle scorse partite, e invece soliti errori e tantissime disattenzioni che nemmeno in lega pro si possono concedere. Il centrocampo è inesistente, il capitano Ambrosini è l’unico baluardo a protezione della difesa, mentre Montolivo e Nocerino giocano punte e se solitamente  fanno i centrocampisti un motivo ci deve essere. El Shaarawy dimostra che con le grandi fa tanta fatica e quando ha l’occasione del pari pecca di presunzione; Boateng è l’ombra di se stesso, sfodera una quantità immensa di passaggi errati e di tiri da distanza siderale ovviamente inutili.
Quello che verrà: il mercato invernale serve a mettere un paio di toppe solitamente, ma il Milan ha bisogno in questo momento di certezze se vuole ambire all’Europa che conta. Forse più che un difensore forte, visto che al momento non ce ne sono, servirebbe un preparatore per la difesa serio; troppi i gol subiti su palla inattiva e il problema è che non è nemmeno una novità di quest’anno. Serve anche un centrocampista visto che De Jong ha finito la stagione; ma Galliani punta agli attaccanti, unico reparto in cui il Milan non ha problemi, forse per smuovere gli animi e allontanare l’attenzione sui veri problemi. Robinho e Pato vogliono tornare in Brasile; è incredibile come il papero da eterno infortunato, dopo aver latitato per 2 stagioni e aver impedito l’arrivo di Tevez ora pretenda di cambiare squadra. Probabilmente l’ultimo infortunio era solo verbale e il Milan, ormai, è abituato all’ingratitudine di alcuni lungodegenti che prima accettano le stipendiate cure amorevoli e che, appena guariti, soffrono di saudade o comunque voglia di cambiare squadra. Speriamo che almeno il Brasiliano si risparmi le uscite fuori luogo di Cassano e che il Milan trovi l’affare di Gennaio.

Punto Milan: Poker e la zona Champions si avvicina

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di Francesco Maiocchi
La partita: i tifosi non si sono ancora tutti seduti,che subito il Milan si porta in vantaggio con Nocerino al secondo goal in 2 partite. I rossoneri quest’anno segnano poco nel primo tempo e il Pescara quando riparte sembra essere pericoloso costringendo Amelia a 2 buone parate. Il festival del goal, anzi dell’autogoal inizia nel secondo tempo con Abbruscato che insacca nella porta sbagliata un cross di Robinho; il Pescara reagisce immediatamente accorciando su calcio piazzato con Terlizzi e centrando il palo dopo pochi minuti. La malasorte circonda il povero Perin che subisce un altro autogoal, questa volta il colpo di testa è di Jonathas che insacca direttamente dal calcio d’angolo del faraone rossonero. Chiude il solito El Shaarawy che in attesa di Cavani domina la classifica cannonieri.
Luci: la squadra di Allegri è in uno splendido momento di forma, vincendo le ultime partite in campionato è riuscita ad avvicinarsi al gruppo di testa in lotta per un posto nell’Europa che conta. Finalmente la squadra sembra avere un gioco e sono tornati a segnare i protagonisti della scorsa stagione; sembra proprio che il Milan riesca a chiudere il 2012 con un sorriso e senza troppa nostalgia per i grandi addii dell’estate.
Ombre: alcuni dicono che la miglior difesa è l’attacco e infatti i rossoneri nelle ultime uscite segnano più di quello che subiscono,ma non si può non notare che il Milan incassa oggi un altro goal da palla inattiva; durante la partita si difende bene,ma è troppo spesso distratto sui calci da fermo.
Robinho ormai è dato per partente causa saudage, anche se l’offerta del Santos di 6 milioni di euro è ancora troppo bassa; visto il poco feeling con il goal dimostrato dal brasiliano non è ben chiaro se l’affare lo faccia il Santos a comprarlo o il Milan a venderlo.
Quello che verrà: la vetta della classifica si avvicina sempre di più, sabato prossimo i rossoneri affronteranno una Roma ferita ed in polemica per la beffa di Verona; Allegri e i suoi vogliono i 3 punti per scavalcare proprio la Roma affacciandosi finalmente all’Europa. Statistiche alla mano non sarà una partita noiosa visti i tanti goal segnati, ma anche subiti da entrambe le squadre:l’over e lo spettacolo sono praticamente assicurati.

Punto Milan: a volte ritornano

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Torino FC v AC Milan - Serie A
di Francesco Maiocchi
La partita: inizio a ritmo lento, con entrambe le squadre che si studiano fino alla mezz’ora. Come spesso accade in questa stagione il Milan soffre di narcolessia nel primo tempo e al 28′ minuto Nocerino con un retropassaggio da dimenticare serve l’assist per il contropiede di Santana, che mette a sedere Amelia portando il Torino in vantaggio. I rossoneri come da copione stagionale, sotto uno a zero nel primo tempo si svegliano e dopo una mezz’ora da dimenticare Robinho  al 40′ minuto si ricorda di essere brasiliano sfoderando una finta in area da verdeoro di prima fascia e regala il pari al Milan. Nel secondo tempo i rossoneri sono infermabili, Nocerino ribatte una respinta corta di Gillet dopo 8′ minuti di gioco, ne passano altri 8 e Pazzini fa tutto da solo segnando il 3 a 1 con un missile sul primo palo.  Al 31′ non poteva mancare il solito gol di El Shaarawy (papera di Gillet che si fa scappare dalle mani la palla) e i rossoneri mettono al sicuro il risultato.  Chiude le danze Bianchi con un meraviglioso colpo di testa, ma non basta al Torino per uscire dal tunnel
delle sconfitte.
Luci: finalmente è tornato al goal Nocerino, che prima regala il vantaggio ai padroni di casa, ma poi lotta come un gladiatore che combatte per la vita e l’onore, bravissimo a farsi trovare pronto sulla corta respinta del portiere del Torino. Robinho sigla il pari con una magia che dovrebbe ripetere più spesso per tornare ad essere considerato un top player. Pazzini compie una partita di sacrificio: soffre, salta, corre, segna e prende pure un palo su un colpo di testa dei suoi. Il 13′ gol stagionale del faraone è utile solo ai fini della classifica marcatori, ma non si può che essere entusiasti delle sue prestazioni.
Ombre: nonostante la vittoria, il Milan parte sotto di un gol e in questa stagione è successo troppo spesso per una big. L’attacco funziona come un orologio svizzero segnando in quasi tutte le partite, ma la difesa si concede delle disattenzioni gravissime prendendo quasi sempre goal. La vera nota negativa della partita è il grave infortunio di De Jong (rottura del tendine d’Achille sinistro), le prime voci parlano già di una visita medica all’estero nei prossimi giorni.
Quello che verrà: tra 7 giorni c’è il match con il Pescara (tornato alla vittoria contro il Genoa), il Milan sembra davvero ritrovato e in piena forma. Sui ragazzi di Allegri incombe però la pausa natalizia e si sa che negli ultimi anni il mercato ha regalato gioie, ma anche molti dolori. L’interrogativo su come sarà il Milan nella seconda parte di stagione sarà sciolto solo all’ultimo minuto del calciomercato con la speranza di tutti i tifosi in un regalo del presidente e in un affare last minute di Galliani.
Che belle liti: nel derby di Manchester il giocondo Balotelli esce dal campo con la solita litigata con Mancini; Sneijder è in rotta di collisione con l’Inter; Pastore fa fatica a trovare spazio nel PSG. Galliani muove le sue pedine sullo scacchiere e i tifosi sperano.

Punto Milan: Senza El Shaarawy nessun gol

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di Francesco Maiocchi

La partita:  il match di Champions è avaro di emozioni. Il Milan parte bene e nei primi minuti quando reclama un rigore su Pazzini, ma l’arbitro lascia correre. I rossoneri fanno la partita, ma e’ lo Zenit a passare in vantaggio a 10 minuti dalla fine del primo tempo con Danny che sfrutta bene l’incertezza di Acerbi in chiusura. Nella ripresa il Milan dorme per i primi venti minuti e lo Zenit è ben contento di congelare il risultato che gli concede l’accesso all’Europa League; poi finalmente la prima vera occasione con una girata di Pazzini da distanza ravvicinata che prende in pieno il portiere dello Zenit.  La squadra di casa ci prova, ma senza troppa convinzione e finalmente nel finale entra il Faraone a riaccendere San Siro.  Il cambio di Allegri arriva però troppo tardi, e i padroni di casa troppo sbilanciati rischiano spesso il contropiede avversario.
Finisce 1 a 0 per i russi, e a tenere banco ben più del risultato e’ la lite Spalletti-Hulk.

Luci: la bella notizia e’ un’ ottima prestazione di Zapata che stasera sembra essere tornato ai suoi trascorsi nel calcio nostrano.  Perfetto in fase difensiva con un paio di interventi che a San Siro non si vedevano dalla stagione scorsa, si fa pure trovare in attacco con un tiro che finisce a lato. Anche Flamini gioca bene e si fa notare per alcuni tiri dalla distanza.

Ombre: senza il suo giocatore migliore il Milan si dimostra ben poca cosa, raramente è pericoloso e permette allo Zenit di portare a casa un risultato prezioso senza affanni.
Boateng continua nella sua involuzione; il gioco nella testa di mister Allegri dovrebbe passare dai suoi piedi e invece senza Bojan i rossoneri faticano a superare la trequarti avversaria.

Quello che verrà: nonostante le parole dell’ AD rossonero si sapeva che il turn over avrebbe dominato sulla voglia di migliorare il ranking UEFA. Bisogna aspettare domenica per scoprire se la squadra è davvero guarita. Il Milan sfiderà il Torino ,che nonostante la sconfitta nel derby sta disputando un ottima stagione; impegno importante da cui passano tutte le ambizioni rossonere.

Le visite del presidente: nelle ultime settimane il presidente è sempre stato vicino alla squadra, dal pareggio di Napoli i rossoneri hanno avuto un filotto di risultati positivi. Soluzione ai problemi o coincidenze? Nessun può dirlo, anche se oggi in corrispondenza della visita più breve (appena mezz’ora) c’è stata la prima sconfitta dall’inizio delle gite presidenziali a Milanello.

El Shaarawy, Destro, Insigne e (Tachtsidis..) vs. Ibra, Lavezzi, Thiago Silva (e De Rossi..) Crisi o opportunità? L’editoriale dell’Ispirato di Goal di Notte

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di Luca Labricciosa

Ormai per tutti, ma solo da quando si sono finalmente palesate sole tre squadre che partecipano alla Champions League, il nostro calcio gravita in una crisi nera senza alcuna vi d’uscita.
Sono invece moltissimi anni che nel Belpaese si gioca un calcio deficitario e che, in virtù di ciò, non facciamo che prendere schiaffoni in Europa che ci hanno portati ad essere fuori dalla ristretta cerchia dei primi tre campionati del vecchio continente.
Quella che per tutti è crisi, per noi deve configurarsi come opportunità di rinascita: Galliani, adesso, non fa che ricordare che la cessione di Ibraimovic ha spalancato la fiducia alla crescita di El Shaarawy; alla Roma è iniziata la “rivoluzione culturale”, basata su allenatori che diano fiducia e facciano crescere giovani come Lamela e Destro; a Napoli si lascia andar via el Pocho sostituendolo con Insigne e magari si preferisce Edù Vargas al Lucarelli di turno.
Sicuramente non avere più i soldi per strappare ai maggiori campionati i loro assi più affermati non ci rende più forti, ma il mercato è globale e di ragazzi bravi ne è pieno il mondo, basta saper insegnare e sviluppare un gioco che riesca a sfruttarne al meglio le qualità tecniche ed atletiche, saperli aspettare senza massacrarli (Guidolin docet, i giovani non vanno aspettati solo ad inizio e fine stagione..), senza qualche “vecchio” che dalla panchina metta pressione su di loro.
Il risultato è che erano anni che non vedevamo un tale fermento di giovani attaccanti per la nostra nazionale, che non c’era un travaso così consistente e immediato tra Under 21 e Nazionale A (anche avere Prandelli in panchina al posto dell’ultimo Lippi e Trapattoni aiuta..).
Destro ormai era già una mezza sòla, incompatibile con Totti e Osvaldo, destinato a vivere all’ombra del campionissimo Lamela (che era a sua volta una pippa pagata troppo fino a due mesi prima) e invece il boemo non la pensava così..
Continua a non pensarla così neanche su Tachtsidis.
Per la prima volta contro il Siena ne ho intravisto anch’io le qualità: per dirla come Michele Plastino, passa tutto per i suoi piedi, perlomeno nel primo tempo, anche se la Roma vince senza di lui in campo, come del resto lo stesso De Rossi, quindi i due registi sono entrambi inutili o addirittura nocivi ai giallorossi?
Se rimanessimo all’interno di un gretto opinionismo all’italiana e analizzassimo i capitolini solo in virtù degli ultimi tre risultati potremmo dire di sì.. ma se invece teniamo conto che forse tra Pescara e Torino zemanlandia ha sciorinato le sue prestazioni più deficitarie incamerando però sei punti e che ciò nel nostro calcio avviene spesso nel breve periodo, inficiando tuttavia analisi di lungo periodo..
Che cavolo sto dicendo?
Il maestro italico (Sacchi) diceva: “Vittorie che confondono e sconfitte che chiariscono”.
Zeman è stato giustamente critico (per la prima volta) dopo la prestazione di Pescara perché sa che quel tipo di vittoria non deve per l’appunto “confondere”, sa che si può non prendere per due partite di fila e rendersi che può corrispondere più ad una contingenza che ad una effettiva crescita della squadra, il boemo si rende ben conto che bisogna saper ripartire da questi per ricostruire la convinzioni di poterli continuare a fare con altre prestazioni e probabilmente con uno (o tutti e due) tra Tachtsidis e De Rossi in campo.
Sembrano non fare eccessivamente notizia le clamorose sviste arbitrali della domenica: una Lazio bellissima contro l’Udinese sembra aver avuto molta fortuna arbitrale contro il Parma, forse un fallo da rigore su Gonzalo in Fiore-Samp e chissà quant’altro..
Il fatto grave, a nostro avviso, è invece il gol di El Shaarawy che ha la stessa inconcepibilità di quello di Klose alla Fiorentina quando militava con la maglia del Bayern Monaco..
Siamo sempre molto indulgenti con gli occhi umani (bisogna aumentare, non il numero di arbitri e assistenti), lo siamo meno quando un giocatore contende un pallone all’ultimo difensore avversario e lo tocca mandandolo in avanti ad un proprio compagno che quindi è più avanti di lui e quindi matematicamente più avanti rispetto al difensore avversario.
Mettiamola così: difficilmente al Catania capiterà di segnare contro Milan e Juve i gol incassati da loro..