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Punto Milan: il piccolo Faraone per tornare con le grandi

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EL SHAARAWY

di Francesco Maiocchi

La partita: L’uno a zero del primo tempo per i padroni di casa è un risultato bugiardo, la partita infatti è a tratti noiosa e senza occasioni per nessuna delle contendenti. Il vantaggio etneo arriva all’undicesimo con il gol dell’ex Legrottaglie, che insacca di testa un bel corner di Lodi; da questo momento il Catania si chiude per ripartire ed il milan non riesce a trovare spazi. A inizio secondo tempo c’è la sciocchezza di Barrientos che viene espulso per un brutto fallo su Nocerino (doppia ammonizione), la partita cambia e nel giro di 8 minuti i rossoneri si portano addirittura in vantaggio con il gol di El Shaarawy e la prima perla stagionale di Boateng. Il gol del pari è in netto fuorigioco, ma l’impressione è che il Milan possa davvero dilagare. Intorno al 90° viene espulso anche Boateng, ma la partita invece di riaprirsi viene chiusa dal solito faraone con un palo gol imparabile da Andujar.

Luci: con un giovane del calibro di El Shaarawy viene proprio da pensare “benedetta crisi”, la squadra finalmente gira ed esprime, anche se solo nel secondo tempo, tratti di bel calcio. La rinascita del Milan coincide con le visite del Presidente alla squadra: visti i risultati è molto probabile che da raro evento diventino abituali. In questo momento sembra proprio che al Milan mancasse semplicemente la giusta carica.

Ombre: Dal tabellino si potrebbe pensare che Boateng sia tornato, la sua partita invece è come le altre in stagione. Il gol è stupendo, ma per il resto ci sono solo brutti tiri e passaggi sbagliati, coronati da un rosso diretto a fine gara. Anche Robinho dimostra che questa non è la sua stagione, dà l’assist vincente per il pari del Faraone (in fuorigioco) e poi inizia il festival dell’errore sotto porta. I big faticano davvero a ritrovarsi.

Quello che verrà: in settimana c’è la Champions, ma almeno questa volta il Milan può permettersi un massiccio e meritato turn over contro lo Zenit. Dopo il filotto di vittorie, a Milanello la parola scudetto è tornata a farsi sentire e domenica a Torino ci sarà il definitivo banco di prova per capire se il Milan è davvero tornato se stesso.

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Amichevole. Italia – Francia: le probabili formazioni

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Italia 4-3-3: Sirigu; Maggio, Barzagli, Chiellini, Balzaretti; Montolivo, Verratti, Marchisio; Candreva, Balotelli, El Shaarawy. A disposizione: Buffon, De Sanctis, Astori, Bonucci, Peluso, Santon, Florenzi, Giaccherini, Pirlo, Diamanti, Destro, Giovinco, Viviano. All. Prandelli.

Francia 4-3-3: Lloris; Debuchy, Koscielny, Sakho, Evra; Cabaye, Matuidi, Gonalons; Menez, Giroud, Ribery. A disposizione: Mandanda, Landreau, Rami, Reveillere, Yanga-Mbiwa, Tremoulinas, Sissoko, Gourcouff, Capoue, Valbuena, Payet, Gomis. All. Deschamps.

 

Redazione Social Football

Punto Milan: luci a San Siro? Quasi mai

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di Stefano Scaglietta

Per parlare della situazione attuale del Milan non si può non cominciare da ciò che è successo in estate. Rosa smantellata, acquisti modesti, ed un allenatore che non riesce a dare alla squadra un gioco e una identità propria. Il Milan della versione Allegri, e non solo, aveva puntato sostanzialmente sulla qualità dei singoli e sull’esperienza per rimanere ai vertici del calcio italiano.Venute meno le individualità, Ibrahimovic e Thiago Silva su tutte, e l’esperienza dei vari Seedorf, Nesta, Van Bommel, Gattuso, Zambrotta, Inzaghi, i rossoneri si sono trovati in breve tempo nella necessità di cercare risultati attraverso una manovra collettiva mai cercata prima, dove si è passati dal 4-2-fantasia di Leonardo, pura improvvisazione, al palla ad Ibrahimovic e vediamo che succede della gestione Allegri.

Luci: ce ne sono? La risposta è si, ma ad intermittenza. Quella psichedelica di Stephan El Shaarawy è sicuramente una di queste. Il pupillo di Silvio Berlusconi non è ancora maturo per caricarsi la squadra sulle spalle, ma i lampi del suo talento sono sicuramente una delle poche note liete di questa stagione. L’altra, più stroboscopica rispetto a quella del prodigio italo-egiziano, è quella di Montolivo. Punto fermo dell’Italia di Cesare Prandelli, è il centrocampista con maggiore qualità del Milan, apparso in grande crescita psicofisica nell’ultima partita contro il Palermo. Un po’ finto trequartista, non un vero regista, non sempre protagonista da mezz’ala, se Allegri riuscirà a trovargli la giusta collocazione in campo, potrà essere l’anno della sua decisiva consacrazione. Anche lui dovrà metterci ovviamente del suo. Avrebbe dichiarato di “non poter vedere Nocerino al Milan”: ora c’è anche lui e deve dimostrare di meritarsi questa maglia. Fanalino di coda, non per meritocrazia, è Emanuelson, colui che Allegri usa per cambiare la partita in corso d’opera, per dare vivacità all’attacco spesso asfittico che non brilla se non della luce riflessa di El Shaarawy. In un attacco a 3 punte è l’uomo di fascia ideale, punta l’uomo, crea superiorità numerica, sa crossare e all’occorrenza è in grando di dare una mano dietro.

Ombre: l’atmosfera che da due mesi a questa parte si respira a Milanello è sinistramente simile a quella del film “30 giorni di buio”. Un horror da dimenticare, quindi, così come i troppi moduli provati dall’allenatore nel tentativo di cercare una parvenza di quadratura del cerchio. Col Palermo riproposta ancora la difesa a tre, un centrocampo a cinque fatto di terzini e centrocampisti più muscolari che di qualità, nel tentativo di rendere meno perforabile la retroguardia del Diavolo. Esperimento non gradito da Galliani, che ritiene il modulo a “5 mediani” estremamente rinunciatario, non adatto ad una squadra col palmares del Milan.

Quello che verrà: “del doman non v’è certezza” scriveva Lorenzo De’ Medici. Come dargli torto? La panchina del tecnico toscano è sempre più traballante, e le prossime 2 partite in casa contro il Chievo e la Fiorentina ci diranno di più di quella che sarà la stagione del Milan. Il tempo degli esperimenti, per stessa ammissione dell’ Ad Adriano Galliani è terminato, ed è arrivato il momento di trovare un modulo che possa far coesistere i giocatori più forti di questa squadra. Partendo da questo presupposto si entra a bomba sull’argomento Boateng. Incursore letale nelle precedenti stagioni alle spalle di Ibrahimovic, oggetto misterioso quest’anno. Sarebbe probabilmente il caso di riproporlo nello stesso ruolo in cui ha esordito con la maglia rossonera: mezz’ala di un centrocampo a 3, magari con al fianco Montolivo e dall’altra parte Nocerino a dare equilibrio, con davanti un bel tridente pronto a dare spettacolo, così come vuole e pretende il Presidente. Se, quantomeno per quest’anno, non sarà possibile vincere, quantomeno ci si divertirà. “Chi vuol esser lieto sia, del doman non v’è certezza”.

Focus player: ma dove può arrivare davvero El Sharaawy?

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Nel tormentato inizio di stagione in casa rossonera, c’è una lieta storia. E’ quella di Stephan El Sharaawy, vent’anni compiuti tre giorni fa, già 7 gol in campionato più 1 in Champions League. E’ grazie a lui che la baracca rossonera è in piedi e che Max Allegri ha ancora la possibilità  di mangiare il panettone. Il faraone, così viene chiamato per le sue origini egiziane pur essendo nato a Savona, ha tolto le castagne dal fuoco in più di un’occasione, e senza di lui il Milan a quest’ora avrebbe ancora meno punti di quelli che ha in classifica.
Come detto, Elsha ha solo 20 anni e in questi giorni si stanno sprecando i titoli su quello che è ma soprattutto su quello che può diventare. Si dice che diventerà un punto fermo del Milan e della Nazionale per almeno i prossimi dieci anni. Ma non è che queste ipotesi sono un pò troppo avventate?

Il nuovo – Lo sport preferito degli appassionati di calcio e degli addetti ai lavori è dire che il giocatore x diventerà il nuovo y. Allora tentiamo anche con El Shaarawy questa sorta di pronostico. Galliani, in un attimo di euforia, qualche settimana fa ha detto che El Shaarawy diventerà, anzi è già, il nuovo Eto’o (e lui ci crede). Altri, molti, dicono che il Faraone diventerà il nuovo Di Vaio. Per carità, una signora carriera, ma da qui ad essere il nuovo crack del calcio mondiale, ce ne passa. Mai come ora è il caso di dire “ai posteri l’ardua sentenza”.

Redazione Social Football

 

L’Under 21 ci va leggera: 7-0 al Lichtstein

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L’Italia dei giovani si mangia il Lichtstein. Il gioco di parole viene fin troppo facile, dato il cognome del neo tecnico dell’Under 21. A Casarano, gli azzurrini rullano per 7 a 0 i parietà del Lichtstein con Stefan El Sharaawy gran protagonista. Doppietta e gran prestazione per il faraone milanista, così come De Luca (anche lui doppietta), Immobile, Viviani e Sala. La gara, valevole per gli europei dei giovani della prossima estate, è stata viva fino al 2-0, quando è stato espulso ingiustamente Gur e l’Italia ha preso il sopravvento. Dopo la vittoria 3-0 contro l’Olanda, ancora un buon segnale per i ragazzi di Devis Mangia, che sono partiti alla grande nel girone di qualificazione. Nel video le parole di Mangia e le immagini dei gol.

Redazione Social Football