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Il dog hunter degli Europei Alexey Vedula seviziato in carcere

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Alexey Vedula, diciannovenne ucraino, dog hunter che era stato condannato per la strage dei cani nel periodo degli europei di calcio 2012, ha subito sevizie in carcere. In prigione Vedula è stato seviziato dagli altri detenuti, che gli hanno riservato lo stesso trattamento che lui aveva effettuato contro i poveri cani randagi uccisi. Vedula è stato trasportato in ospedale, e i medici che lo stanno curando gli hanno diagnosticato una lacerazione della regione perianale, una sospetta commozione cerebrale, una frattura alla mano sinistra e a due costole. Premesso che la violenza non è mai accettabile, si sarà pentito il giovane dog hunter di quello che ha fatto ai cani randagi?

 

Redazione Social Football

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Le panchine si allungano

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E’ stato modificato nelle ultime ore il regolamento riguardante i giocatori a disposizione da portare in panchina. Dal prossimo campionato, sarà possibile iscrivere a referto massimo 23 giocatori, proprio come si verifica nei tornei delle nazionali, come europei e mondiali. Quindi, gli allenatori potranno scegliere tra 12 riserve anziché tra 7. Il cambiamento è valido per la serie A, la serie B, la Coppa Italia e il campionato Priamvera.

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Redazione Social Football

Europei: il “pagellone”

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di Michele D’Alessio

Gli europei sono finiti come peggio non potevano. Ora, a bocce ferme, è il momento di dare voti ai protagonisti nel bene e nel male.

VOTO 10 alla GRECIA: sicuramente non la squadra che gioca meglio al calcio. Però il voto più alto se lo merita, perché è riuscita a qualificarsi per i quarti in un girone livellato, ha fatto ben due reti alla Germania, e soprattutto ha concesso al proprio popolo, che in questo periodo sta soffrendo e non poco, qualche settimana di distrazione, nella speranza che sul palcoscenico continentale la loro nazione potesse rifarsi dei problemi economici e politici che la attanagliano.

VOTO 9 a PAULO BENTO: l’allenatore del Portogallo è quello che più ha messo in difficoltà la Spagna vincitrice. Ai rigori è stato eliminato per pura sfortuna, nel girone, nonostante le prime due partite giocate male da Cristiano Ronaldo (poi assoluto trascinatore), è riuscito a qualificarsi giocando bene affrontando squadre toste. Avrebbe meritato sicuramente di più.

VOTO 8 all’ITALIA: la nostra nazionale ha giocato un europeo degno del nostro nome. Il momento più difficile è stato dopo il pari con la Croazia, quando un biscotto ci avrebbe mandato al mare in anticipo rispetto alle altre compagini. Invece nei quarti e in semifinale abbiamo tirato fuori le unghie e messo kappaò due squadroni come Germania e Inghilterra. La finale è andata come è andata, ma verrà il giorno che anche gli spagnoli si stancheranno giocando le partite.

VOTO 7 agli ARBITRI: difficilmente si è vista una competizione tra nazionali arbitrata così bene. Non ci sono state grandi sviste, se si eccettua quella clamorosa sul gol fantasma in Ucraina-Inghilterra. Bene Proença in finale, e anche il nostro Rizzoli.

VOTO 6 a prof.MARIO MONTI: il nostro presidente del consiglio non è voluto mancare alla finalissima a Kiev. Noi lo ringraziamo per lo sforzo e per averci rappresentato in tribuna, ma non è che dopo tutte le partite vinte senza di lui, la sua presenza abbia portato un pò male?

VOTO 5 alla GERMANIA: ai nastri di partenza era la favorita. Poi ha vinto il girone di ferro a punteggio pieno. Ha buttato fuori la Grecia dall’Europa, e poi in semifinale cosa è successo? Probabilmente Low e i suoi erano convinti di vincere facile, invece si sono ritrovati imbrigliati nella storica sofferenza che hanno loro dell’Italia. Se mutuassero i metodi di allenamento che hanno in Spagna, sarebbero imbattibili.

VOTO 4 a FRANCIA e INGHILTERRA: che fine hanno fatto quelli che attribuivano la colpa al simpatico Domenech? La Francia ha disputato un europeo scadente, sconfitta dalla Svezia di Ibra. E ai quarti ha subito il possesso palla della Spagna (strano), non rendendosi mai pericolosa. I bleu hanno esordito contro l’Inghilterra, in quella che è stata una delle peggiori partite della fase a gironi. Proprio la squadra di mr. Hodgsdon è stata l’altra grande delusione, più che per i risultati, per il gioco espresso. E’ vero che mancava Rooney, le prime partite, ma contro l’Italia ai quarti sembrava una squadra di calcetto, o tutti avanti, o tutti indietro.

VOTO 3 a CHI HA SCRITTO I CALENDARI: come si fa a scrivere i calendari così? Nemmeno al torneo dei bar vengono programmate la partite così male. L’Italia, per esempio, ha giocato con l’Inghilterra ad una settimana di distanza dall’ultima partita del girone contro l’Irlanda, per poi ritrovarsi a giocare 3 partite in 5 giorni con altrettanti viaggi estenuanti Kiev-Cracovia-Varsavia-Cracovia-Kiev, di cui quella con la Germania beneficiando di ben due giorni in meno di riposo rispetto ai tedeschi.

VOTO 2 all’OLANDA: più che una delusione, una totale assenza. Allenata da uno pseudo allenatore come Van Marwijk, con una difesa colabrodo, ha mancato l’appuntamento con il torneo che la vedeva addirittura tra le favorite. Il quartetto d’attacco totalmente impresentabile, Robben, Sneijder, Van Persie e Afellay non amalgamati proprio alla perfezione.

VOTO 1 a BRUNO GENTILI: viene da chiedersi quante volte, raccontandoci le partite in radio, ci abbia detto che il tiro era di Caio, invece nella realtà era di Tizio. Ok sbagliare i nomi, ma può capitare non se commenti le partite su RAI1 e se non commenti giocatori di fama mondiale. Sbagliare i nomi in Lussemburgo-Islanda ci sta, ma in Italia-Germania no. Per non parlare delle pronunice avveniristiche dei malcapitati giocatori inglesi. E il tono? Sempre quello, ovunque sia la palla.

VOTO 0 al GOVERNO UCRAINO: dopo il caso Tymoshenko e lo scandalo dello sterminio dei cani randagi, spunta anche la notizia (prontamente riportata da Social Football) che 35 milioni di €, stanziati per le cure oncologiche dei bambini malati, sono stati destinati a spese per gli europei. Serve commentare?

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Niente da fare. di Michele Plastino

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di Michele Plastino

E’ andata cosi. Spagna con merito, ma con qualche interrogativo.
Il primo: abbiamo dimostrato di avere un ottimo staff medico e allora perche’Chiellini in quelle condizioni?
Perché rischiare poi l’ultimo cambio a 35 minuti dalla fine?
E poi,ma quanto corre la Spagna. Andate a rivedere lo scatto del secondo goal. Incredibile.
Ma come non si dice che si giocano troppe partite in pochi giorni?
E loro neanche un crampetto.
Complimenti.
Per noi tutto questo europeo e’un puntello per il futuro.
Ed e’stato per gli italiani un ottimo antidepressivo.

Dal reparto oncologico ad Euro 2012: questa la sorte di 35 milioni di euro

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Di Gualtiero Lugli

“Quando piove e i miei parenti non sono vicino a me, mi sento triste. Sono triste quando sono in ospedale, nella mia stanza con il contagocce”.

Queste sono alcune parole che Katya, piccola paziente del reparto di oncologia pediatrica dell’Istituto dell’Accademia delle Scienze Mediche di Kiev, ha pronunciato in un filmato realizzato dalla regista ucraina Alina Krasnianska nel 2007, dove i protagonisti sono alcuni bambini “abitanti” dell’ospedale.

In Ucraina, il tasso di mortalità dei bambini malati di tumore è di gran lunga superiore alla media dei paesi occidentali. Negli ospedali mancano le attrezzature necessarie, manca personale qualificato e la possibilità di effettuare celeri diagnosi, il che significa condannare a morte i bambini che vi arrivano. Il servizio sanitario ucraino ricorda il Titanic nei suoi ultimi tragici momenti prima di sprofondare negli abissi. Falle dappertutto e le poche scialuppe di salvataggio sono destinate ai ricchi, i soli in grado di fronteggiare spese costose per terapie ed interventi. Il disastro oramai è annunciato. Troppo a lungo politici e amministratori locali hanno navigato nell’oceano della corruzione respirando l’aria insalubre della disonestà, dove da riciclare c’era solo denaro sporco. Hanno inasprito la bramosità di danaro, sputando sul valore della vita altrui e rendendo trionfante la loro abiezione. E questi signori continuano a farlo.

“Col decreto governativo numero 433 del 21 Maggio 2012, relativo ad alcune modifiche da apporre al programma statale per la preparazione e lo svolgimento della fase finale del Campionato Europeo di Calcio in Ucraina nel 2012, il governo ucraino ha ridotto di 349 milioni di grivne (35 milioni di euro circa) le dotazioni del bilancio statale in precedenza allocate all’ospedale pediatrico Oxkhmatdyt, che sono passate da 399 a 50 milioni di grivne. E nello stesso decreto è stato deciso di aumentare le allocazioni destinate a Euro 2012 di 340 milioni di grivne, portando il totale destinato dal governo ucraino agli Europei a quasi 21 miliardi di grivne”. Questa l’agghiacciante denuncia di alcune Ong pochi giorni fa. Nell’ospedale pediatrico Oxkhmatdyt di Kiev doveva essere costruito un reparto oncologico. Si doveva colorare di speranza il futuro di tanti bambini traditi da un destino truce, relegato in esilio tra i grigiori di una esistenza mesta e diabolica, scorretta e beffarda. Si doveva perché la speranza non può morire quando un viso è ancora imberbe e gli occhi avidi di scoprire i tanti sguardi della natura. Non se n’è fatto nulla. I soldi sono stati utilizzati dalla politica per abbellire il loro spettacolino, sfruttando il pallone, vecchio simbolo di gioia e di festa. Uno stadio più grande e moderno è evidentemente più importante di un progetto di civiltà. E’ rimasto solo qualche rimasuglio di grivne per l’ospedale, gli avanzi di chi banchetta masticando i più elementari diritti degli altri, anche dei più piccoli.

Tra poche ore proprio a Kiev si giocherà la finale del campionato europeo, di fronte la Spagna e la nostra Italia. Scorreranno fiumi di birra tra schiamazzi, imprecazioni e magari esultanze. Tiferò certamente Italia perché è la mia terra, ma non sarà come sempre. L’Ucraina non meritava di ospitare questo torneo, le responsabilità non sono del popolo ma dei politici, o meglio politicanti, ancora troppo lontani dall’Europa. Penso e ripenso soprattutto alle migliaia di cani e gatti randagi massacrati per ripulire le strade delle città, penso a Julija Tymosenko, personaggio da non idolatrare per carità, ma una donna coraggiosa che ha lottato per avvicinare Kiev a Bruxelles e forse proprio per questo tacciata come una strega, condannata e incarcerata. Altro che abuso d’ufficio e forniture di gas con Putin.

“Mi piace afferrare la neve, fare un pupazzo e andare sullo slittino. Mi piace l’estate, prendere il sole, fare il bagno, nuotare nel mare. Mi piace andare al parco con i miei amici”.

Racconta anche questo Katya nel filmato di Alina Krasnianska. Negarle il diritto di sperare che tutto ciò un domani possa ancora avvenire, significa accompagnare le coscienze nei salotti delle barbarie. Gli stessi salotti, ai piani alti della politica, dove troneggia il cancro di questo paese.

“L’inutile Balotelli”. (Quante volte abbiamo sentito e letto tutto ciò) di Michele Plastino.

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Di Michele Plastino

L’Italia è in finale. Incredibile se pensiamo che un biscotto avrebbe potuto impedirlo. E forse Buffon è uscito arrabbiato per questo. Aveva detto “non dimentichiamolo, dobbiamo un favore alla Spagna”. Scherzi a parte è stata una partita sontuosa. Ha vinto la determinazione, la mentalità, l’umiltà. Tradotto in tattica: ha vinto il nostro pressing. Ha vinto Balotelli con tutti i suoi significati, i suoi tormenti e le sue liberazioni. Ha vinto Prandelli con la sua fede nella sua squadra e nella sua cultura. Ha vinto l’Italia che è andata in Calabria nei campi dell’ ‘ndrangheta, e nei campi di concentramento in Polonia. Qualcuno potrebbe obiettare che manca la finale e che per ora non abbiamo vinto niente. Non è cosi e calmate Buffon, forse avvelenato con la stampa o con i suoi che si son mangiati il goal sicurezza. Ditegli che questa Italia, e quindi anche lui, ha fatto ritrovare amore per l’azzurro e questa è già una vittoria. E arriverà poi anche l’altra. Il rischio mi appartiene. I nostri sono carichi, De Rossi e Marchisio pressano anche il letto dove dormono, tutti corrono ormai pure quando mangiano aggredendo alto i camerieri. Dai che la Spagna ce la mangiamo.

Forza Azzurri, quante analogie con il 2006

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Di Alberto Rossi

Con la bellissima vittoria dell’Italia sulla favoritissima Germania, gli Azzurri approdano alla finale di Euro 2012 e si contenderanno il titolo contro la Spagna, già affrontata all’esordio nella fase a gironi. La prestazione della nazionale di Prandelli è stata più che convincente, la squadra dimostra di crescere di partita in partita e tutto ciò non fa che riempire di fiducia il popolo italiano in vista del traguardo finale.

Come in ogni competizione che si rispetti, entra in gioco anche la componente scaramantica. Infatti, la ricerca di ricorrenze con momenti passati, che hanno regalato gioie alla nostra nazionale, non può mancare. In particolare con il mondiale 2006, che sappiamo tutti come è andato a finire, facendo qualche sforzo di fantasia, si possono trovare alcune coincidenze più o meno evidenti.

Ovviamente, la similitudine che salta più all’occhio riguarda l’avversario affrontato in semifinale: in entrambi i casi la vittima, come da quarant’anni a questa parte accade, è la Germania, sempre presentatasi come la favorita alla vigilia. Come nel 2006, anche quest’anno c’era il Portogallo nell’altra semifinale: sei anni fa affrontò la Francia (che, in precedenza, eliminò la Spagna), stavolta i portoghesi hanno affrontato la Spagna, che ha eliminato i francesi ai quarti.

Ci sono anche coincidenze poco piacevoli da ricordare, come lo scandalo del calcioscommesse scoppiato prima dell’Europeo, che ricorda molto la vicenda Calciopoli che non diede una bellissima immagine all’Italia al mondiale in Germania.

Le aspettative sulla nazionale azzurra, anche da parte degli stessi tifosi italiani, non sono state per niente ottimiste alla vigilia di questa manifestazione, come anche la nazionale di Lippi sei anni fa non aveva goduto di grande fiducia dall’opinione pubblica, salvo poi far ricredere tutti a suon di risultati.

Prima del mondiale tedesco, l’Italia venne eliminata alla fase a gironi di Euro2004, in seguito al famoso biscotto di Danimarca e Svezia. Quest’anno gli Azzurri sono arrivati all’Europeo per riscattare la pesante eliminazione, sempre al girone, del mondiale sudafricano di due anni prima.

Ultima nota di colore, lo stadio: la finale si giocherà allo Stadio Olimpico di Kiev, così come olimpico era anche lo stadio di Berlino, dove la nazionale alzò la coppa in quell’indimenticabile 9 luglio 2006. In questi Europei, l’Italia ha già giocato all’Olimpico di Kiev, battendo l’Inghilterra ai quarti, guarda caso, ai rigori. Sei anni fa il quinto, e ultimo, rigore lo segnò Grosso, quest’anno Diamanti: entrambi mancini, entrambi , inizialmente, giocatori non di primo piano della nazionale. Infine, in entrambi gli stadi, la pista atletica intorno al campo è azzurra, come il colore della maglia che tutti speriamo di vedere trionfante. A questo punto manca solo l’ultima coincidenza…