Archivi tag: goal di notte

Il punto sul caos nel mondo della tifoseria laziale (Video da Goal Di Notte)

Standard

t9

Vi proponiamo di seguito il link al quale è possibile rivedere l’intervento del tre marzo, durante Goal Di Notte, del nostro Michele De Angelis.

Intervento nel quale si è fatto il punto su tutto quello che è stato il caotico rapporto di quest’anno tra tifoseria e società biancoceleste.

Link video dalla nostra Web Tv

Annunci

Acidi e Basi. L’editoriale settimanale dell’Ispirato di Goal di Notte

Standard

andreazzoli-atalanta-roma-2-3

 

Di Luca Labricciosa

Il cambio di timoniere ha invertito la rotta di una Roma altrimenti destinata ad affondare?

Questo è quello che auguriamo al Giovanni Lindo Ferretti di Trigoria (Andreazzoli), che nonostante sia da reputarsi ancora lontano dall’essere a metà dell’opera, ha davvero ben cominciato la propria non facile avventura giallorossa.

Cosa ci piace di Andreazzoli? L’avevamo già detto nell’ultimo articolo: “le vedute”.

Ha visto ad esempio Marquinho, nostra crociata dall’inizio dell’anno, che ha già disputato col neo-tecnico capitolino più partite da titolare di quante non ne avesse giocate in tutto l’anno con Zeman; le scontate titolarità di De Rossi (anche se assente per squalifica contro l’Atalanta) e Stekelenburg; il modulo, che poi è più o meno quello con cui lo stesso Zeman vinse a Firenze in Coppa Italia (ma guai a riproporlo a scapito dell’inossidabile 4-3-3!); Piris, che schierato tra i tre di difesa era già destinato al tragico ruolo di capro espiatorio delle sconfitte a venire, e invece sono arrivate solo vittorie; il vessillo statunitense Bradley, che complice l’assenza di capitan futuro si ritrova a Bergamo una titolarità di zemaniana memoria, ma non nel ruolo di intermedio dove lo impiegava il boemo e gli veniva richiesta una cattiveria e un’abilità tecnica in zona gol che per adesso sembra lontanissimo dal possedere (un solo gol in 23 presenze tra Campionato e Coppa Italia quest’anno); e dulcis in fundo, la componente forse più importante di tutte secondo noi, tanto da meritare ulteriore approfondimento, ovvero il tentativo dichiarato di ripristinare una “chimica” all’interno della squadra.

L’ultimo a Roma che aveva, con decenti ma alterne fortune, tentato di compiere un’operazione di questo genere era stato Montella, che, per uscire dalle macerie del post-Ranieri, pensò bene di ricomporre la banda Spalletti-Andreazzoli (un 4-2-3-1 con gli stessi effettivi di allora, che porterà alle esclusioni eccellenti di Borriello e Menez, giocatori cardine della formazione del predecessore testaccino; approfondimento chimico: in quella stessa annata, 2010-2011, anche Leonardo approdato sulla panchina interista, dopo una provvidenziale telefonata a Mourinho, ricostruirà l’Inter attorno al rombo del lusitano e i risultati gli daranno ragione..), in questo senso l’allenatore di Massa ha secondo noi un merito in più avendo dovuto inventare ex novo una chimica di squadra, in quanto, essendo stato preceduto da due alchimisti (Luis Enrique e Zeman) maggiormente attenti alla condizione fisica e ai loro dettami di gioco più che agli equilibri mentali della squadra, non ha avuto a disposizione antecedenti modelli da ripristinare.

La posologia dell’altra faccia della medaglia sull’andamento dei lupacchiotti nella nostra Serie A, prescrive che comunque due rondini in Febbraio (le vittorie con Juve e Atalanta) non facciano primavera; che tra l’altro gli orobici, per quanto siano secondo noi una buona squadra, non vivono un momento felicissimo e che la Juve stessa probabilmente pagò all’Olimpico la stanchezza della terza partita in sette giorni; che mancano ancora i gol di Osvaldo; che forse la squadra nell’ultima trasferta è sembrata avere una condizione atletica migliore grazie alle contemporanee assenze di capitano e vice-capitano e chissà quant’altro.. tuttavia a noi, per quanto scritto sinora, Andreazzoli piace, o quantomeno non dispiace, come sempre, wait and see…

 

Qualcosa sul derby dovremo pur dire, ma in realtà ci accontenteremo di parlare di un diavolo che fa le pentole, ma si dimentica i coperchi nella ripresa, anche se Il Milan deve ripartire da un primo tempo che secondo noi è stata la miglior performance stagionale dei rossoneri.

Allegri ha finalmente trovato nel 4-3-3 il bandolo della matassa per risolvere molti dei problemi della propria compagine (salvo quelli endemici di una difesa centrale ancora assai deficitaria), ha dato un’impronta di gioco, ha valorizzato e ha fatto crescere i vari El Shaarawy, De Sciglio, Niang, ha trovato un ruolo a Constant e Montolivo, ha saputo uscire dalla crisi, insomma da quando è al Milan ha innumerevoli meriti ma…

Ma è lo stesso che quest’estate ha optato per non rinnovare a Seedorf  preferendogli un distruttore di gioco come De Jong  davanti alla difesa, ed ora invece in quel ruolo ci gioca Montolivo e all’occorrenza lo splendido Ambrosini visto col Barça (come da noi anticipato in estate.. per chi non ci credesse e ha soprattutto tanto tempo da perdere, cercasse pure l’articolo all’interno del sito “Dialogo con Seedorf”); è colui che, tra una panchina e un infortunio, ha rispedito Pato in brasile; che ha pre-pensionato Inzaghi da doppiettista nella sua ultima mezz’oretta di Champions contro il Real di Mou; che si è macchiato dell’impietosa sostituzione di Pirlo con Van Bommel; Che.. dire? Se Allegri non avesse questi colpi di genio, rischierebbe di piacerci davvero…

Se saltelli… muore Zemanlandia. Il punto settimanale dell’Ispirato di Goal di Notte

Standard

Zeman-grande

Di Luca Labricciosa

La febbre del Venerdì sera sancisce un inappellabile verdetto: la Roma di Zeman non è più di Zeman.

Ci dispiace per quello che Zeman ha sempre rappresentato, per il suo calcio, per il miracolo pescarese liquefatto in una manciata di mesi. Ci dispiace.
In un altro luogo, non certo a Roma, qualcuno avrebbe potuto considerare che c’è ancora quasi mezzo campionato da giocare e che tutte le squadre che hanno partecipato alle semifinali della coppa nazionale hanno perso punti in un mese di ripreparazione atletica come quello di Gennaio-inizio Febbraio, che le compagini di Zeman spesso hanno una flessione in questo periodo ma poi concludono la stagione con dei grandi finali, che la Roma può ancora raggiungere la finale di Coppa Italia e tramite questa, ma anche tramite un ancora possibile buon piazzamento in campionato, un posto in Europa League, il che non sarebbe affatto un fallimento.
Qualcuno potrebbe, nesssuno lo farà.
Ormai tutti a Roma sono convinti che l’utopico calcio di Zeman possa essere reputato di vertice soltanto in Serie B, che sia superato (da chi o da cosa è ancora da stabilire), mentre, sempre secondo le impeccabili analisi di costoro, l’anno scorso zemanlandia aveva avuto successo in B perchè il boemo era attento alla difesa avendo cambiato modo di giocare.
Con quello stesso modo di giocare invece Zeman arrivava secondo e terzo in Serie A con la Lazio (rispettivamente prima e seconda stagione, venne esonerato alla terza), e quarto e quinto con la Roma (dodicesima in classifica prima del suo approdo) in un campionato italiano qualche millennio luce migliore di questo. Speriamo così di sfatare il mito di una zemanlandia applicabile esclusivamente alla serie cadetta.
In realtà tanti sono i fallimenti anche in B nel post- Foggia e pre-Pescara: a Salerno disputa una buona annata (sesto), per poi farsi esonerare l’anno dopo. Retrocede ad Avellino. Fallisce da subentrante a Brescia.
Come tanti altri, forse, è solo un allenatore che fa grandi cose quando ha in mano una squadra vicina alle sue esigenze, capisce su quali uomini puntare e ha felici intuizioni di mercato: Insigne, Immobile, Sansovini e lo stesso Verratti (ora al PSG e in nazionale, ma solo da Gennaio titolare a Pescara) erano giocatori inensistenti per la categoria prima del suo approdo in terra abruzzese.
A Roma Goicoechea, Tachtsidis e a nostro avviso Bradley per Stekelenburg, De Rossi e sempre a nostro avviso Marquinho sono suoi errori, così come reputiamo un errore enorme l’aver avallato in estate e per tutta la fase iniziale del campionato le pretese di scudetto di giornalisti tifosi che adesso speculano sulla sua fine. Noi in virtù soprattutto di questa campagna comunicativa nutrivamo grosse perplessità fin dall’inizio (mia presenza a Goal di notte durante Roma-Catania), ma non per questo pensavamo che l’avventura di Zeman in giallorosso dovesse per forza finire così e non per questo siamo minimamente contenti di aver avuto ragione.
Andreazzoli adesso potrà ripartire da una buona squadra e da un’ottima preparazione atletica. Se capirà subito qual’è la formula giusta per far rendere al meglio i giallorossi la stagione potrebbe non essere da buttare.

balotelli

Se saltelli.. per un grande personaggio che va, uno che torna e trova il suo calcio pronto a riaccoglierlo a braccia aperte. SuperMario è un fuoriclasse che se ne frega relativamente di esserlo, per noi era destinato a tornare in Italia, dove in virtù di un calcio inferiore lui, anche al 50%, può essere la prima donna e può sempre fare la differenza (in un campionato top come la Premier e in una società come il City, dove lui non può non essere che uno dei tanti, è molto più difficile.. guardare anche il rendimento di un altro ex City, Robinho, per credere..) anche perchè ad una società come il Milan il rigore o la punizione regalata per iscrivere, anche nelle giornate più nere, il proprio nome sul tabellino dei marcatori non manca mai..
Dispiace perchè forse ieri il Milan ha giocato anche bene e il galvanizzante Effetto-Balota nei confronti dei compagni non è difettato (Niang, sembrava giocasse al fianco del suo mito di sempre).
Se la mela marcia non infetterà tutto lo spogliatoio (Berlusca docet) e il Milan l’anno prossimo dovesse acquistare qualche giocatore di livello anche nelle retrovie, potrebbe tornare addirittura competitivo in Europa e questo è il più grande augurio che facciamo ai rossoneri..

To be Baloted..

Fabio Quagliarella is dead: il punto settimanale dell’Ispirato di Goal di Notte

Standard

quagliarella

 

Di Luca Labricciosa

 

Il nostro campionato, da quando è dichiaratamente povero, sembra esser migliorato rispetto al recente passato.
Tanti sono i giovani spunti di giornata: Muriel a Udine relega in secondo piano la decisività di Di Natale nelle gare al Friuli e si candida ad essere il nuovo Sanchez. Per adesso è giusto che sia semplicemente Muriel, ma le qualità pure per spaccare il mondo e per seguire le tracce dell’illustre predecessore cileno ci sono tutte.
A Parma Ishaaak Belfodil e l’ammazza grandi Nicola Sansone (tralasciando nomi già noti tipo Biabiany) attirano sempre più l’attenzione dei grossi club e degli operatori di mercato, e ben depongono sull’ottimo lavoro svolto da Ghirardi, Leonardi e il loro staff tecnico.
Icardi è una realtà di cui parlano tutti, mentre lo scarsamente reclamizzato Castro continua a dare il suo apporto al Catania.
El Sharaawy è già stella di prima grandezza nel Milan, ma la curiosità di tutti adesso si poggia su Niang e sulle sue giovani qualità, aspettando il profeta Balotelli per moltiplicare creste e gol là davanti.
L’infortunio dell’indispensabile De Jong (uno per il quale il Milan ha speso soldi per il cartellino, mentre a Via Turati reputavano opportuno non rinnovare a gente come Seedorf e Pirlo l’anno prima) non sembra aver minato la risalita in classifica dei rossoneri che nonostante fino all’anno scorso lottassero per scudetto e Champions, quest’anno sembrano entusiasti di vivacchiare in zona Europa League sognando la qualificazione alla Champions del prossimo anno,
Ma qual è il valore del Milan? Ce lo dirà il Barça..

Poi ci sono i giovani che non giocano e non si affermano: Strama avrà pur valorizzato Benassi e Livaja, ma sembra si sia dimenticato di gente come Coutinho (‘92) e Alvarez (‘88), il primo in partenza per Liverpool, il secondo per destinazioni ancora sconosciute.
In estate del resto era stata una necessità la cessione di Castaignos (altro ’92), magari per prendere Cassano, Silvestre, Gargano, Mudingay e in Gennaio Rocchi.
Meggiorini ci piace più di Rolando Bianchi, anche se questo ragazzo deve cominciare a segnare anche contro squadre diverse dall’Inter, mentre Alessio Cerci continua a dare spettacolo e a sognare qualche altra grande chance in carriera..

Non tutti i mali vengono per nuocere: grazie ad un magistrale assist del giovane Insigne il Napoli prosegue la propria cavalcata per lo scudetto, guadagnando punti in questo turno rispetto a tutte le semifinaliste di Coppa Italia (Juventus, Lazio, Inter e Roma), giocare ogni tre giorni in un mese successivo alle festività natalizie e di ripreparazione atletica come quello di Gennaio può essere particolarmente gravoso, è possibile che i biancoazzurri debbano ringraziare il Bologna?…

La Lazio paga dazio, mentre la Roma gioca una bella partita contro il Bologna di Gabbiadini Konè e finalmente Pasquato, ma nessuno la apprezza, anzi è sinonimo di crisi nera, perché adesso si pretende da Zeman che questa squadra sia davvero da scudetto come aveva vaticinato lui in Agosto e per tutto il 2012.
Per la prima volta lui attacca la società, per la prima volta la società lo lascia solo e fa circolare nomi dei suoi sostituti.
E’ dall’inizio dell’anno che parliamo di perplessità riguardanti alcune scelte tecniche del boemo (le reclamizzate esclusioni di Stek e De Rossi, ma anche Marquinho e forse Dodò ) e soprattutto quelle comunicative (“questa squadra può competere con tutti”, mentre Conte, che l’anno scorso il campionato l’ha vinto, non faceva che ricordare che la sua squadra veniva da due settimi posti.. di conseguenza ogni tanto la squadra fa errori individuali, la colpa è degli arbitri se alla Roma mancano 10 punti, i campi sono impraticabili, le luci non funzionano e la società deve dare regole scritte se vuole che siano rispettate. Colpe di Zeman secondo Zeman? Zero?) nonostante ciò ci ostiniamo anche noi a reputarlo un ottimo tecnico, capace di cambiare radicalmente e in positivo le carriere dei giocatori a sua disposizionei e in tal senso ci potremmo anche augurare che lui rimanga a Roma, anche se ad oggi sembra difficile..

A proposito di “è colpa degli arbitri” lo Juventus Stadium, che dalla sua fondazione c’ha regalato tanto bel calcio, queste volta ci regala solo scene deprecabili, con Conte che riversa addosso all’arbitro tutta la rabbia derivante dai suoi errori: ancora una volta segna il Quaglia, per sua fortuna entro il sessantesimo, ancora una volta esce inspiegabilmente dal campo 15 minuti dopo e dopo che il Genoa aveva già pareggiato. E’ incredibile, solo un’altra volta avevamo visto un giocatore segnare, l’altra squadra pareggiare e lui uscire subito dopo, chi? Quagliarella, in Juve-Bologna, del resto in questi 4 mesi non ha mai fatto 90’ min., eppure è il capocannoniere della squadra.
E Giaccherini titolare a sinistra nel 3-5-2 di Pranedelli con la Nazionale? Per Conte in quel ruolo viene dopo il bravo, ma pur sempre adattato Asamoah, il brillante De Ceglie, ma anche Isla, Padoin e Peluso.

Dico sempre le stesse cose? Sì, anche perché a Conte non le chiede mai nessuno.

 

I 100 Passaggi del 27/1/2013 da Goal di notte

Standard

La rubrica i 100 passaggi di Michele Plastino del 27 Gennaio 2013.
rubrica tratta da Goal di notte in onda ogni Domenica su t9 canale 13 del digitale terrestre e sul canale 828 di SKY.
In questa puntata si parla del calcio di una volta e di come molti di quei termini ormai non si usino più.

Fosse Figo…: il punto settimanale dell’Ispirato di Goal di Notte

Standard

luisfigo

di Luca Labricciosa

Negli anni in cui il nostro calcio ancora dettava legge in Europa e nel mondo, qualche grandissimo talento ce lo siamo comunque persi per strada..
Vi ricordate di Hodgson che preferiva Pistone a Roberto Carlos? E Henry e Viera passati prima da noi per essere bollati come mezze seghe, e poi diventati fuoriclasse assoluti con Wenger all’Arsenal? (Almeno Viera sarebbe tornato, ma il meglio a livello di club lo ha dato all’Arsenal e quand’era da noi alla nazionale francese..)
Bergkamp, Summer, Moller, Riedle .. i pre-pensionamenti di Rijkard, Mattaus e Cerezo.
Zola, Vialli, Desally, Gullit, Di Matteo, Ravanelli, Benny Carbone, Di Canio, Boksic, Weah (lo stesso Pistone!) e tantissimi altri che mi è impossibile ricordare.. mi vengono i brividi quando penso a tali campioni.. grandi giocatori che furono invece testimonianza della perdita d’importanza economica del campionato italiano e dell’ascesa della Premier..
E poi ci sono quelli mai approdati sulla penisola: Moggi raccontava di aver avuto in mano Cristiano Ronaldo, ma Salas rifiutò il trasferimento in Portogallo. Probabilmente lo avremmo perso lo stesso se pensiamo che Marcello Lippi, suo possibile allenatore, dichiarò questo di lui: “Devo ammettere che inizialmente non mi piaceva tanto, mi davano fastidio tutte queste finte e controfinte che faceva, questo suo giocare con la palla, avevo la sensazione, poi rivelatasi sbagliata, che questo suo modo di fare creasse antipatie nell’ambiente.” Quand’è così..
Un peccato d’abbondanza non permise invece a Luìs Figo di approdare in Italia. Ricorderete i due contratti firmati con Juve e Parma dal lusitano che lo costrinsero ad approdare in un campionato diverso dalla nostra Serie A (nello specifico La Liga, sponda Azulgrana) e infine venuto a svernare e chiudere la propria all’Inter.
E i rapiti nella culla? Gattuso, Macheda, Dalla Bona, Pepito Rossi, Borini..
Paul Pogba ha tutte le qualità per essere una nuova stella nel firmamento mondiale, sempre ammesso che non si accontenti di essere il nuovo Balotelli.
Starà a lui confermarsi e alla Juve crederci fino in fondo, per una volta lasciateci soltanto dire che è meraviglioso ammirare, finalmente con indosso la maglia di una squadra italiana, un poco reclamizzato astro nascente. Vidal e Marchisio sono avvertiti..

Napoli e Lazio arrancano dietro la Juve, ma rimangono in scia aspettando la Champions dei bianconeri.
Gli azzurri ci provano, ma a Firenze non era facile e quel quid che tramuta una squadra ambiziosa in una vincente, probabilmente continua a mancare ai partenopei.
La Lazio doveva vincere a Palermo, forse ha pensato un po’ alla Coppa Italia, forse per la mentalità della squadra era addirittura giusto farlo, di sicuro sperpera due punti per strada in chiave Scudetto-Champions League nonostante uno splendido Floccari (sopratutto in occasione del gol) rilanciato alla grandissima da Petko.
I Mazzarriani, secondo noi, hanno un teoricissimo vantaggio rispetto ai Petko-Boys: sanno bene qual’è la loro priorità (il campionato), di quello che pensano invece Lotito, Tare e Petko non abbiamo ancora certezza e la massacrante Europa League si fa sempre più vicina..
Il Milan scavalca la Roma e ormai nella capitale fervono pericolosi paragoni tra il boemo e Luìs Enrique.
I rossoneri trovano due importanti gol di Pazzini, un’altrettanto importante vittoria contro il Bologna, una condizione migliore e soprattutto potrebbero riabbracciare Kakà.
Sui giallorossi rischia di cominciare un processo infinito e l’occasione persa ieri, contro un’Inter tutt’altro che irresistibile, potrebbe configurarsi come l’inizio della fine.
Però adesso c’è la Coppa Italia, Castan e Marquinhos sembrano sempre più un bel reparto in cui lo stesso Piris non demerita affatto, davanti c’è tanta roba e anche il centrocampo non è certo così scarso.
Basteranno i progressi a colmare le crescenti difficoltà ambientali? Vedremo..

Nel frattempo Iachini, tra un pallone in campo e l’altro, si prende una bella rivincita contro la Samp; il Torino conferma i propri progressi (in primis quelli di Alessio Cerci) in quel di Pescara; gli interessantissimi Ishaak Belfodil e Alberto Paloschi animano Parma-Chievo; mentre Atalanta e Cagliari non riescono a superarsi su un campo che ieri avrebbe avuto una maggiore funzionalità se fosse stato adibito all’agricultura, il Catania manda a casa Del Neri stendendo a Genova il tappeto rosso per il ritorno di Davide Ballardini, del resto, come disse nell’estate 2011 il Frontman rossoblù Preziosi parlando dell’elevato ingaggio di Amauri (in quel momento in orbita genoana): “Si mischiano sempre patate e fagioli e viene fuori il minestrone”, il che sembra rispecchiare esattamente il suo modo di fare calcio a Genova…