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Punto Nazionale: Italia a 2 blocchi promossa con riserve

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Punto nazionale: Italia a 2 blocchi promossa con riserve

di Francesco Maiocchi
Qualificazioni Coppa del Mondo 2014 - Malta vs. Spagna
La partita: la nostra nazionale difficilmente è stata una squadra da goleada, nemmeno contro avversari davvero modesti come doveva essere Malta. La coppia d’attacco milanista parte subito bene, infatti El Shaarawy dopo pochi minuti si fa stendere in area, rigore e Balotelli ovviamente non sbaglia. La difesa della Juventus invece lascia a desiderare con Bonucci più volte impreciso; passano pochi minuti ed è calcio di rigore per Malta, ma ci pensa Buffon a disinnescare il tiro. Malta si chiude in 9 dietro la linea del pallone ed è davvero difficile per la nostra nazionale trovare spazi, mentre i maltesi si fanno pericolosi in più occasioni colpendo addirittura una traversa ed impegnando seriamente Buffon. Allo scadere del primo tempo arriva il raddoppio, De Sciglio server un bel pallone per Balotelli che col piattone chiude virtualmente la partita. La ripresa risulta invece essere molto noiosa, nonostante lo svantaggio la squadra di casa pensa solo a difendersi per evitare la goleada, con gli azzurri che preferiscono risparmiare le forze in vista del campionato visto il risultato ormai in cassaforte. Unica pecca della gara è la brutta reazione di Balotelli ad un fallo maltese, l’arbitro è però uniforme nel suo giudizio e gli risparmia il giallo(come fatto in precedenza con parecchi giocatori locali). L’Italia vince 2-0, probabilmente la partita non era delle migliori per ricevere un test attendibile, visto il prevedibile catenaccio e i pochi spazi; ma la nazionale, tranne che per qualche pecca di superficialità, risulta promossa.
Il girone: gli azzurri conducono il girone B con 13 punti, segue la Bulgaria a 10(ma con una partita in più)  e la repubblica ceca a 8 punti. Il nostro girone non è sicuramente tra i più temibili visti gli avversari, ma se il gioco espresso sarà lo stesso mostrato orgogliosamente nell’amichevole contro il Brasile possiamo dire che Prandelli ha svolto un lavoro eccezionale con questo gruppo puntando anche su giovanissimi come De Sciglio, che l’ha ripagato con un assist. Insomma il cammino verso Brasile 2014 sembra tutt’altro che in salita.
Il calendario: gli incontri di giugno e settembre contro Repubblica Ceca e Bulgaria saranno decisivi per ottenere subito una matematica e sicura qualificazione da prima della classe e, soprattutto, per evitare gli spareggi viste le squadre che probabilmente vi parteciperanno, come la Francia, e una tra Inghilterra e Montenegro. Visto in vantaggio nel girone, forse Prandelli starà gia iniziando a pensare alla Confederation cup, nella quale il nostro onore va riscattato viste le batoste prese dalla gestione Lippi.
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Ranking Fifa: l’Italia scala tre posizioni

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L’Italia passa dall’ottavo al quinto posto nella classifica Fifa pubblicata oggi e che vede sempre in testa la Spagna davanti alla Germania. L’Argentina di Leo Messi, grazie ai successi nelle qualificazioni mondiali su Cile e Uruguay, guadagna la terza posizione e scalza dal podio il Portogallo, che paga il ko in Russia. La nazionale guidata da Fabio Capello sale di 3 posizioni ed e’ nona. Sesta l’Inghilterra, 7/a l’Olanda, ottava la Colombia, decima la Croazia, 13/o il Brasile.

(fonte Ansa)

 

Redazione Social Football

Editoriale. La Tv tedesca

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Di Luca Labricciosa

Allo scoccare del 3-0 della Germania in terra d’Irlanda, il telecronista tedesco commenta: “say the cat is in the sac”.. qualche incomprensibile (almeno per me) parola dopo, aggiunge: “Trapattoni”.

Trapattoni, nonostante non giochi (ma alle volte è un dettaglio), viene continuamente nominato. La partita finisce. L’Eire del Trap per la cronaca, o forse dovremmo dire per la telecronaca, ne prende sei e cominciano i servizi sulle altre partite. Russia-Portogallo è una delle sfide di cartello, ma il leitmotiv (tanto per rimanere in tema teutonico) che scandisce i ritmi della sintesi, ha una base maccheronica che non t’aspetti:“Catenaccio Capello”.

La locuzione viene usata una prima volta dopo il vantaggio russo e, ipotizziamo, un repentino imbruttimento del match; viene poi riutilizzata una seconda volta al termine di un elenco di attaccanti russi che non sono stati schierati dal mister friulano (Pogrebniak, Arshavin, ecc.); ed infine una terza volta per incensare, crediamo ironicamente, l’italian style con cui i Russi conquistano i tre punti.

Vada pure per l’intraducibile inglese del Trap, ma per dire catenaccio è possibile che i tedeschi non abbiano una loro parola (A noi risulta riegel, ma potremmo sbagliare..)? O è possibile che per via di qualche lobotomizzante processo semantico l’abbiano dimenticata?

In fondo l’inventore del catenaccio non era che un loro cuginetto, l’austriaco Karl Rappan, che con il suo “Verrou” (prima vera denominazione del catenaccio, essendo nato in Svizzera quando Rappan era alla guida del Servette) ottenne risultati entusiasmanti nella sua carriera di allenatore, tra cui quello di eliminare proprio i crucchi, per poi approdare ai quarti di finale di quella stessa Coppa del Mondo (’38) alla guida della Svizzera.

Per cultura di chi legge, qualora non lo sapesse già, precisiamo solo che l’invenzione del catenaccio coincide con l’invenzione del libero. Se il modulo adottato non prevede il libero, non può dirsi catenaccio. Capello sarà pure un catenacciaro, ma non fa catenaccio perchè non utilizza il libero.

Il servizio sfuma e la parola viene data ad Oliver Kanh, che in questi anni, da monumentale portiere del Bayern e della Nazionale Tedesca, si è tramutato in un grazioso pupazzo di marzapane che dice cinque-sei parole, di cui la più significativa per noi è ovviamente Capello.

A stopparlo arriva in collegamento il lupus in fabula Giovanni Trapattoni, che ammette candidamente in italiano, che le sei reti incassate in casa dai suoi sono la più umiliante sconfitta patita in carriera, ma prontamente corregge il tiro facendo notare che per mezz’ora avevano giocato bene, e su quest’esternazione i già visibili sorrisi di Kanh e della bellisima conduttrice assumono repentinamente proporzioni tipo telegattone (per chi se lo ricorda).

Prima di allora l’Armenia ci aveva reso la vita difficile: Osvaldo è stato penoso per quasi tutta la partita, ma “quegli occhi allegri da italiano in gita” che gli vengono dopo il gol, purificano tutte le bestemmie fuoriuscite dalle bocche di tutti coloro che lo avevano odiato fino a quel momento.

Peggio Giovinco: queste sarebbero le sue partite, avversari approsimativi contro i quali la sua tecnica e la sua velocità dovrebbero fare la differenza, dovrebbero…

Nella nostra nuova idea di nazionale di panchinari d’oro (Osvaldo, De Rossi, ma anche e soprattutto Giaccherini) non ci starebbe bene pure Quagliarella (o magari Pazzini)? Per me sì, anche perchè gli allenatori in Italia possono sbagliare anche se si chiamano Conte o Zeman…

Postilla Montolivo: ma questo ragazzo, dopo anni fantastici nella Fiorentina di Prandelli e un Europeo di altissimo livello, che deve fare per non essere più reputato una pippa?

L’Under non va al di sotto dei suoi standard riuscendo a battere, in quel di Pescara, la Svezia.

Insigne e Immobile, coadiuvati soprattutto da uno splendido Florenzi e dalla zanzara De Luca, hanno onorato a pieno il loro ritorno in terra abruzzese, eppure gli svedesi sono sembrati una buonissima squadra e la nostra linea difensiva è parsa tutt’altro che un orologio svizzero, forse più un treno italiano, comunque in scandinavia non sarà affatto una passeggiata.

“E i francesi ci rispettano, che le balle ancora gli girano”, mentre ai crucchi, forse, “gli girano” soltanto..

Europa dolce amara per le italiane

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Le italiane rimangono imbattute. Tutti i risultati del primo turno di Europa League.


Di Michele De Angelis

L’Udinese e l’Inter si salvano all’ultimo respiro, i biancocelesti resistono agli inglesi e il Napoli si impone senza problemi.
Un bicchiere decisamente mezzo vuoto quello delle italiane in Europa League, soprattutto per i pareggi interni ottenuti per di più in maniera rocambolesca.
L’elemento maggiormente positivo è proprio quello relativo all’assenza di sconfitte delle nostre formazioni, che hanno dimostrato di saper lottare e di fare di tutto pur di evitare la sconfitta.
Di seguito riportiamo i risultati dell’intera competizione, da notare la rocambolesca vittoria del Liverpool.

Italia: la lista dei giocatori convocati da Prandelli per le gare contro Bulgaria e Malta

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E’ stata diramata la lista dei 25 giocatori scelti dal tecnico della nazionale italiana Cesare Prandelli, per le due gare di qualificazione mondiale che l’Italia giocherà il 7 e l’11 settembre contro Bulgaria e Malta. Mario Balotelli non è stato convocato a causa di un intervento agli occhi. Escluso dalla lista anche Antonio Cassano. Al loro posto il  tecnico azzurro conferma Destro e Insigne.

Portieri: Buffon (Juventus), De Sanctis (Napoli), Sirigu (Paris St. Germain), Viviano (Fiorentina).

Difensori: Astori (Cagliari), Balzaretti (Roma), Barzagli (Juventus), Bonucci (Juventus), Cassani (Fiorentina), Maggio (Napoli), Ogbonna (Torino).

Centrocampisti: De Rossi (Roma), Diamanti (Bologna), Giaccherini (Juventus), Marchisio (Juventus), Nocerino (Milan), Pirlo (Juventus), Poli (Sampdoria), Verratti (Paris Saint Germain).

Attaccanti: Borini (Liverpool), Destro (Roma), Giovinco (Juventus), Insigne (Napoli), Osvaldo (Roma), Pazzini (Milan).

Redazione Social Football

“L’inutile Balotelli”. (Quante volte abbiamo sentito e letto tutto ciò) di Michele Plastino.

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Di Michele Plastino

L’Italia è in finale. Incredibile se pensiamo che un biscotto avrebbe potuto impedirlo. E forse Buffon è uscito arrabbiato per questo. Aveva detto “non dimentichiamolo, dobbiamo un favore alla Spagna”. Scherzi a parte è stata una partita sontuosa. Ha vinto la determinazione, la mentalità, l’umiltà. Tradotto in tattica: ha vinto il nostro pressing. Ha vinto Balotelli con tutti i suoi significati, i suoi tormenti e le sue liberazioni. Ha vinto Prandelli con la sua fede nella sua squadra e nella sua cultura. Ha vinto l’Italia che è andata in Calabria nei campi dell’ ‘ndrangheta, e nei campi di concentramento in Polonia. Qualcuno potrebbe obiettare che manca la finale e che per ora non abbiamo vinto niente. Non è cosi e calmate Buffon, forse avvelenato con la stampa o con i suoi che si son mangiati il goal sicurezza. Ditegli che questa Italia, e quindi anche lui, ha fatto ritrovare amore per l’azzurro e questa è già una vittoria. E arriverà poi anche l’altra. Il rischio mi appartiene. I nostri sono carichi, De Rossi e Marchisio pressano anche il letto dove dormono, tutti corrono ormai pure quando mangiano aggredendo alto i camerieri. Dai che la Spagna ce la mangiamo.

Forza Azzurri, quante analogie con il 2006

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Di Alberto Rossi

Con la bellissima vittoria dell’Italia sulla favoritissima Germania, gli Azzurri approdano alla finale di Euro 2012 e si contenderanno il titolo contro la Spagna, già affrontata all’esordio nella fase a gironi. La prestazione della nazionale di Prandelli è stata più che convincente, la squadra dimostra di crescere di partita in partita e tutto ciò non fa che riempire di fiducia il popolo italiano in vista del traguardo finale.

Come in ogni competizione che si rispetti, entra in gioco anche la componente scaramantica. Infatti, la ricerca di ricorrenze con momenti passati, che hanno regalato gioie alla nostra nazionale, non può mancare. In particolare con il mondiale 2006, che sappiamo tutti come è andato a finire, facendo qualche sforzo di fantasia, si possono trovare alcune coincidenze più o meno evidenti.

Ovviamente, la similitudine che salta più all’occhio riguarda l’avversario affrontato in semifinale: in entrambi i casi la vittima, come da quarant’anni a questa parte accade, è la Germania, sempre presentatasi come la favorita alla vigilia. Come nel 2006, anche quest’anno c’era il Portogallo nell’altra semifinale: sei anni fa affrontò la Francia (che, in precedenza, eliminò la Spagna), stavolta i portoghesi hanno affrontato la Spagna, che ha eliminato i francesi ai quarti.

Ci sono anche coincidenze poco piacevoli da ricordare, come lo scandalo del calcioscommesse scoppiato prima dell’Europeo, che ricorda molto la vicenda Calciopoli che non diede una bellissima immagine all’Italia al mondiale in Germania.

Le aspettative sulla nazionale azzurra, anche da parte degli stessi tifosi italiani, non sono state per niente ottimiste alla vigilia di questa manifestazione, come anche la nazionale di Lippi sei anni fa non aveva goduto di grande fiducia dall’opinione pubblica, salvo poi far ricredere tutti a suon di risultati.

Prima del mondiale tedesco, l’Italia venne eliminata alla fase a gironi di Euro2004, in seguito al famoso biscotto di Danimarca e Svezia. Quest’anno gli Azzurri sono arrivati all’Europeo per riscattare la pesante eliminazione, sempre al girone, del mondiale sudafricano di due anni prima.

Ultima nota di colore, lo stadio: la finale si giocherà allo Stadio Olimpico di Kiev, così come olimpico era anche lo stadio di Berlino, dove la nazionale alzò la coppa in quell’indimenticabile 9 luglio 2006. In questi Europei, l’Italia ha già giocato all’Olimpico di Kiev, battendo l’Inghilterra ai quarti, guarda caso, ai rigori. Sei anni fa il quinto, e ultimo, rigore lo segnò Grosso, quest’anno Diamanti: entrambi mancini, entrambi , inizialmente, giocatori non di primo piano della nazionale. Infine, in entrambi gli stadi, la pista atletica intorno al campo è azzurra, come il colore della maglia che tutti speriamo di vedere trionfante. A questo punto manca solo l’ultima coincidenza…