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On air “L’Europa che conta”

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Nuova puntata de “L’Europa che conta” sulla web radio.

Analisi della gara di Europa League della Lazio e della Juventus in Champions League.

Classico approfondimento sui principali temi del week-end di calcio italiano: spiccano il derby Roma- Lazio, Fiorentina- Milan.

Calcio estero: spicca il big match tra Manchester United – M. City.

Consueto appuntamento dei pronostici per le scommesse.

In studio: Michele De Angelis e Giampaolo Caldarini

Per ascoltare la puntata: http://213.175.198.64/~tv3/socialfootball.it/web-radio_socialfootball5.htm

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Punto Napoli: la partita scudetto finisce 1-1 ‘per la Juve’

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di Carmine Guarino

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Doveva essere una serata di grande calcio e, invece, come spesso accade i big match deludono. Per carità le occasioni ci sono pure, e per entrambe le squadre, ma il bel calcio è tutt’altra cosa. La Juve domina in lungo e il largo il primo tempo. Ma poi Inler tira da quasi trenta minuti e trova l’angolino. Che sport beffardo il calcio. Il risultato resta quello fino al novantesimo. Per la Juve un ottimo punto che vale doppio, dato che gli scontri diretti ora sono a vantaggio della vecchia  Signora. Per il Napoli un risultato che lascia un pò di amaro in bocca, perchè c’è la senazione che bisognava ottenere di più.
La partita – Passano otto secondi ed il Napoli è già pericoloso con il duo Hamsik Pandev. E’ fuoco di paglia, però. La Juve sale in cattedra e il Napoli scompare. Chiellini, al rientro, porta in vantaggio i suoi con una gran zuccata su assist pregevole di Pirlo. Vucinic sbaglia un gol clamoroso e altri due meno semplici. Così quando Bonucci devia in rete il tiro di un Inler, fino a quel momento inguardabile, il San Paolo non ci crede. Ma esplode, perchè è tutto vero. E si va a riposo sull’uno a uno. Nel riprese le squadre si allungano. Tanta battaglia ma contenuti tecnici modesti. Il Napoli è molto più pericoloso del primo tempo e prende campo alla Juve. Si fa fatica a creare occasione chiare, però. E quindi si tenta la fortuna col tiro da lontano ma Buffon e De Sanctis sono sempre attenti. Il match scudetto finisce 1-1. Molto meglio per la Juve che per il Napoli.
Luci – Dopo una partenza in cui il Napoli è in totale balia della Juventus, la reazione del secondo tempo è ottima. Purtroppo per Mazzarri c’è poco altro da salvare. Fra i singoli bene Behrami che almeno ci mette tanta corsa e impegno.
Ombre – in questa sera dal sapore di scudetto sono tante. Più che ombre si registra un grigiore totale: tutte le prestazioni livellate verso il basso. Molto male Cavani che rischia di andare a fare la doccia prima, per una gomitata a Chiellini. E che per la sesta volta consecutiva non trova il gol. Il Napoli ha bisogno di lui.
Quello che verrà – Dopo stasera se i partenopei vogliono ancora competere per il tricolore non possono più sbagliare. La Juve in settimana gioca col Celtic e potrebbe essere la buona occasione per provare a recuperare qualche punticino. Quindi contro il Chievo vietato sbagliare.

Social Football Web Radio : On Air “TuttA per Voi”

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On line la nuova puntata di “TuttA per voi“. Matteo Mansueti e Fabiano Di Stefano approfondiscono la venticinquesima giornata del campionato di serie A che si è disputata nello scorso week-end.

Buon ascolto. Argomenti: Napoli , cosa succede in città? Conte, perchè non sai perdere? Andreazzoli, l’uomo più semplice. Montella, la felicità! Stramaccioni, basta! Siena – Lazio, presentazione match.

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Roma – Juventus 1-0: le pagelle

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Pagelle Roma – Juventus  1-0 (Totti 13’st)
di Alessia Fratarcangeli
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As Roma
 Stekelenburg – 6.5 Si fa trovare pronto al momento opportuno sulla punizione di Pirlo e su conclusione di Matri, ma in alcune uscite è sembrato ancora un po’ insicuro.
Piris – 6.5 schierato per la prima volta come terzo di destra, la sua prestazione è soddisfacente anche perché riesce più di una volta a braccare il temuto Vucinic.
Burdisso – 6.5 un lavoro di grande attenzione e di anticipo sugli attaccanti bianconeri.
Marquinhos – 6.5 altra impeccabile prestazione del giovane brasiliano, che chiude gli spazi a Matri ed è preciso e attento nel gioco aereo.
Torosidis – 7 la vera sorpresa della serata è lui. Mette in costante difficoltà prima Asamoah e poi Padoin con le sue pungenti e veloci penetrazioni sulla fascia destra. Tanta corsa e sacrificio. Ha collezionato dei buoni cross bassi e insidiosi non sfruttati a dovere dai compagni.
De Rossi – 6.5 primo tempo un po’ altalenante con la brutta entrata su Lichsteiner e fatica a trovare un equilibrio a centrocampo; il secondo tempo si riscatta, aiutando i compagni del reparto difensivo. Osvaldo gli offre una palla invitante davanti a Buffon, ma non riesce a coordinarsi e a calciare la palla in rete.
Marquinho – 6 nella prima frazione di gioco non riesce a contenere l’insidioso Lichtsteiner, ma più di una volta si propone in attacco. Dubbia ancora la mano di Lichtsteiner in area di rigore su un suo tiro. Balzaretti (38’ st – s.v.)
Pjanic – 6 parte troppo timido e titubante, si vede ben poco nel primo tempo per poi accrescere la sua prestazione nella ripresa con la sua solita precisione nel far circolare palla, con un tiro insidiosissimo parato da Buffon e confezione un buon assist per Osvaldo che non sfrutta. Bradley (68’) – 6 aiuta la squadra più di una volta ad ostacolare l’offensiva bianconera.
Totti – 7.5 ancora lui, il migliore fra i suoi. Oscura l’altro veterano in campo, Pirlo, crea assist per i suoi compagni, si vede addirittura in fase difensiva e segna la rete numero 224 con la maglia giallorossa. E che goal! Un missile di destro da 30 metri e nulla può il malcapitato Buffon. Florenzi (87’) – s.v.
Lamela – 6.5 commette qualche errore, paga il fatto che alcune volte si perde in fraseggi inutili, ma è sempre pronto all’inserimento e non è mai fermo nell’aspettare la palla.
Osvaldo – 6.5 sembra che le contestazioni ricevute in settimana lo abbiano fatto reagire. Il primo tiro della serata porta la sua firma, a inizio secondo tempo non sfrutta l’invitante assist di Totti, colpendo di testa troppo centralmente per mettere in seria difficoltà Buffon. Il gol,che però non arriva, avrebbe potuto coronare una buon prestazione.
All. Andreazzoli – 7 stecca la prima, ma regala ai tifosi la prima grande gioia del 2013. Il cambio di modulo è azzardato, ma con una settimana in più di lavoro sulla gambe la sua squadra ha iniziato a mettermelo in pratica. Ha ricompattato il modulo difensivo, ora molto più organizzato e preciso, sventando così le incursioni bianconere.

Juventus FC
Buffon – 6 salva in più di un’occasione il risultato,prima su Pjanic e poi su Osvaldo. Ma nulla può sul destro di Totti.
Barzagli – 6 meno reattivo del solito, a volte fatica a star dietro ai movimenti di Osvaldo, però svolge sempre in  modo impeccabile i suoi compiti in fase difensiva.
Bonucci –  6 aiuta a risolvere diverse situazioni pericolose nella sua area, sempre attento e pronto a far ripartire i compagni. Il problema è in tutt’altro reparto, quello offensivo.
Lichtsteiner – 6 primo tempo da lottatore, ha davanti Marquinho che di certo non è difficile da saltare. Il problema è che non azzecca un cross e nel secondo tempo la stanchezza prende il sopravvento.
Caceres – 6 durante il match recupera molti palloni , effettua interventi efficaci, però soprattutto nella ripresa soffre le incursioni di Lamela e del greco Torosidis che penetrano con estrema facilità da quella parte.
Pirlo – 5.5 il più pericoloso degli uomini di Conte è apparso stanco in troppe occasioni, stasera tra gli over 30 non è sicuramente lui a brillare. In alcune occasioni è troppo nervoso, forse perché non riesce a impostare le azioni per i suoi compagni come vorrebbe. Prova a trovare il gol sulla sua solita punizione, ma Stekelenburg non si fa trovare impreparato.
Pogba –  5.5 rimpiazzare Marchisio non è facile, e si vede. Troppo lento, impulsivo e in più di un’occasione perde troppi palloni.
Asamoah – 5 sbaglia movimenti e giocate, soffrendo troppo gli scatti in velocità di Torosidis. Conte lo cambia al 51’ con Padoin (5) che proprio non fa la differenza. Torosidis ha campo aperto.
Vidal  – 5 di solito è sempre incisivo quando si trova davanti la squadra giallorossa. Stavolta fatica, sbaglia passaggi ai compagni, la sua riserva di energie si esaurisce quasi subito. Anelka – 5.5 cerca di fare da intermediario tra centrocampo e attacco. Non ha alcuna occasione di tirare in porta ma sicuramente fa di più della coppia in attacco.
Vucinic – 5 non c’è molto da dire sulla sua prestazione: uno dei due tiri verso la porta giallorossa è stato il suo, che esce di poco alla sinistra di Stekelenburg. Per il resto sembra confuso in mezzo al campo, sbaglia troppi palloni e non incide minimamente su quelle rare avanzate offensive dei compagni. Giovinco (51’) – 5 liscia clamorosamente un’ottima palla servita da Anelka, ma non è questo il punto. Ha 40 minuti per dare una svolta al reparto offensivo e invece ricalca la prestazione di Vucinic.
Matri – 5 la difesa giallorossa non gli lascia nessuno spazio per inserirsi e dall’altra parte i suoi compagni non lo servono mai.
All. Conte – 5 vuole vincere a Roma e allora mette più o meno la stessa formazione che ha giocato martedì in Champions League (ad eccezione di Marchisio). La squadra non rende neanche la metà di quello che ha dato in Europa 4 giorni fa e lui fa il polemico come al solito perché “ non si possono giocare 3 gare in 7 giorni”. Ha una panchina di qualità proprio perché la Juve vuole lottare su più fronti, allora perché non sfruttarla?

Arbitro Rocchi – 6 una direzione di gara abbastanza lineare, i suoi guardalinee non sbagliano un fuorigioco; unico dubbio il colpo di mano di Lichtsteiner su  tiro di Marquinho, giudicato a quanto pare involontario.

 

Social Football Web Radio : On Air “TuttA per Voi”

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On line la nuova puntata di “TuttA per voi“. Matteo Mansueti, Stefano Scaglietta e Fabiano Di Stefano approfondiscono la ventiquattresima giornata del campionato di serie A che si è disputata nello scorso week-end: Delirio Rossi, Disfatta Roma, Osvaldo – Totti , Lazio – Napoli che show! , Juventus – Fiorentina, allungo scudetto, Ruggito Inter, Milan Balotelli non basta.

Buon ascolto.

Per ascoltare la puntata: http://213.175.198.64/~tv3/socialfootball.it/web-radio_socialfootball5.htm

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Anelka: dalla Cina con furore (?)

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di Carmine Guarino

Italiani, popolo di poeti, santi e navigatori. Così disse Mussolini nel 1935 riferendosi ai suoi compatrioti. Ma non basta. Gli italiani sono anche 60 milioni di allenatori, di calciatori e di “espertissimi” direttori sportivi. Così nelle sedi del calcio mercato di strada, i bar sport per intenderci, l’approdo di Nicolas Anelka fa discutere tutti. “Ma cosa lo hanno preso a fare quello li? È pure vecchio” esordisce un uomo durante un summit di mercato, o partita a briscola se preferite. “Ma che dici? Vedrai farà uno o due gol ma tutti decisivi”, gli replica il collega, che tra l’altro ha l’asso di briscola in mano. Tralasciando le mere questioni da bar di paese, occorre concentrarsi su statistiche, dati certi, pro e contro dimostrabili.C_3_Media_1637561_immagine_ts673_400

Prima di tuffarsi a piedi uniti nell’affare Anelka, sembra che la Juve abbia contattato Carlo Ancelotti per avere un parere. L’allenatore ex Milan, che ha lavorato con Anelka al Chelsea, ha spiegato che l’attaccante francese è uno dei professionisti più esemplari che abbia mai allenato. E se lo dice Ancelotti ci sarà da credergli. Inoltre il buon Nicolas ha la fama di essere uno che si mette a disposizione del gruppo, senza mai alzare la voce. (Lo fece solo con Domenech ma c’è da capirlo…) Nella Juve dei “soldatini”, per dirla alla Cassano, o in quella dei professionisti, per dirla alla Bonucci, questa non è una cosa da poco. Altro punto a favore di Anelka è che è stato pagato poco, quasi niente, e in un mercato dove i soldi sono come l’acqua nel deserto questo conta tanto. Lo Shangai ha infatti deciso di liberare gratis il suo allenatore giocatore, che a Torino andrà a percepire da un minimo di 600 mila euro ad un massimo di 1,2 milioni in caso di raggiungimento della Champions. Già, la Champions. È qui che arrivano le noti dolenti.

La Juve cercava il bomberone, quello capace di risolverti la partita da solo e di portarti più avanti possibile in Europa. Un certo Didier Drogba, insomma. Ma la corsa all’ivoriano era e resta difficilissima e allora in bianconero hanno deciso di ripiegare sul “compagno cinese”. Un po’ come quando a scuola ti innamori della più bella che, però, non ti calcola di striscio e allora ti lanci sulla meno brutta pur di non restare da solo. Non è mai sicuro che sia una buona scelta. Il francese ha 33 anni suonati e, cosa non trascurabile, il suo arrivo potrebbe portare alla cessione di uno fra Quagliarella e Matri. Equivarrebbe a vendere un giocatore in piena attività e quasi sempre decisivo (Matri e Quagliarella hanno sbagliato raramente) per fare spazio ad uno che, fino a due mesi fa, faceva l’allenatore giocatore nel campionato cinese. Non bisogna essere dei geni per capire che non è un movimentone di mercato da incorniciare e mettere in cameretta. Anelka ,poi, bomberone non è. In carriera ha la stessa media gol di Vucinic, Quagliarella e Matri (tutti intorno a un gol ogni 3 partite) e non è mai stato determinante in Europa. Drogba, giusto per parlare numeri alla mano, fa un gol ogni due partite e Di Matteo ancora bacia una sua foto ogni mattina dopo l’ultima Champions.

Come i massimi esperti di calcio insegnano alle loro lezioni, tutte le domeniche mattina nella piazza del vostro paese, il calcio è bello perché ognuno può dire la sua. Sarà il tempo poi a decidere chi aveva ragione. E nonostante gli anni passino, è proprio il tempo il più grande alleato di Nicolas Anelka. Stasera sarà in tribuna a guardare Juventus-Genoa, domani farà le visite e da lunedì sarà a disposizione di mister Conte. Ha cinque mesi per dimostrare che non è un ex calciatore. Ma faccia attenzione perché nei bar sport sanno essere davvero cattivi.