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Cassano di nuovo padre, è nato Lionel

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Antonio Cassano ieri è diventato padre per la seconda volta. L’attaccante nerazzurro ha voluto chiamare il figlio Lionel, in omaggio a Messi. Cassano ha spesso ribadito la sua stima per la “pulce”, ritenendolo il miglior calciatore di sempre, anche più di Maradona.

Bella responsabilità per Lionel Cassano: se prenderà il sinistro del calciatore del quale porta il nome, e il destro del padre, tra una ventina d’anni parleremo di un campione.

L'immagine postata su twitter da Carolina, la moglie di Antonio Cassano

L’immagine postata su twitter da Carolina, la moglie di Antonio Cassano

Redazione Social Football

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Punto Milan: Addio Champions, ma senza rimpianti

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Punto Milan: Addio Champions, ma senza rimpianti
di Francesco Maiocchi
 
La partita: era stato preparato il classico catenaccio all’italiana, un muro che doveva risultare invalicabile per 90 minuti o almeno il più a lungo possibile. Il problema è che se Allegri ha preparato tatticamente bene i suoi giocatori, non ha fatto altrettanto bene con la preparazione mentale: i giocatori si sono presentati con la  paura nelle gambe. Il muro invalicabile è stato costruito senza cemento, se non con pezzi di lego: bastano 5 minuti, il solito possesso del Barcellona con passaggi incredibili al limite dell’area e tiro di precisione di Messi che Abbiati ammira infilarsi in rete. 
Un goal da marziano vero, di quelli che si vedono soltanto giocando a Fifa; insomma partita completamente da ricostruire per i rossoneri. L’assedio alle mura di Troia continua con svariati tiri da fuori area, strepitoso Abbiati nello sventare un siluro di Iniesta e a deviarlo sulla traversa. Poi accade l’impensabile, i rossoneri hanno l’occasione di chiudere il discorso passaggio del turno con Niang che da solo contro il portiere colpisce il palo; ed è qui che il Milan fa entrare il cavallo blaugrana all’interno delle proprie mura, ed in 2 minuti la profezia del goal sbagliato goal subito si avvera grazie ad un altra magia di Messi. Il doppio vantaggio conquistato a San Siro è svanito dopo 45 minuti, ed inevitabilmente la guardia si scopre alla ricerca di un goal; basta pochissimo  al Barcellona nel secondo tempo per chiudere la partita e ormai contro un Milan non più catenacciaro è come bere un caffè già zuccherato . Cosi Constant non riesce ad intercettare il solito passaggio stellare e Villa sigla il 3 a 0; al Milan basterebbe un goal per riaccendere le speranze, ma l’impresa già difficile diventa impossibile quando non ci sei mentalmente. Allegri prova a cambiare le sue pedine, ma Robinho e Bojan fanno ricordare il perchè siano oramai panchinari fissi; rispolverati solo per l’assenza di Balotelli e di Pazzini. Il milan tenta comunque una specie di assedio, anche se non andrebbe chiamato cosi lo sterile tentativo degli ospiti, ma tanto basta per lasciare spazi al Barcellona in contropiede: in pieno recupero Jordi Alba sfrutta gli spazi lasciati e rimanda a casa i terresti. Troppo umani per questa sfida finita 4-0.
 
Luci:Quando si perde 4-0 si possono fare solo critiche, invece penso che bisogna essere orgogliosi di questa squadra per il cammino che ha fatto durante l’anno. Ad Ottobre si parlava di serie B, Allegri quindi ha fatto un grande lavoro per rimettere in sesto una squadra che ha sfiorato l’impresa; la fortuna questa volta non ha assistito i suoi uomini, visto il palo di Niang che avrebbe cambiato la storia. Secondo me per l’età che ha e per la personalità dimostrata al Camp Nou spetta al francese il ruolo di migliore trai rossoneri, anche se la concorrenza in questa partita è stata praticamente nulla. 
 
Ombre: analizzando le singole prestazioni i voti in pagella sono quasi tutti negativi, ma ad avermi colpito è stata più che altro la mentalità dimostrata in campo. L’atteggiamento era molto, anzi troppo simile a quello sfoggiato a Londra contro l’Arsenal l’anno scorso a dimostrazione della difficoltà dei rossoneri nel rimanere concentrati in una partita in cui parti in posizione di vantaggio. Per questo motivo, a mio avviso, il peggiore risulta essere Allegri; anche se l’essere arrivati a giocarsi questa partita era esclusivamente merito suo.
 
Quello che verrà: è stato bello sognare un epico passaggio del turno, ora si ritorna con i piedi per terra. Bisogna immediatamente dimenticare questa batosta e pensare esclusivamente a raggiungere quel secondo posto che dista soltanto 2 lunghezze. Il sogno di vincere in Europa è ancora troppo distante per il Milan, ci vuole pazienza ed è normale che un progetto che punta sui giovani non può sicuramente riuscire nella sua prima annata. Questa doppia partita ha però dimostrato a tutti i tifosi che con il cuore, quando c’è, si può fare qualsiasi cosa e quindi l’impresa almeno in campionato è sicuramente possibile.Immagine

Post Clasico: continuano gli attacchi a Messi

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Dopo le parole di ieri del programma Punto Pelota sul comportamento di Leo Messi al termine dell’incontro di Coppa del Re tra Real e Barcellona, oggi è tornato sulla questione Josè Callejon. L’attaccante del Real Madrid si è soffermato su alcuni episodi che hanno visto protagonista la Pulce in campo “Messi ha offeso Karanka, lo ha chiamato babbeo e poi pupazzo di Mourinho, l’ho sentito perché ero dietro di lui. Ma non voglio colpevolizzarlo troppo, in campo nella foga capita di dire cose che non si pensano. Quello che non vedo bene è il fatto che Messi abbia aspettato un’ora e mezza un compagno per insultarlo davanti alla moglie“.

Forse è la prima volta che l’attaccante argentino riceve in così poco tempo tutti questi attacchi mediatici, descrivendo una facciata fin’ora sconosciuta ai più

Redazione Social Football

Post Clasico: Messi-Arbeloa, insulti nel parcheggio

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Secondo Punto Pelota, programma calcistico spagnolo, ieri sera, al termine del match tra Real e Barcellona, Messi avrebbe affrontato Arbeloa nel parcheggio sottostante il Santiago Bernabeu. Da quanto si apprende, il numero 10 argentino prima di salire sul pullman del Barcellona si sarebbe avvicinato alla macchina di Arbeloa chiamandolo ‘pazzo‘, il tutto condito con altri insulti prima di essere portato via da un assistente della squadra.

Messi ed Arbeloa si sono pizzicati in campo tutto il tempo e ripetutamente Messi si è coperto la bocca con la mano perché ha insultato il difensore del Real Madrid“. Voci, comunque, tutte da confermare, anche perchè Punto Pelota è famoso per essersi quasi sempre schierato contro i blaugrana.

Redazione Social Football

Punto Liga: poker Barcellona nel derby catalano, vittoria sofferta del Real, frenano Atletico e Malaga

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Tito Vilanova gives the thumbs up

di Francesco Carolis

Il 2013 della Liga inizia sulla stessa identica falsariga dell’anno appena trascorso: non cambia infatti l’inerzia della stagione dopo le gare della diciottesima giornata, la penultima del girone d’andata, con il Barcellona che mantiene saldamente il comando della classifica aumentando addirittura ad 11 lunghezze il distacco dall’Atletico Madrid e mantenendo il +16 sul Real di Mourinho. Il campionato spagnolo ha simbolicamente ricevuto ieri sera nella cerimonia del Pallone d’Oro un riconoscimento significativo della propria importanza rispetto agli altri tornei nazionali di tutta Europa: la top 11 FIFA con i migliori giocatori dell’anno passato è infatti composta da soli calciatori militanti nella Liga, con 10/11 appartenenti a Barça e Real ai quali fa compagnia Radamel Falcao.

Ritorno e regalo per Vilanova – Il Barcellona dimostra di non aver risentito affatto della sosta natalizia e fa un sol boccone del malcapitato Espanyol nel derby catalano: Messi e compagni si esibiscono al meglio delle loro potenzialità nella giornata dei Reyes Magos regalando un facile successo per 4 a 0 al loro allenatore Tito Vilanova, tornato in panchina dopo 17 giorni dalla riuscita operazione per una ricaduta del tumore alla ghiandola parotide. I blaugrana chiudono la pratica contro i cugini già nella prima frazione di gioco confermando una superiorità tecnica e tattica davvero impressionante: al 10° Xavi sblocca il risultato trafiggendo da pochi passi Kiko Casilla dopo un preciso assist di Iniesta proveniente dal lato sinistro dell’area di rigore; passano solamente cinque minuti ed è Pedro a raddoppiare per i suoi al termine di un’azione corale ma piuttosto confusa che l’attaccante classe ’87 risolve deviando in rete la sfera: è ancora il giocatore di Tenerife a mettere la firma sul match segnando il 3-0 al 27° con un morbidissimo pallonetto in corsa che capitalizza al meglio il delizioso passaggio smarcante di Busquets. Prima dello scoccare della mezzora arriva anche il sigillo di Lionel Messi, che trasforma senza problemi un calcio di rigore piuttosto dubbio assegnato per un presunto fallo su Fabregas: l’argentino festeggia così in anticipo il quarto Pallone d’Oro consecutivo ricevuto solo qualche ora fa a Zurigo continuando a mantenere una media realizzativa davvero stratosferica.

Ronaldo salva il Real – Succede di tutto al Bernabeu nel match delle 17 fra i padroni di casa e la Real Sociedad, che gli uomini di Mourinho riescono a fare loro con il punteggio di 4 a 3 soffrendo moltissimo in particolare nel primo tempo. Il vantaggio dei blancos arriva dopo soli 90 secondi grazie al preciso destro di Karim Benzema, che fredda il portiere avversario in uscita dal dischetto dell’area dopo l’assist di Ozil; al quinto minuto si verifica l’episodio che cambia radicalmente l’inerzia del match: l’arbitro concede il rigore agli ospiti espellendo Adan, preferito ancora una volta a Casillas da un Mourinho in guerra aperta con il portiere titolare della Nazionale spagnola, il quale è costretto ad entrare ma non può nulla sulla precisa trasformazione di Xabi Prieto che riporta il punteggio in parità. Il Real inizia ad arretrare il baricentro ma trova al 35° il nuovo vantaggio con la deviazione sotto misura di Khedira, lesto nel trovare la zampata vincente sulla potente conclusione di Carvalho; la prima frazione si chiude però sul 2-2 in virtù della seconda marcatura personale di Prieto, che fredda da distanza ravvicinata Casillas, e del clamoroso errore di Khedira che non trova la rete a porta sguarnita dopo il palo colpito da Benzema. Nella ripresa al Real serve uno straordinario Cristiano Ronaldo per trovare la chiave di un match complicatissimo: al 67° il portoghese calcia di prima con il sinistro sul servizio volante di Benzema e segna il momentaneo 3 a 2, poi al 70° mette a segno il suo sedicesimo goal in campionato con una punizione violentissima che non lascia scampo a Claudio Bravo; c’è ancora tempo per vedere sia la fantastica ma inutile tripletta personale di Xabi Prieto, che al 76° si infila nella difesa dei blancos e supera Casillas con un diagonale chirurgico, sia l’espulsione del terzino Estrada sia il palo di CR7. Il Real Madrid vince una partita incredibile e piena di emozioni senza tuttavia riuscire a nascondere gli evidenti problemi di gioco e di spogliatoio che Mourinho sarà chiamato a risolvere per evitare una seconda parte di stagione ancora più deludente della prima.

Malaga KO al Riazor – L’Atletico Madrid non va oltre l’1 a 1 nella trasferta sul campo del Maiorca e perde altri due punti dalla vetta della classifica avendo comunque maturato la consapevolezza che il vero obiettivo fino al termine della stagione sarà il mantenimento della posizione Champions; nel match dell’Iberostar Estadi vanno a segno i due Garcia scesi in campo: al 72° è Raul, centrocampista dei colchoneros, a portare in vantaggio la squadra di Simeone, raggiunta solo all’87° dalla rete di Kevin, difensore dei padroni di casa nato nella splendida isola delle Baleari e cresciuto nelle giovanili dei bermellones. Giornata totalmente negativa invece per il Malaga, caduto per 1 a 0 al Riazor per mano di un Deportivo La Coruna a caccia di punti pesanti per risalire la china della classifica dopo un girone d’andata da dimenticare: il goal che condanna alla sconfitta la squadra di Pellegrini è stato realizzato dall’attaccante portoghese Pizzi.

Vallecas sogna l’Europa – La squadra protagonista di questa giornata è sicuramente il Rayo Vallecano, capace di infilare la terza vittoria consecutiva dopo i roboanti successi contro Valencia e Levante: la squadra di Paco Jemez batte per 3 a 1 il Getafe nel posticipo del lunedì e sale a quota 28 punti sognando la possibilità di lottare per l’Europa League, un desiderio che potrebbe iniziare a prendere sempre più forma in caso di risultati positivi nelle prossime trasferte di Bilbao e Granada.

Risultati 18°giornata:

Real Saragozza – Betis Siviglia 1-2 (04/01, La Romareda, Saragozza)

Levante – Athletic Bilbao 3-1 (05/01, Ciudad de Valencia, Valencia)

Granada – Valencia 1-2 (05/01, Nuevo Los Carmenes, Granada)

Deportivo La Coruna – Malaga 1-0 (05/01, Riazor, La Coruna)

Siviglia – Osasuna 1-0 (05/01, Ramon Sanchez Pizjuan, Siviglia)

Celta Vigo – Valladolid 3-1 (06/01, Balaidos, Vigo)

Real Madrid – Real Sociedad 4-3 (06/01, Santiago Bernabeu, Madrid)

Barcellona – Espanyol 4-0 (06/01, Camp Nou, Barcellona)

Maiorca – Atletico Madrid 1-1 (06/01, Iberostar Estadi, Palma de Mallorca)

Rayo Vallecano – Getafe 3-1 (07/01, Vallecas, Madrid)

Classifica dopo la 18°giornata:

Barcellona 52, Atletico Madrid 41, Real Madrid 36, Malaga 31, Betis Siviglia 31, Levante 30, Rayo Vallecano 28, Valencia 27, Real Sociedad 25, Getafe 24, Valladolid 22, Siviglia 22, Real Saragozza 22, Athletic Bilbao 21, Celta Vigo 18, Maiorca 17, Granada 16, Espanyol 15, Deportivo La Coruna 15, Osasuna 14

Messi fa poker: il pallone d’oro è suo per la quarta volta, ma qualcuno storce il naso

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FBL-ESP-LIGA-BARCELONA-ESPANYOL

Leo Messi vince il pallone d’oro 2012, che va ad aggiungersi a quello 2009, 2010, 2011, superando così Platini, Van Basten e Cruyff fermi a 3 titoli. Il podio è stato completato dal compagno di squadra Iniesta e Cristiano Ronaldo.

Stavolta però questa decisione, come accadde nel 2010, non mette tutti d’accordo. La “pulce” nel 2012 ha messo sì a segno 91 reti, ma ha vinto solo la Coppa del Re, trofeo minore. Iniesta, che chissà cosa avrà pensato ad essere arrivato secondo dietro all’uomo che lui più di tutti ha contribuito a far vincere il Pallone d’oro con i suoi assist, ha vinto perlomeno un campionato europeo. Cristiano Ronaldo ha vinto la Liga e ha fatto semifinale ad Euro 2012. Molti avrebbero auspicato anche Pirlo, Cavani, ma soprattutto Falcao, autentica rivelazione dell’anno. Evidentemente l’egemonia di Messi non è in discussione. Una volta il meccanismo per il pallone d’oro era diverso, e forse migliore.

Redazione Social Football

Punto Liga: Messi doma anche El Tigre, Albin spedisce il Real a -13, bene Malaga e Betis

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FC Barcelona v Club Atletico de Madrid  - Liga BBVA

di Francesco Carolis

E’ sempre difficile emettere una sentenza con un buon livello di affidabilità a proposito di risultati sportivi, ed è ancora più complicato cimentarsi in una simile attività quando si parla di un gioco sempre imprevedibile e ricco di colpi di scena come il calcio: tuttavia, dopo i match della sedicesima giornata della Liga spagnola, solo scenari davvero complicati da pronosticare potrebbero evitare la vittoria finale del Barcellona, che batte l’Atletico Madrid nello scontro diretto e sale a +9 sui colchoneros guadagnando altri due punti anche sul Real Madrid, fermato in casa dall’Espanyol.

90 volte Leo e Barça a +9 – L’attesissima sfida del Camp Nou fra la capolista e l’Atletico di Simeone non tradisce le aspettative e regala grande spettacolo: le prime fasi del match sono un capolavoro tattico degli ospiti, che ingabbiano i blaugrana e rendono sterile il loro possesso palla ripartendo in contropiede appena ne hanno le possibilità. Un caricatissimo Falcao prima prende il palo di testa, poi al 31° riceve l’assist di Diego Costa, si invola verso la porta di Valdes e lo batte con un morbidissimo pallonetto che porta in vantaggio i madrileni. Il Barça capisce che è ora di far sentire anche la propria presenza in questo delicatissimo incontro e solo cinque minuti più tardi torna in corsa grazie al fantastico goal di Adriano, che salta un avversario al limite dell’area e trafigge Courtois con un sinistro a giro da cineteca. La reazione degli uomini di Vilanova si completa allo scadere con la rete del vantaggio siglata da Busquets, che risolve una mischia in zona d’attacco e dopo un’elegante finta fissa il punteggio sul 2 a 1. Nella ripresa la squadra di Simeone non riesce più a contenere il predominio territoriale del Barça, che chiude definitivamente il match con un chirurgico sinistro del solito indomabile Messi: la ‘Pulce’ nel finale non si accontenta e segna anche il gol del definitivo 4 a 1 raggiungendo la stratosferica cifra di 90 gol in questo anno solare. Il Barcellona guadagna dunque altri 3 punti in classifica sui colchoneros, che restano gli inseguitori più prossimi di una squadra che però, non sembra avere alcuna intenzione di rallentare la propria marcia da record in testa alla classifica.

CR7 non basta – Sabato scorso Mesut Ozil aveva tenuto almeno formalmente il Real Madrid ancora aggrappato alla corsa scudetto guidando i suoi al successo con il Valladolid, stavolta contro l’Espanyol non è bastata la più che buona prestazione di Cristiano Ronaldo per evitare alla squadra di Mourinho di perdere altri due punti dal Barça: il pessimo primo tempo dei blancos è accompagnato dal rumoroso silenzio di disapprovazione del Bernabeu, che si trasforma in fischi ancora più assordanti dopo il vantaggio di Sergio Garcia che passeggia nelle maglie troppo larghe della difesa madridista e batte Casillas con un diagonale peraltro non irresistibile; il nervosismo dei tifosi di casa è in minima parte smorzato dal pareggio a tempo quasi scaduto di CR7, abile a bucare la rete con un intervento volante sul cross dalla destra di Khedira. Ad inizio ripresa è ancora Ronaldo ad orchestrare le folate offensive del Real: al 48° il portoghese serve un perfetto assist in corsa al suo connazionale Coentrao, che riesce a controllare e a bruciare sul tempo l’uscita del portiere regalando ai suoi il vantaggio. L’Espanyol non si fa intimorire dal uno-due dei padroni di casa ed inizia a prendere in mano il pallino del gioco, trovando a due minuti dal termine il goal del meritato pareggio con un beffardo tocco vincente in area di Albin: il 2 a 2 finale scalda ulteriormente gli animi di uno spogliatoio già bollente ed estromette a meno di clamorosi ribaltoni il Real dalla possibilità di difendere il titolo nella Liga.

Malaga formato Champions – Dopo la convincente vittoria interna con il Granada, il Malaga vince 2 a 0 anche al Pizjuan di Siviglia grazie alle reti di Demichelis e di Eliseu e dimostra di poter iniziare un percorso positivo verso quella continuità tanto ambita e mai veramente trovata dalla squadra di Pellegrini in questo inizio stagionale: al quarto posto, l’ultimo utile per entrare in Champions, gli andalusi fanno compagnia al Betis Siviglia, che nel posticipo del lunedì espugna il Balaidos di Vigo con la rete nel finale di Jorge Molina condannando il Celta a rimanere nei bassifondi della classifica. Da segnalare invece il primo stop sulla panchina del Valencia per Ernesto Valverde: i bianconeri frenano la propria striscia di successi con il nuovo tecnico perdendo di misura in casa per 0 a 1 con il Rayo Vallecano.

Risultati 16°giornata:

Getafe – Osasuna 1-1 (15/12, Coliseum Alfonso Perez, Getafe)

Maiorca – Athletic Bilbao 0-1 (15/12, Iberostar Estadi, Palma de Mallorca)

Granada – Real Sociedad 0-0 (15/12, Nuevo Los Carmenes, Granada)

Siviglia – Malaga 0-2 (15/12, Ramon Sanchez Pizjuan, Siviglia)

Real Saragozza – Levante 0-1 (16/12, La Romareda, Saragozza)

Valencia – Rayo Vallecano 0-1 (16/12, Mestalla, Valencia)

Real Madrid – Espanyol 2-2 (16/12, Santiago Bernabeu, Madrid)

Barcellona – Atletico Madrid 4-1 (16/12, Camp Nou, Barcellona)

Deportivo La Coruna – Valladolid 0-0 (17/12, Riazor, La Coruna)

Celta Vigo – Betis Siviglia 0-1 (17/12, Balaidos, Vigo)

Classifica dopo la 16°giornata:

Barcellona 46, Atletico Madrid 37, Real Madrid 33, Malaga 28, Betis Siviglia 28, Levante 27, Getafe 24, Valladolid 22, Real Sociedad 22, Rayo Vallecano 22, Valencia 21, Athletic Bilbao 21, Siviglia 19, Real Saragozza 19, Celta Vigo 15, Osasuna 14, Granada 13, Maiorca 13, Espanyol 12, Deportivo La Coruna 12