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Champions League, cresce l’attesa per Manchester – Real

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di Marco Marini

“Il mondo si fermerà per guardarci, perché tutti sono curiosi di sapere come andrà a finire. Non sembra un turno di qualificazione, sembra una finale”. Queste sono state le parole di Mourinho nella conferenza stampa che ha preceduto il match di questa sera. Una partita molto interessante su cui si focalizzerà l’attenzione di tutto il mondo calcistico. In palio ci sarà l’accesso ai quarti di finale ma per l’interesse che riveste questa gara ha ragione il tecnico portoghese a paragonarla ad una finale. Prima dell’ andata,  giocata al Santiago Bernabeu, le due squadre si sono incontrate già quattro volte. Il bilancio è favorevole al Real Madrid, uscito vittorioso in tre occasioni, più precisamente due volte ai quarti ed una in semifinale. Ogni volta che si sono ritrovate di fronte, queste due formazioni hanno dato vita a gare molto emozionanti ed avvincenti come accaduto nel 2003. Al 3-1 del Santiago Bernabeu ha fatto seguito il rocambolesco 4-3 dell’Old Trafford.

Ad aumentare il livello di attenzione di questa gara, già alto di suo, sarà la presenza di Cristiano Ronaldo, per la prima volta da ex all’Old Trafford. Lo stadio di Manchester, che ha visto trionfare lo United  con Ronaldo capitano e leader, adesso potrà riabbracciare il fenomeno. Con la piccola differenza, si fa per dire, che non indosserà la maglia rossa del Manchester bensì quella bianca del Real. Un ritorno molto emozionante sia per Cr7 che per quei tifosi che lo hanno amato durante il periodo trascorso  alla corte di Ferguson. Sei anni, dal 2003 al 2009, durante i quali ha guidato lo United alla conquista di una Champions League, di una Coppa del mondo per Club e di sei trofei nazionali. Più precisamente tre campionati vinti nel 2007, 2008 e 2009, una Coppa d’Inghilterra e due coppe di Lega.

Trofei più o meno importanti che lo hanno fatto entrare nelle grazie di Ferguson il quale lo ritiene “un atleta superbo”, un giocatore che “non salta mai una gara, fortissimo nella corsa e nel tiro in porta”. Un pensiero condiviso pienamente da Mourinho che sa di poter contare su un campione vero e proprio in grado sempre di fare la differenza come, sperano i tifosi madrileni, in questa gara.

Una partita che vedrà di fronte per la quindicesima volta due allenatori rivali, entrambi vincenti. Per il momento Ferguson vanta solo 2 vittorie al contrario di Mourinho. Per lui, infatti, sono ben 6 come i pareggi ottenuti negli scontri in cui si sono ritrovati di fronte, in panchina, questi due tecnici.

Tutto fa presagire che, come dichiarato da Cr7, “sarà una partita piena di emozioni”. Non resta che aspettare questa sera per godersi lo spettacolo.

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Benitez a rischio, Mourinho aspetta alla porta

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Destini incrociati quelli di Benitez e Mourinho. Dopo la staffetta all’Inter, con il tecnico spagnolo che prese il posto dello Special One dopo il triplete, il tutto potrebbe avere un seguito.

Questa volta però le parti si invertirebbero. Benitez non ha più la certezza di sedersi sulla panchina dei blues fino al termine della stagione. Mai accettato dalla tifoseria, ora anche la dirigenza comincia ad avere dubbi sul tecnico, soprattutto dopo la sconfitta subita in rimonta dal Newcastle nell’ultimo turno di Premier League.

I prossimi impegni di campionato ed Europa League saranno il crocevia per lo spagnolo. In caso di risultati negativi verrebbe sollevato dall’incarico, con Avram  Grant pronto, per la seconda volta, a fare da traghettatore per il finale di campionato.

Ma sui giornali inglesi già spopola il nome di Mourinho, mai dimenticato dalla tifoseria del Chelsea e quasi certo di lasciare la panchina del Real fra 6 mesi, che, a quanto sembra, non aspetta altro che una telefonata di Abramovich.

L’idea di tornare a Londra lo affascinerebbe più di qualunque altra destinazione.

Redazione Social Football

 

Clasico di Liga: si giocherà di pomeriggio?

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E’ la richiesta ufficiale del Real Madrid: spostare il Clasico di campionato, previsto per il prossimo 2 Marzo, di pomeriggio, precisamente alle 16.

La motivazione è di facile intuizione: poter giocare il prima possibile in vista dell’importante sfida Champions tra Real e Manchester United. La società già da alcuni giorni aveva chiesto di poter anticipare addirittura al giorno prima, ma il no da parte della Federazione spagnola è stato immediato, spinta anche dal potere delle televisioni.

Ora si aspetta solo una decisione ufficiale, ma, nel caso di un secondo rifiuto, potrebbe aprirsi l’ennesima querelle tra Mourinho e la LFP.

Redazione Social Football

Guardiola al Bayern: l’effetto domino sulle panchine d’Europa

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Guardiola ha sorpreso tutti, come spesso ci ha abituato quando era alla guida del suo Barcellona, forse la squadra più forte di tutti i tempi, sicuramente degli ultimi 20 anni.

Giornalisti, addetti ai lavori, dirigenti e patron dei più grandi club europei sono rimasti spiazzati da questa scelta. In Inghilterra erano quasi certi che l’allenatore di Santpedor avrebbe portato le sue idee rivoluzionarie oltre manica, lì dove questo sport trova i suoi natali.

Roman Abramovich era pronto a ricoprirlo d’oro. Dopo aver raggiunto la tanto agognata Champions, era pronto a togliersi l’ultimo sfizio, fin’ora mai raggiunto nonostante l’alternarsi sulla panchina dei blues dei più grandi tecnici del panorama europeo e non, da Mourinho ad Ancellotti passando per Scolari: divertire e divertirsi, senza l’ossessione maniacale della conquista della coppa dalle grande orecchie, messa in bacheca dal mai amato e troppo pragmatico Di Matteo.

Cosa succederà ora a Londra? Un ritorno di Mourinho non è da escludere, PSg permettendo: il tecnico di Setubal lascerà quasi certamente il Real Madrid, indipendentemente dai risultati che conseguirà quest’anno.

Il nome nuovo è invece quello di Gianfranco Zola che tanto bene sta facendo al Watford traghettandolo verso i play-off di Championship. L’allenatore italiano scatenerebbe l’entusiasmo dei tifosi dei blues, attualmente in aperta contestazione con la società dopo la scelta di sostituire Di Matteo con Rafa Benitez, il cui unico modo per continuare a sedersi sulla panchina di Stamford Bridge sarebbe quello di vincere la Premier.

A Manchester la scelta di Guardiola ha notevolmente aumentato le possibilità per Roberto Mancini di rimanere alla guida del City. La presenza di due dirigenti spagnoli, Soriano e Begiristain, nell’organigramma societario sembrava il preludio per lo sbarco dell’ex Barcellona. A questo punto, forte anche del super contratto che lo lega ai citizens fino al 2017, il tecnico di Jesi dovrebbe dormire sonni tranquilli, nonostante il secondo fallimento consecutivo in Champions, a maggior ragione se riuscisse a vincere la Coppa d’Inghilterra.

In Francia lo scenario è molto più semplice: se Ancellotti vince il campionato verrà confermato, altrimenti è già pronto il piano per portare lo Special One sotto la Tour Eiffel, magari insieme a Cristiano Ronaldo, in rotta con il club spagnolo. Il favorito per la panchina del Real sembra essere Jurgen Klopp, che quasi sicuramente lascerà il Borussia Dortmund. In corsa per la panchina delle “merengues” anche Ancellotti.

In Germania, la risposta a Guardiola da parte del BVB potrebbe essere una nuova conoscenza del calcio italiano: Vladimir Petkovic. Il tecnico bosniaco, vera rivelazione di questa stagione, sembra essere il primo nome sul taccuino di Michael Zorc, direttore sportivo dei giallo-neri.

Redazione Social Football

“Pronto chi parla?”. “Siamo il Real Madrid!”

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In Italia quando squilla il telefono, nella stragrande maggioranza dei casi sono parenti, qualche amico che ancora non ha uno smartphone per contattarti in chat, o un call center che cerca ti convincerti a cambiare piano tariffario per il fisso di casa.

In Spagna, invece, potrebbe capitarti di rispondere e di sentirti dire: “Salve, siamo il Real Madrid!”

Che cosa vorranno mai le merengues?

Ce lo spiega Christian Goles, uno dei soci del Real, che attraverso il proprio profilo Twitter, ha informato la stampa che il club Merengues sta effettuando un sondaggio telefonico tra i propri associati. I protagonisti di questo sondaggio sono gli uomini più importanti del club stesso: Florentino Perez e Josè Mourinho, passando per gli eventuali sostituti dell’allenatore portoghese, fino a quelle che potrebbero essere le scelte di mercato future della società.

 

Ecco di seguito l’elenco delle domande:

  • Che voto darebbe (da 1 a 10) alla gestione della prima squadra da parte di José Mourinho?
  • Che voto darebbe (da 1 a 10) agli acquisti di José Mourinho da general manager?
  • Crede che José Mourinho dovrebbe restare?
  • Nel caso in cui non dovesse restare, chi dovrebbe essere il suo sostituto: Benitez, Klopp, Ancelotti, Toril o Wenger?
  • Crede che il comportamento dell’allenatore danneggi l’immagine del club?
  • Quale giocatore straniero le piacerebbe: Bale, Agüero, Falcao o Neymar?
  • Quale giocatore spagnolo le piacerebbe: David Silva, Cazorla, Mata o De Gea?
  • Che voto darebbe (da 1 a 10) alla seconda presidenza di Florentino Perez?
  • Voterà per Florentino Perez alle prossime elezioni?

     

Redazione Social Football

Punto Liga: il Barça vince per Vilanova, Real affondato a Malaga, Atletico di misura sul Celta Vigo

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di Francesco Carolis

L’anno solare del calcio spagnolo va in archivio con i match della diciasettesima giornata di Liga: l’inerzia del campionato sembra già ampiamente chiara a tutti gli addetti ai lavori e parafrasando la storica frase di Mario Ferretti si può affermare che “c’è una sola squadra al comando, la sua maglia è blaugrana, il suo nome è Barcellona”.

Va por ti, Tito – La notizia della settimana in casa blaugrana non è certamente la ormai consueta vittoria in trasferta con annesso goal di Leo Messi, bensì l’annuncio al mondo della ricaduta del cancro occorsa a Tito Vilanova: il tecnico di Bellcaire d’Empordà, già operato con successo nel novembre 2011 per un tumore alla ghiandola parotide, ha dovuto sottoporsi nella mattinata di giovedì ad un altro intervento per rimuovere un nodulo formatosi nella zona adiacente a quella già trattata; dalle informazioni divulgate dal club della Ciudad Condal e dalle indiscrezioni filtrate si apprende che il decorso postoperatorio di Vilanova sta procedendo senza problemi: Tito dovrà ora sottoporsi ad un ciclo di sedute chemioterapiche, per cui è possibile ipotizzare un suo graduale rientro alle consuete attività lavorative nel mese di gennaio per poi tornare intorno alla metà di febbraio a guidare la creatura che tanta gioia gli ha recato nel percorso manageriale intrapreso nelle ultime stagioni insieme a Pep Guardiola. La squadra nel frattempo ha fatto un bel regalo di Natale al suo condottiero offrendo l’ennesima dimostrazione di forza in campionato con il 3 a 1 esterno rifilato al Valladolid: al Josè Zorrilla i padroni di casa si difendono con ordine ma al 43° cedono al potenziale offensivo del Barça, guidato dal secondo Jordi Roura, che passa in vantaggio grazie al comodo destro in spaccata di Xavi, servito da Jordi Alba dopo un’elegante azione corale; ad inizio ripresa i blaugrana aumentano gradualmente il ritmo e al 59° colpiscono di nuovo grazie alla micidiale progressione di Messi che batte con un preciso diagonale mancino il portiere avversario. La squadra di Djukic sembra poter mettere paura alla capolista trovando a un minuto dallo scadere con il tap-in di Guerra la rete che riporta ad un solo goal la distanza fra le due compagini, ma nel recupero il Barcellona non corre altri pericoli e chiude i conti con Tello, che fa 3 a 1 dopo un’accelerazione degna di un centometrista che spacca in due la già fragile difesa castigliana. Sorrisi larghi per tutti e vittoria ovviamente dedicata a Tito, intorno al quale si è stretto tutto il mondo del calcio augurandogli un pronto recupero: il Barça va in vacanza con un bottino di 49 punti con due partite ancora da giocare nel girone d’andata, ed una proiezione finale che potrebbe raggiungere la clamorosa cifra di 110 punti. Numeri che parlano da soli.

Disastro Mourinho – Il Real Madrid chiude il 2012 con uno stato d’animo diametralmente opposto ai rivali di sempre: i blancos rimediano la quarta sconfitta stagionale perdendo per 3 a 2 sul campo di un grande Malaga scivolando ad un tremendo -16 dal Barcellona e tornando a -7 dai cugini dell’Atletico. Al di là della grande prestazione offerta dai padroni di casa, bravi a soffrire e a colpire nei momenti più opportuni, fa scalpore l’esclusione di Iker Casillas dall’11 titolare decisa da Mourinho: il tecnico lusitano adduce in conferenza stampa motivazioni puramente tecniche alla sostituzione del nazionale spagnolo con il secondo portiere Adan, nascondendo tuttavia una chiara contrapposizione all’interno di uno spogliatoio sempre più spaccato e meno convinto della strada intrapresa da Mou verso la conquista di altri titoli importanti dopo la Liga 2011/2012. Il primo tempo della sfida della Rosaleda è decisamente a tinte madridiste, in ogni caso un grande Caballero e il bel destro di Isco al 49° portano avanti nel punteggio i padroni di casa; il Real rischia di subire il raddoppio a più riprese ma Benzema propizia l’autogol di Sanchez che ristabilisce la parità. Fra il 73° e il 76° sale in cattedra Roque Santa Cruz e genera uno dei mal di testa più forti della sua carriera nella testa di Mou portando il match sul 3 a 1 grazie prima ad una facile marcatura a porta vuota e poi ad un perfetto sinistro di prima intenzione che trafigge Adan. La reazione dei blancos si concretizza solo nel finale con il solito Benzema che accorcia le distanze trasformando in oro l’assist di Mesut Ozil: le ultime battute servono solo per assistere a qualche confusionario e disperato attacco del Real, costretto però a soccombere al cospetto di un avversario di grande livello e a leccarsi le ferite in vista di un inverno che si preannuncia caldissimo.

Torna a vincere Simeone – L’Atletico Madrid, incassata la netta sconfitta del Camp Nou contro il Barça, riprende la marcia verso un comodo posto Champions battendo di misura e non senza difficoltà in casa il Celta Vigo: gli ospiti di Paco Herrera, che in Coppa del Re sono avanti per 2 a 1 nel doppio confronto con il Real mentre in campionato lottano nei bassifondi della classifica, resistono a Falcao e compagni fino al minuto 77, quando Adrian sigla la rete che fa salire i colchoneros a quota 40 punti, un bilancio da record che esplica chiaramente la grande stagione condotta fino ad ora dalla squadra di Simeone all’interno dei confini nazionali. Nella contesa per l’Europa da registrare le pesanti sconfitte di Betis Siviglia e Levante: la squadra di Pepe Mel si fa superare per 1 a 2 al Benito Villamarin dal Maiorca, mentre i granotes di Valencia cadono nettamente per 3 a 0 in casa del Rayo Vallecano.

Espanyol in ripresa – Dopo il sorprendente pareggio della settimana passata in casa del Real, l’Espanyol conquista un successo di inestimabile valore nello scontro salvezza interno con il Deportivo La Coruna: apre le marcature al 31° l’ex Barça ed Atletico Simao, chiude i conti all’88° per il definitivo 2 a 0 la vecchia conoscenza della Reggina Christian Stuani. Con questa vittoria la squadra di Aguirre abbandona l’ultima posizione della classifica e sale a quota 15 punti: a gennaio ci sarà prima il derby di Barcellona al Camp Nou, e a seguire le ben più importanti sfide in casa con Celta Vigo e Maiorca.

Risultati 17°giornata:

Rayo Vallecano – Levante 3-0 (20/12, Vallecas, Madrid)

Espanyol – Deportivo La Coruna 2-0 (20/12, Cornellà-El Prat, Barcellona)

Real Sociedad – Siviglia 2-1 (20/12, Anoeta, San Sebastian)

Valencia – Getafe 4-2 (21/12, Mestalla, Valencia)

Atletico Madrid – Celta Vigo 1-0 (21/12, Vicente Calderon, Madrid)

Betis Siviglia – Maiorca 1-2 (22/12, Benito Villamarin, Siviglia)

Valladolid – Barcellona 1-3 (22/12, Josè Zorrilla, Valladolid)

Osasuna – Granada 1-2 (22/12, Reyno de Navarra, Pamplona)

Malaga – Real Madrid 3-2 (22/12, La Rosaleda, Malaga)

Athletic Bilbao – Real Saragozza 0-2 (22/12, San Mames, Bilbao)

Classifica dopo la 17°giornata:

Barcellona 49, Atletico Madrid 40, Real Madrid 33, Malaga 31, Betis Siviglia 28, Levante 27, Real Sociedad 25, Rayo Vallecano 25, Valencia 24, Getafe 24, Valladolid 22, Real Saragozza 22, Athletic Bilbao 21, Siviglia 19, Granada 16, Maiorca 16, Celta Vigo 15, Espanyol 15, Osasuna 14, Deportivo La Coruna 12

Real Madrid: si pensa al dopo Mourinho

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Ormai si sa, in casa dei blancos Mourinho e la dirigenza sono ai ferri corti. “Io penso alla mia partita di Champions numero 101, che è domani. Vai a chiedere a Florentino Perez se è contento con me, per me non ci sono problemi”  queste le parole del tecnico alla vigilia della sfida contro l’Ajax; il divorzio a fine stagione è dato quasi per scontato, ed è per questo che la società si sta già guardando intorno.

I nomi caldi del momento sono quelli di Ancelotti e Loew. L’italiano, a rischio esonero al PSG, sarebbe la prima scelta per la società madrilena, mentre l’ipotesi Loew è quasi impossibile da attuare, visto il forte legame con la Federazione Tedesca, soprattutto a due anni dal mondiale del 2014.

Le uniche certezze della dirigenza sono le caratteristiche che dovrà avere il nuovo tecnico: oltre ad esperienza e vittorie significative alle spalle, tra i criteri più importanti spunta il saper mantenere ottimi rapporti con la stampa.

E lo Special One? Già accostato al Manchester United come erede di Ferguson e al PSG, ci pensa lui ad allontanare qualunque voce: “Non si può parlare di successione a Ferguson, lui ogni anno è sempre più forte e resterà li altri 10 anni. Il PSG? Domani a vederlo contro il Porto ci sarà un mio assistente perchè riteniamo possa essere un avversario pericoloso negli ottavi di Champions League, questo è tutto quello che penso del club parigino”.

Redazione Social Football