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Lotta salvezza, situazione critica per Palermo, Siena e Pescara

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bergodi

 

di Marco Marini

Sta diventando sempre più difficile la situazione di Palermo, Pescara e Siena. Al termine della 27a giornata di campionato si ritrovano appaiate all’ultimo posto in classifica con la miseria di 21 punti. Il Genoa, attualmente quartultimo, è fermo a quota 26, ovvero a cinque lunghezze dall’ultima piazza. Il Chievo Verona, al momento in quintultima posizione, si trova a 29 punti, quindi ad otto dalla zona retrocessione. Un distacco affatto incolmabile ma molto, molto difficile da recuperare per queste tre formazioni. Sebbene manchino ancora undici giornate di campionato, il che significa che c’è tutto il tempo ancora per conquistare punti importanti, ciò che preoccupa maggiormente è la difficoltà di vincere con le dirette concorrenti. Punti che, a fine stagione, possono risultare fondamentali per la permanenza nel massimo campionato.

Il Palermo continua a non vincere. L’ultimo successo della formazione rosanero risale all’anno scorso, più precisamente al 24 Novembre quando si impose per 3-1 nel derby siciliano contro i rivali di sempre del Catania. Da quella 14a giornata sono arrivati solo sette punti, frutto di sei sconfitte e sette pareggi. Un ruolino di marcia deficitario per una squadra del calibro del Palermo, mai come quest’anno in difficoltà di risultati dal suo ritorno in serie A nel 2004. I quindici punti conquistati al Renzo Barbera ed i soli sei ottenuti   lontano dai propri sostenitori sono un chiaro segnale della stagione rosanero. Un annata iniziata male con la pesante sconfitta casalinga contro il Napoli per 3-0 che può finire ancora peggio, ovvero con la retrocessione in B. Se questi segnali non erano stati presi in considerazione prima, adesso è impossibile far finta di niente. Il match di Domenica prossima potrebbe rivelarsi fondamentale per la squadra di Gasperini per continuare a sperare nella salvezza. Al Renzo Barbera arriverà il Siena di Iachini.

I Toscani, usciti sconfitti dalla gara contro l’Atalanta che ha permesso ai Bergamaschi di ottenere tre punti fondamentali in ottica salvezza, si ritrovano anche loro in una situazione pessima. Il successo casalingo ottenuto contro la Lazio aveva fatto sperare i tifosi senesi in una ripresa, seppur difficoltosa. D’altra parte, tra le tre formazioni che si ritrovano all’ultimo posto, la squadra bianconera è quella che ha dato maggiore dimostrazione di saper reagire. Le due sconfitte subite contro Juventus ed Atalanta, però, hanno fatto ripiombare il Siena all’ultimo posto. Non sono da sottovalutare i sei punti di penalizzazione inflitti ad inizio stagione dalla disciplinare al Siena, penalità che pesa molto in classifica. Con queste sei lunghezze, infatti, il Siena si ritroverebbe a quota 27, ovvero un punto sopra il Genoa, quartultimo, e a soli cinque punti da Bologna, Torino e Parma che gravitano nella zona medio bassa. Domenica prossima, contro il Palermo, sarà una sorta di spareggio dove chi vince potrà sperare ancora mentre chi perde dovrà, con molte probabilità, salutare la massima serie. Un pareggio non servirebbe affatto a nessuna delle due bensì potrebbe rivelarsi utile al Pescara.

Gli Abruzzesi, dopo l’ennesimo passo falso casalingo che ha portato anche all’esonero di Cristiano Bergodi, sono all’ultima spiaggia. Domenica prossima saranno di scena a Bergamo contro l’Atalanta. Proprio contro la formazione che ha sconfitto il Siena, diretta concorrente per la salvezza, il Pescara è chiamato all’impresa. A cominciare dal prossimo turno ogni passo falso con le dirette concorrenti potrebbe risultare fatale. In queste ultime undici giornate rimanenti oltre all’Atalanta dovrà affrontare Chievo Verona, Siena e Genoa, partite da cui il Pescara ha l’obbligo di uscire con i tre punti. La situazione non è assolutamente delle migliori come dimostra il rendimento avuto fino ad ora dove sono stati racimolati solo tredici punti in casa e la miseria di otto in trasferta. Sarà compito dei giocatori e del nuovo allenatore dare il cambio di passo a questa squadra per sperare in una salvezza, obiettivamente difficile. Per farlo bisogna cambiare registro, a cominciare da ora.

Punto Lazio: Due lampi illuminano il terzo posto

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radu

 

Vittoria fondamentale dei biancocelesti in ottica Champions

 Di Michele De Angelis

 

Dopo più di un mese di digiuno i biancoazzurri tornano a vincere in campionato. I padroni di casa hanno spesso sofferto i match con le squadre più piccole ed è quindi stata importante la vittoria ottenuta contro i pescaresi.

La compagine biancoceleste è scesa in campo determinata e armata di grande pazienza, così dopo un po’ di giro palla sono bastate due staffilate dalla distanza. Due colpi che non hanno lasciato scampo agli ospiti. Nella violenza con la quale il pallone è stato scaraventato in porta c’è tutta la rabbia accumulata dai giocatori laziali in questo mese di grande difficoltà.

Il terzo posto è ancora una questione di pochi punti e ora i Petkoboys sono attesi dallo scontro diretto con quel Milan che ha un Balotelli in più.

Luci: La calma con la quale i padroni di casa hanno atteso il momento giusto per colpire è un segno assai positivo. Da apprezzare anche la crescita fisica che c’è stata nella seconda frazione di gioco, sintomo di buona salute. Splendono le gemme di Radu e Lulic. Difesa solida e ordinata. Lasciano ben sperare i minuti disputati da Onazi, maturato.

Ombre: Nel primo tempo si fatica a trovare il ritmo, il team romano sembra preferir far spendere subito ai propri avversari le poche energie. Floccari spaesato non entra mai in partita e fallisce delle buone occasioni.

Quello che verrà: Questa settimana niente Europa, perfetto per poter preparare la partita contro quel Milan che, inevitabilmente, avrà già un la testa un po’ a Barcellona. Sarà fondamentale non perdere ma, conoscendo il mister biancoceleste, la Lazio proverà anche a portare a casa il bottino pieno. Ederson è ormai rientrato in gruppo, difficile invece che Mauri possa scendere in campo. Aspettando Miro…

Punto Lazio: In Europa è tutta un’altra storia

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Tedeschi abbattuti, adesso tocca ai… tedeschi!

Di Michele De Angelis

Forse a Siena era scesa in campo un’altra squadra, forse quando si disputano match europei gli uomini di Petkovic vestono i panni dei supereroi. Sta di fatto che il team romano ha fatto un sol boccone della compagine tedesca.

Una squadra pragmatica e quadrata, un gruppo concentrato e sempre pronto a sacrificarsi.

Sembra come se molto dipenda dalla condizione degli uomini di gamba, come Gonzalez, Lulic e Candreva.

Luci: Bilancio opposto a quello di Siena, movimenti senza palla continui e decisivi. La squadra aggredisce alta i portatori di palla non permettendo agli avversari di ragionare sin dall’impostazione. Candreva torna a volare. Gonzalez ci mette l’anima. Prova imponente di Radu. Bene Cana.

Ombre: Poco da dire, un po’ di sofferenza nel fnale quando vengono gettate nella mischia quattro punte veloci e fastidiose. Volendo si poteva andare a segno ancora. Floccari non riesce a pungere.

Quello che verrà: Adesso che il morale è stato risollevato occorre dare continuità ai risultati e alle prestazioni. Il Pescara ha già fatto capire che verrà all’Olimpico per strappare il punto. Non sarà un match facile ma i padroni di casa debbono vincere per dare un segnale positivo e presentarsi bene al big match che ci sarà la settimana successiva con il Milan.

Punto Palermo: pari che non colpisce ma ferisce

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Di Mario Cicerone

Un’apnea sportiva e agonistica traluce sul filo su cui il Palermo, residente all’ultimo piano della classifica della nostra Serie A, è appeso. Il pari contro il Pescara è il chiaroscuro di una partita patta che non colpisce ma che ferisce. Serviva di più, senza dubbio. Servivano i tre punti.

La partita – Una trama di pioggia e grandine fitta colora il terreno di gioco di scie e nembi grigiastri che aleggiano all’orizzonte sulle due squadre. Malesani – esordio sulla panchina rosanero per lui – affida la propulsione offensiva della sua squadra al duo Dybala – Fabbrini. Bergodi risponde con il trio Celik – Caraglio – Caprari e affida la regia di un gioco propositivo sin dall’inizio a un D’Agostino dal piede caldo e ispirato. Il Palermo arretra e riparte: le due occasioni rosanero più ghiotte sulla testa di Munoz al 33’ e sui piedi di un acerbo Dybala, innescato al 44’ da un Fabbrini pungente e affilato. Il secondo tempo è più vivo. Malesani sostituisce Dybala con un Boselli subito in partita. Al 14’ l’attaccante argentino tenta di ravvivare la manovra rosanero, calcia, palla deviata che rimpalla sui piedi di Dossena: il numero 8 non colpisce al volo. Ascende l’inerzia del Pescara: al 16’ Caprari ha il privilegio di firmare la partita, invano. Sarà sostituito poco dopo con Bjarnason. Cambio azzeccato: al 28’ cross di D’Agostino e testa vincente proprio del nuovo entrato Bjarnason. È 1 – 0 Pescara. Il Barbera insorge e preme: il Palermo non può, non deve, perdere.  Indomita l’inerzia finale: al 35’ Fabbrini è liberato da Munoz di testa. L’attaccante – sugli scudi per tutto il corso della partita – non sbaglia. I rosanero assurgono in una climax emotiva vertiginosa, invano. Per il rammarico del rado pubblico presente, il risultato finale è 1 – 1 .

Luci – Rade e smorte come in un tripudio di fiamme tremolanti. Poi, se non si vince, è più facile che le luci lascino spazio alle ombre.

Ombre – Una selva oscura impregna adesso ogni minimo movimento. Il baratro è molto più di una eco lenta e inesorabile. Il coraggio scevro della giusta alchimia di fortuna e freddezza sotto porta può a volte anche esser inibitorio per il raggiungimento finale dei tre punti. La paura di soccombere è forte.

Quel che verrà – Chievo – Palermo è quel che alle porte rosanero si presenta con la stessa gravità di un santo sepolcro. Inutile dire quale sia l’imperativo categorico e morale: vincere.
La partita – Una trama di pioggia e grandine fitta colora il terreno di gioco di scie e nembi grigiastri che aleggiano all’orizzonte sulle due squadre. Malesani – esordio sulla panchina rosanero per lui – affida la propulsione offensiva della sua squadra al duo Dybala – Fabbrini. Bergodi risponde con il trio Celik – Caraglio – Caprari e affida la regia di un gioco propositivo sin dall’inizio a un D’Agostino dal piede caldo e ispirato. Il Palermo arretra e riparte: le due occasioni rosanero più ghiotte sulla testa di Munoz al 33’ e sui piedi di un acerbo Dybala, innescato al 44’ da un Fabbrini pungente e affilato. Il secondo tempo è più vivo. Malesani sostituisce Dybala con un Boselli subito in partita. Al 14’ l’attaccante argentino tenta di ravvivare la manovra rosanero, calcia, palla deviata che rimpalla sui piedi di Dossena: il numero 8 non colpisce al volo. Ascende l’inerzia del Pescara: al 16’ Caprari ha il privilegio di firmare la partita, invano. Sarà sostituito poco dopo con Bjarnason. Cambio azzeccato: al 28’ cross di D’Agostino e testa vincente proprio del nuovo entrato Bjarnason. È 1 – 0 Pescara. Il Barbera insorge e preme: il Palermo non può, non deve, perdere. Indomita l’inerzia finale: al 35’ Fabbrini è liberato da Munoz di testa. L’attaccante – sugli scudi per tutto il corso della partita – non sbaglia. I rosanero assurgono in una climax emotiva vertiginosa, invano. Per il rammarico del rado pubblico presente, il risultato finale è 1 – 1 .
Luci – Rade e smorte come in un tripudio di fiamme tremolanti. Poi, se non si vince, è più facile che le luci lascino spazio alle ombre.
Ombre – Una selva oscura impregna adesso ogni minimo movimento. Il baratro è molto più di una eco lenta e inesorabile. Il coraggio scevro della giusta alchimia di fortuna e freddezza sotto porta può a volte anche esser inibitorio per il raggiungimento finale dei tre punti. La paura di soccombere è forte.
Quel che verrà – Chievo – Palermo è quel che alle porte rosanero si presenta con la stessa gravità di un santo sepolcro. Inutile dire quale sia l’imperativo categorico e morale: vincere.

Punto Inter: ti piace vincere facile?

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Palacio esulta dopo il gol giunto grazie a un bel velo di Cassano

Palacio esulta dopo il gol giunto grazie a un bel velo di Cassano

di Michele D’Alessio

Quando nella stessa partita fanno bella figura elementi del calibro di Jonathan, Silvestre, Pereira e Benassi (ultimo arrivato, giovane promessa della “primavera), più gli ingressi di Rocchi e Mudingayi, non ci sarebbe praticamente altro da aggiungere.

Inter-Pescara, prima partita del girone di ritorno, sembra più una di quelle partite di fine campionato, con Samìr Handanovic per una volta spettatore non pagante. Il Pescara arriva a San Siro evidentemente appagata dal colpaccio di Firenze della scorsa domenica, così l’Inter chiude il primo tempo in vantaggio con Palacio, che torna al gol dopo una vita. Non ha inciso nemmeno l’emergenza a centrocampo e in difesa, con tutti i titolari fuori e Cambiasso adattato con Silvestre e Chivu. Nella seconda frazione, la squadra di Bergodi inizia con un un buon furore, che però dura poco: il solito Guarìn trascina la squadra al raddoppio.

Stramaccioni può così andare a dormire tranquillo, forte di una vittoria che mancava da un mese. In più potrà bearsi della prestazione di Benassi: lo aveva allenato negli allievi alla Roma, lo ha voluto con lui all’Inter e ora lo ha lanciato, con profitto almeno per il momento, nel grande calcio.

Luci: una vittoria che fa bene al morale, dopo la scoppola di Udine. Tutti i singoli abbondantemente sopra la sufficienza.

Ombre: Cassano è uscito nervoso. Unica nota stonata della serata, quando Fantantonio ha dato il cambio a Rocchi e si è diretto furibondo negli spogliatoi, senza passare dalla panchina.

Quello che verrà: settimana importante. Martedì l’incrocio col Bologna, in palio c’è un posto in semifinale di Coppa Italia. Domenica sera primo scontro diretto del girone di ritorno a Roma contro la squadra di Zeman, chi vince mette un segno importante nella corsa ad un posto in Champions.

Punto Milan: Poker e la zona Champions si avvicina

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di Francesco Maiocchi
La partita: i tifosi non si sono ancora tutti seduti,che subito il Milan si porta in vantaggio con Nocerino al secondo goal in 2 partite. I rossoneri quest’anno segnano poco nel primo tempo e il Pescara quando riparte sembra essere pericoloso costringendo Amelia a 2 buone parate. Il festival del goal, anzi dell’autogoal inizia nel secondo tempo con Abbruscato che insacca nella porta sbagliata un cross di Robinho; il Pescara reagisce immediatamente accorciando su calcio piazzato con Terlizzi e centrando il palo dopo pochi minuti. La malasorte circonda il povero Perin che subisce un altro autogoal, questa volta il colpo di testa è di Jonathas che insacca direttamente dal calcio d’angolo del faraone rossonero. Chiude il solito El Shaarawy che in attesa di Cavani domina la classifica cannonieri.
Luci: la squadra di Allegri è in uno splendido momento di forma, vincendo le ultime partite in campionato è riuscita ad avvicinarsi al gruppo di testa in lotta per un posto nell’Europa che conta. Finalmente la squadra sembra avere un gioco e sono tornati a segnare i protagonisti della scorsa stagione; sembra proprio che il Milan riesca a chiudere il 2012 con un sorriso e senza troppa nostalgia per i grandi addii dell’estate.
Ombre: alcuni dicono che la miglior difesa è l’attacco e infatti i rossoneri nelle ultime uscite segnano più di quello che subiscono,ma non si può non notare che il Milan incassa oggi un altro goal da palla inattiva; durante la partita si difende bene,ma è troppo spesso distratto sui calci da fermo.
Robinho ormai è dato per partente causa saudage, anche se l’offerta del Santos di 6 milioni di euro è ancora troppo bassa; visto il poco feeling con il goal dimostrato dal brasiliano non è ben chiaro se l’affare lo faccia il Santos a comprarlo o il Milan a venderlo.
Quello che verrà: la vetta della classifica si avvicina sempre di più, sabato prossimo i rossoneri affronteranno una Roma ferita ed in polemica per la beffa di Verona; Allegri e i suoi vogliono i 3 punti per scavalcare proprio la Roma affacciandosi finalmente all’Europa. Statistiche alla mano non sarà una partita noiosa visti i tanti goal segnati, ma anche subiti da entrambe le squadre:l’over e lo spettacolo sono praticamente assicurati.

Punto Napoli: manita al Pescara, ma occhio ai cali di concentrazione

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di Carmine Guarino

Contro il Pescara, il Napoli parte forte e dopo soli 15 minuti è in vantaggio di due gol, grazie alle reti di Inler ed Hamsik. Incredibilmente però, la squadra di Mazzarri sparisce dal campo e lascia l’iniziativa agli avversari che riescono immediatamente ad accorciare le distanze e a tenere in bilico il match. Il tecnico livornese negli spogliatoi striglia i suoi e si vede. I partenopei tornano in campo più convinti e disputano un gran secondo tempo, sommergendo gli abruzzesi con la doppietta di un sempre più decisivo Cavani e con il secondo gol di Inler che fissa il finale sul 5-1. Per il Napoli secondo successo di fila e risposta immediata alla vittoria della Juventus.

Luci: su Cavani ed Hamsik ormai c’è poco da aggiungere. Il primo sfrutta al meglio qualsiasi occasione buona e da una grande mano alla squadra anche in fase di non possesso. Il centrocampista slovacco conferma di essere devastante negli inserimenti. Finalmente, anche Inler sta tornando ad essere quello di Udine.

Ombre: Mazzarri era giustamente imbestialito per come la squadra ha chiuso il primo tempo. Sopra di due gol il Napoli si è rilassato eccessivamente ed è stato immediatamente punito dal gol del 2-1 pescarese. Contro una grande squadra tali blackout si rischia di pagarli a caro prezzo.

Quello che verrà: giovedì a Napoli arriva il Psv per l’ultima partita del girone di Europa League. A qualificazione ormai acquisita ci sarà tanto spazio per le seconde linee con l’unico obiettivo di evitare le figuracce europee di inizio stagione. Molto più importante, invece, la prossima sfida di campionato. Domenica sera, infatti, sarà la volta di Inter Napoli in una sfida da non sbagliare assolutamente per mantenere il secondo posto e il passo della Juventus.