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Punto Roma: squadra ancora sprecona, notte fonda al Massimino

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di Alberto Rossi

Ci risiamo. Ancora una volta la Roma perde una partita pagando le troppe occasioni non sfruttate sotto porta. Ed ancora una volta la squadra non riesce più a reagire al primo intoppo. Un match, quello di Catania, visto ormai troppe volte per la Roma di questi ultimi tempi. Non è ammissibile, per una squadra che vuole puntare ad arrivare tra i primi quattro – cinque posti, disputare un primo tempo come quello visto domenica e non capitalizzare nemmeno una delle tante azioni offensive prodotte. Proprio come nella sfida di Napoli, Destro e Bradley si sono resi protagonisti di gol clamorosamente mangiati davanti alla porta, in alcuni casi semi vuota. Si poteva tranquillamente chiudere la prima frazione di gara di due o tre gol di vantaggio ed invece match ancora in equilibrio e, nella ripresa, i giallorossi non scendono più in campo consegnando tre punti ai siciliani. Preoccupante il crollo mentale che si è  visto nel secondo tempo, in particolare dopo il gol degli avversari. La Roma sembrava una classica squadra sotto di tre gol e in inferiorità numerica che non vedesse l’ora di terminare una partita già decisa. Le tante assenze (Totti, Osvaldo e Pjanic su tutti) non possono essere considerate un alibi per la differenza che si è vista tra il primo ed il secondo tempo. Evidentemente ci sono tanti elementi in squadra che, in mancanza di giocatori di rilievo, non hanno la sufficiente personalità per prendere in mano la gara ma l’insufficienza è sembrata anche tecnica: alcuni singoli non si sono dimostrati all’altezza della causa.

Luci: ce ne sono veramente poche, si salva solo ciò che è stato prodotto (e non sfruttato) nel primo tempo e la buona prestazione di Marquinho, inspiegabilmente sostituito nel secondo tempo

Ombre: la prestazione della squadra nel secondo tempo è tra le peggiori della stagione con una mancanza di personalità evidente. Imperdonabili i tanti e ripetuti errori sotto porta, alcuni davvero banali. Anche Zeman, con le sue scelte, ci ha messo del suo. Il tecnico torna a preferire Tachtsidis a De Rossi con scarsi risultati ed inevitabili polemiche che seguiranno in settimana. La sostituzione di Marquinho, fino a quel momento apparso tra i migliori, lascia perplessi. Le responsabilità maggiori, in ogni caso, non possono che ricadere su Destro che ha sprecato tutto quello che ha potuto.

Quello che verrà: probabilmente gli obiettivi stagionali dovranno cambiare con le pretendenti al terzo posto che scappano definitivamente. Rimane a portata di mano la Fiorentina, avanti ancora di tre punti, ma la Roma deve fare soprattutto attenzione al Milan, ormai ad un solo punto di ritardo, per difendere almeno il sesto posto, ultimo valido per accedere in Europa. Prima della delicatissima sfida con l’Inter, la squadra di Zeman deve pensare all’impegno di mercoledì a Firenze e, in questo momento, non può permettersi di perdersi per strada anche la Coppa Italia per non peggiorare ulteriormente la stagione. Senza Osvaldo e Lamela squalificati sarà durissima, specialmente se non dovesse ancora recuperare Totti.

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Punto Roma: rientro amaro e grande occasione persa

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di Alberto Rossi

Brutto risveglio in casa Roma dopo le vacanze natalizie. Nella giornata dell’Epifania i giallorossi raccolgono solo carbone dopo la pesante sconfitta di Napoli. Una battuta d’arresto che fa male perché arriva in un momento in cui la squadra sembrava aver trovato la definitiva consacrazione con le ultime prestazioni e perché i risultati della domenica avevano spianato la strada alla Roma per scalare diverse posizioni. Invece la squadra di Zeman rimane bloccata al sesto posto vedendo riavvicinarsi pericolosamente il Milan dalle retrovie. Uno dei maggiori timori nell’ambiente romanista era che la tourneè in Florida dei giorni scorsi potesse pesare a livello fisico e mentale sui giocatori. Va detto, però, che la squadra ha espresso anche una accettabile condizione atletica sia nel primo che nel secondo tempo. Quello che hanno pagato i giallorossi sono state le disattenzioni difensive che hanno portato ai primi due gol evitabili del Napoli in apertura dei due tempi. Un problema, quindi, che è sembrato più di approccio alla gara piuttosto che fisico perché dopo soli tre minuti di gioco la difesa non può essere schierata in quel modo, in occasione della rete di Cavani. Non sono state fatte cose migliori in avanti a causa delle troppe occasioni sprecate sotto porta, a differenza di quanto era avvenuto nell’ultima sfida contro il Milan.

Luci: per gran parte del primo tempo la Roma ha provato ad esprimere qualcosa di interessante, e nella ripresa ha provato comunque a fare la partita. Grande impatto di Osvaldo sulla partita, peccato che non si è allenato durante il viaggio in Florida e non ha potuto esprimersi per 90’.

Ombre: la difesa è entrata subito in tilt subendo un gol evitabile nei primi minuti. Reparto colpevole anche sul secondo gol ed errore del portiere sul terzo. Squadra lunga, troppa distanza tra le due linee di difesa e centrocampo. Male De Rossi in mezzo e troppe occasioni sprecate davanti alla porta soprattutto con Destro, ma anche con Bradley.

Quello che verrà: la corsa all’Europa, adesso, è diventata più complicata con la Lazio ed il Napoli che rischiano di scappare via. Le sconfitte di Inter e Fiorentina, comunque, mantengono la Roma ad una distanza ancora colmabile dalle altre squadre. Quello che serve adesso è il ritorno alla vittoria ed il calendario in questo momento non sorride. Domenica c’è la difficile trasferta di Catania, da sempre un tabù per i giallorossi, e la squadra di Zeman non può permettersi altri passi falsi, con il Milan pronto in agguato. La squalifica di Pjanic peserà ma la cosa più importante sarà riprendere quella concentrazione in difesa ed anche sotto porta.

Punto Roma: travolto il Milan, altra grande notte all’Olimpico

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di Alberto Rossi

Troppa Roma per questo Milan. Nel match di sabato si è visto l’enorme divario tecnico che intercorre tra le due squadre e gli uomini di Zeman riscattano così la brutta pagina di Verona. Fino al 4-0 la Roma ha giocato una partita perfetta concedendo pochissimo al Milan, solamente un’occasione di El Sharaawi nel primo tempo con un’uscita strepitosa di Goicoichea. I giallorossi sono stati impeccabili anche sotto porta, finalmente cinici come si deve dopo aver trasformato quasi tutte le azioni offensive in reti; sotto questo aspetto si è fatto addirittura meglio rispetto alla gara contro la Fiorentina. Quello della concretezza sotto porta è sempre stato uno dei maggiori problemi della squadra in questa stagione ma contro i rossoneri il trend è cambiato. Dopo il quarto gol la Roma non ha più spinto l’acceleratore e sono arrivate diverse grandi parate di Goicoichea, tra i protagonisti del match, e le due reti subite nel finale. Nel complesso, comunque, la bella vittoria di sabato permette di passare un Natale sereno ai tifosi e lancia un segnale rassicurante: la grigia prestazione di Verona (peraltro condizionata da errori arbitrali) sembra essere stato solamente un incidente di percorso. Sei vittorie nelle ultime otto partite, in fondo, non è un bottino da sottovalutare.

Luci: bene tutti gli undici che sono scesi in campo, in particolare Lamela che, con la doppietta, ha dimostrato di aver superato pienamente l’infortunio. Finalmente bene anche De Rossi, autore di una partita degna del suo livello. Tra i pali Goicoichea ha parato quasi tutto.

Ombre: dopo il 4-0 troppa disattenzione, la squadra sembrava aver mollato la presa troppo presto. L’impatto di Destro nel secondo tempo non è stato dei migliori. L’espulsione di Marquinhos, in vista di Napoli, non ci voleva.

Quello che verrà: per la Roma, dopo le vacanze, ci sarà la tourneè americana ad attenderla. Da valutare gli effetti che questo ritiro potrà avere sulla condizione atletica della squadra in vista delle prime partite dell’anno. La squalifica di Marquinhos in vista della trasferta di Napoli del 6 gennaio lascia particolarmente preoccupati i tifosi, anche se il Burdisso visto contro il Milan fa ben sperare. Chissà se ci saranno interventi della società sul mercato, magari nel reparto difensivo si potrebbe migliorare qualcosa soprattutto dal punto di vista numerico. In ogni caso, in casa Roma c’è ancora qualche giorno per godersi la bella vittoria contro il Milan sotto l’albero.

Punto Roma: Pellissier e Bergonzi fermano la striscia positiva

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di Alberto Rossi

Dopo 5 vittorie consecutive tra Campionato e Coppa Italia torna la sconfitta in casa Roma. La squadra che tutti i tifosi avevano davanti ai loro occhi, fino alla sfida di coppa con l’Atalanta, non si è vista né sul piano del gioco né in senso letterale sotto la fittissima nebbia che ha avvolto il Bentegodi. È una sconfitta che brucia per il modo in cui è arrivata dove le cause sono state molteplici. Infatti, tra tifosi ed opinionisti, diverse sono le chiave di lettura che emergono per comprendere lo stop di Verona. C’è chi se la prende con l’arbitro, chi con le scelte dell’allenatore e chi con la prestazione della squadra. Probabilmente un po’ tutte queste cose prese in uguali dosi. C’è da dire, infatti, che la conduzione dell’arbitro Bergonzi ha lasciato molto a desiderare sia nelle decisioni dei diversi falli a centrocampo, sia in alcuni episodi come il giallo al diffidato Castan (niente Milan per lui) e più di un contatto dubbio in area di rigore. Per non parlare del gol di Pellissier, in forte sospetto fuorigioco non segnalato dal guardalinee. Pesano anche, però, le prestazioni dei giocatori che non sono riusciti a scardinare il muro del Chievo e, nonostante il presunto fuorigioco, hanno peccato di eccessiva disattenzione nell’azione del gol dove un rovesciamento di fronte, causato da un lancio dalla difesa dei gialloblù, è bastato per mandare in tilt la difesa della Roma. La formazione iniziale schierata da Zeman lascia diversi dubbi ma in una situazione di abbondanza, forse, sarebbero state inevitabili le polemiche in qualunque caso. Molti più dubbi li lasciano i cambi in corsa del tecnico, con la sostituzione sia di Totti che di Pjanic a distanza di pochi minuti, e la solita “grana” De Rossi subentrato dalla panchina. Il momento di forma del centrocampista della nazionale non è dei migliori, come dimostra quando viene impiegato, ma riesce difficile immaginarlo preferito a Bradley o Tachtsidis per scelta tecnica.

Luci: difficile trovarle in uno stadio in cui sarebbero servite per vedere fisicamente la partita. Da sottolineare, però, che dal punto di vista difensivo la squadra, per la terza volta di fila in trasferta, ha sofferto pochissimo. Senza il gol viziato dal presunto fuorigioco forse staremo tutti parlando di questo.

Ombre: poche occasioni da gol ma quelle poche vanno sfruttate. Pesano, infatti, gli errori sotto porta di Osvaldo che per due volte non attacca la profondità su due assist invitanti di Balzaretti prima e Bradley poi. Inoltre spreca davanti al portiere allungandosi malamente il pallone nel secondo tempo. Pochissima qualità a centrocampo dove il pallone gira a fatica con idee giuste. La notizia più preoccupante è sicuramente la squalifica di Castan e l’infortunio di Marquinhos in vista del Milan.

Quello che verrà: come detto, sarà una settimana durissima per la Roma che dovrà fare a meno dei due centrali difensivi titolari nella sfida di sabato prossimo. La coppia titolare, a meno di sorprese, sarà formata da Burdisso e ed il giovanissimo Romagnoli. Non poteva esserci avversario peggiore per la squadra di Zeman, visto che arriva il Milan staccato ora solo di due lunghezze. Fondamentale sarà non perdere per evitare di complicare le cose nella corsa ad un posto in Europa.

Punto Roma: squadra che vince non si cambia

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Di Alberto Rossi

Vincere quattro partite di fila è una sensazione che in casa Roma non si provava da qualche anno. Sembrano ormai lontani i tempi delle critiche post-derby. I giallorossi danno la sensazione di aver trovato la quadratura del cerchio al loro gioco con un’escalation di prestazioni positive. Il 4-2 alla Fiorentina di Montella è arrivato grazie ad una bellissima partita da parte di tutta la squadra, probabilmente la migliore della stagione. Per 90 minuti, infatti, si è visto grande corsa, sovrapposizioni, verticalizzazioni e azioni offensive assolutamente godibili: insomma, tutto il repertorio standard di Zeman. E proprio il dibattito che ruota attorno alla discussione se Zeman sia cambiato o meno, probabilmente, inizia a dare risposte definitive. Se il boemo, nella partita di Pescara, aveva clamorosamente sconfessato il suo credo tattico nei minuti finali e, a Siena, si era vista una Roma a due facce, la gara di sabato sera non lascia più molti dubbi. Il tecnico giallorosso continua, come ha sempre fatto, a puntare sul suo 4-3-3 fatto di pregi e difetti (come nei due gol subiti). Che sia la volta buona, per la Roma, del tardivo ma definitivo cambio di passo? In ogni caso è opportuno restare con i piedi ben saldi a terra poiché questa classifica, come si ripete da inizio stagione, è talmente corta e imprevedibile da poter scivolare giù, di nuovo, in poco tempo.

Luci: la solita prova fenomenale di Francesco Totti, vera e propria luce in ogni parte del campo, diventa anche ripetitivo sottolinearla. Tra i migliori c’è sicuramente Pjanic, un giocatore ormai completamente ritrovato. La squadra è riuscita a mantenere ritmi altissimi per tutta la gara, cosa che non sempre le era riuscita in precedenza.

Ombre: i due gol subiti erano evitabili. Perplessità sul movimento della difesa in occasione del primo, e sulle marcature in occasione del secondo.

Quello che verrà: adesso la Roma deve assolutamente portare avanti questi risultati positivi sulla scia dell’entusiasmo per provare a recuperare ulteriori punti in classifica e tenere a distanza un ritrovato Milan. Manca poco, ormai, al rientro di Lamela ed ora Zeman avrà l’imbarazzo della scelta in attacco. Da valutare come verrà gestita la “solita” questione De Rossi. Questa Roma ha dimostrato di poter competere anche ad alti livelli, ora sta alla squadra ed al tecnico procedere su questa via e non sprecare tutto. A partire dalla Coppa Italia.

Punto Roma: a volte ritornano

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di Alberto Rossi

Non eravamo più abituati a vedere una vittoria della Roma così intensa, così cercata e voluta dopo una rimonta fino all’ultimo respiro. I tre punti di Siena sono una dimostrazione di grande carattere messo in campo dalla squadra nel secondo tempo, dopo essere andati sotto al termine dei primi 45’ molto negativi. E’ vero che gli avversari non si sono rivelati un ostacolo così insormontabile ma quello che colpisce in queste ultime tre partite, oltre alle tre vittorie di fila e un solo gol al passivo, è la pochissima sofferenza che ha patito il reparto difensivo nell’arco dei 90 minuti. Infatti il Siena, così come le precedenti avversarie, non ha creato alcuna occasione da gol pericolosa trovando il momentaneo vantaggio solamente da una palla inattiva. Le idee e l’atteggiamento tattico di Zeman, a differenza di quanto visto a Pescara, non hanno subito un cambiamento rispetto al solito, ma non si può negare che ora i giallorossi siano più quadrati e solidi durante la gara. L’immagine più bella è l’esultanza di Simone Perrotta, esemplare professionista e grande giocatore che non ha mai creato problemi facendosi trovare sempre pronto quando chiamato in causa. Segni particolari di chi ama questa maglia, veramente.

Luci: vedere una fase difensiva quasi perfetta sembrava insperato fino a qualche settimana fa, bisogna sicuramente continuare su questa scia. Bene Destro che ormai si è caricato, a suon di gol e ottime prestazioni,  l’intero attacco sulle sue spalle. Probabilmente, però, nulla di tutto ciò sarebbe possibile se non ci fosse un faro a giocare tutti i palloni della Roma in ogni parte del campo. E quel faro si chiama sempre Francesco Totti.

Ombre: ha lasciato molte perplessità il primo tempo decisamente sotto tono, non si possono sempre regalare grosse fette di gara agli avversari. La qualità a centrocampo ha lasciato un po’ a desiderare per via dei troppi palloni sbagliati in fase di impostazione. A proposito di ciò lascia diversi dubbi la scelta di sacrificare Pjanic nel ruolo di esterno alto a destra nella formazione iniziale.

Quello che verrà: i 9 punti nelle ultime tre partite non devono, come troppo spesso accade, provocare un entusiasmo fuori dalle righe. Adesso, però, è arrivato il momento di lanciare un messaggio forte e deciso alle concorrenti e dimostrare che gli ultimi risultati non sono stati casuali. Per questo bisogna battere la Fiorentina dei tanti ex perché questa Roma, come abbiamo visto, può farcela se riesce finalmente a mantenere alta la concentrazione per tutto il match. Ora si deve battere un colpo forte.

Punto Roma: uno Zeman inedito ma si vince ancora

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di Alberto Rossi

Quello che sembrava impensabile fino a poche settimane fa si è verificato nelle ultime due partite. La Roma ha vinto due gare consecutive senza prendere nemmeno un gol. Ma quello che stupisce di più è il modo in cui la squadra di Zeman ha ottenuto i tre punti di Pescara. Alzi la mano chi avrebbe mai osato immaginare il boemo stravolgere il suo dogma tattico al fine di mantenere il vantaggio di 1-0. Perché la vera notizia della partita di domenica scorsa è proprio l’atteggiamento tattico tenuto dal tecnico negli ultimi minuti quando, una volta tolti dal campo i due attaccanti Destro e Osvaldo, Zeman ha inserito Perrotta prima e Tachtsidis poi. Risultato: 4-5-1 e tutti a contenere il definitivo 1-0. Roba mai vista a Zemanlandia, e chissà che il derby perso, una ferita ancora aperta nei tifosi, non abbia convinto l’allenatore giallorosso a dare priorità ai punti in queste ultime giornate oppure si tratti solamente di una partita occasionale, frutto del caso?

Luci: la nota più lieta non può che essere la porta inviolata per la seconda volta di fila, grazie soprattutto alle ottime prove dei due centrali Marquinhos e Castan. Bene anche Destro che, si spera, si sia sbloccato definitivamente in zona gol.

Ombre: va detto che il Pescara si è rivelato un avversario in grandissima difficoltà e la Roma ha sprecato troppe occasioni da gol nell’arco dei 90 minuti. Poco cinismo sotto porta, come avvenuto domenica, si paga caramente contro altri avversari. Il tridente di centravanti non sembra ancora collaudato alla perfezione.

Quello che verrà: la trasferta di Siena diventa molto importante per due motivi. Innanzitutto si dovrà capire se Zeman abbia davvero cambiato alcune sue idee di gioco a favore di maggiore concretezza o se l’integralismo boemo abbia affrontato solamente un’eccezionale domenica di pausa. Il secondo motivo riguarda la classifica: visti gli impegni abbordabili di tutte le rivali dei giallorossi per un posto in Europa, sarà fondamentale non perdere punti. All’Artemio Franchi l’ardua sentenza.