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On air “L’Europa che conta”

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Nuova puntata de “L’Europa che conta” sulla web radio.

Analisi della gara di Europa League della Lazio e della Juventus in Champions League.

Classico approfondimento sui principali temi del week-end di calcio italiano: spiccano il derby Roma- Lazio, Fiorentina- Milan.

Calcio estero: spicca il big match tra Manchester United – M. City.

Consueto appuntamento dei pronostici per le scommesse.

In studio: Michele De Angelis e Giampaolo Caldarini

Per ascoltare la puntata: http://213.175.198.64/~tv3/socialfootball.it/web-radio_socialfootball5.htm

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Punto Lazio: Sulla scia della remuntada per volare in Europa

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Quattro giorni ad alta tensione per capire se sarà inferno o paradiso

Di Michele De Angelis

Finalmente i biancocelesti tornano a sorridere anche in Italia, i pochi minuti in cui è stato capovolto il match con il Catania hanno un valore che va ben oltre quello della singola vittoria.

Due gol che spazzano via le ombre di una ripresa blanda e timorosa, dopo la sosta, e che lanciano i biancoazzurri verso il match europeo che potrebbe far intravedere una prestigiosa semifinale.

Il derby è tanto vicino quanto lontano, nell’aria domenica si respirava già quel profumo di stracittadina che solo a Roma è così intenso, ma quest’anno il team capitolino dai colori del cielo ha un obiettivo più grande e prestigioso.

Tutto ciò non significa che si debba rinunciare a qualcosa…

Luci: Una squadra corta e compatta che riesce a non farsi sorprendere mai dalla velocità degli esterni siciliani, una gestione della gara che riporta ai bei tempi del girone di andata. Dopo il rocambolesco gol degli ospiti i Petkoboys non si disuniscono e mostrano grande determinazione e anche una certa freschezza atletica. Onazi ipoteca un posto fisso tra i titolari. Candreva lascia intravedere i fasti di qualche tempo fa. Ederson incanta e riporta la luce dentro l’Olimpico.

Ombre: Nel primo tempo i biancocelesti si lasciano imporre un ritmo di gara troppo blando andando a sbattere contro le barricate dei rossoblu. In alcuni tratti del match sono mancate completamente sovrapposizioni e movimenti senza palla. Hernanes si perde tra un doppio passo e una finta. Saha non sfrutta un’occasione più unica che rara e desta grande perplessità.

Quello che verrà: Poche ore e si scenderà di nuovo in campo per un appuntamento impegnativo ma alla portata del team capitolino. Il mister biancoazzurro sta recuperando i pezzi e non sembra aver intenzione di lasciar cadere per strada neanche le briciole. Intanto il derby si avvicina…

Punto Palermo: una vittoria al sapor di speranza

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Punto Palermo: una vittoria al sapor di speranza

Di Mario Cicerone

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Eccolo il volto della vittoria come un miraggio vagheggiato e sproloquiato, come una tinta di tinta surrealista e maledetta, leggermente deformato quanto miracolosamente profondo quasi come la psiche della penna conterranea del maestro Luigi Pirandello! È vittoria, la vittoria! Palermo – Roma termina con un roboante 2 – 0 che stria di suggerimenti nuovi e accattivanti le speranze più recondite di chi ancora non crede, non vuole credere, al lento sfacelo della propria bandiera. Ma analizziamo la gara.

La partita – Il Palermo comincia forte. Irto e spinoso, Miccoli punge subito, invano. Al 7’ è traversa rosanero. La Roma appare languida e smorta. Il Palermo ne approfitta e colpisce. L’ambo è quello invocato e trasognato, quello che ha lo stesso prezzo delle speranze. Miccoli per Ilicic, sinistro vincente: 1 – 0 Palermo. È un tripudio al Barbera. Ma non è tutto. Poco dopo, stessa coppia e parti invertite. Ilicic per Miccoli e nuovo boato di echi. La Roma prova a respinger l’onda d’urto e si fa viva e vivida, ma prima Marquinho e poi Totti falliscono ogni incauto tentativo di rivalsa. Nella ripresa, Andreazzoli cambia tutto: fuori Perrotta e Tachtsidis, dentro Pjanic e Osvaldo. La spinta propulsiva capitolina arde di nuovi spunti, ma non riesce a punger, anzi. Il Palermo spreca e riparte in contropiede, invano. Mister Sannino cambia Miccoli per Dybala e Dossena per Garcia. Alla fine, Florenzi colpisce l’esterno della rete e Sorrentino nega la gioia del gol a Osvaldo.  Quando l’arbitro decreta il fischio finale, un Barbera spoglio e arido rinverdisce di stupore e ardore nuovi. Echi lontani si condensano come l’eco di un imperativo: vincere ancora. E crederci. Ora ancora più di prima.

Luci – Un’onda di luce pervade la spuma frizzantina dei cuori rosanero. L’ardore mostrato è una funzione – si spera – ancora non completamente satura. Certo, il gioco lascia ancora i più a desiderare. Ma tanto basta. Il cuore mostrato è ancor vivo, e batte. Come quello di una città intera.

Ombre – Tecnicamente, il gioco appare nelle sue striature più omogenee ancora confuso e a sprazzi. È vero, i tatticismi difensivi hanno retto. Ma hanno sempre le stesse sembianze di un vaso tremante. Certo però, se poi all’interno del vaso di sussulti sboccia un fiore …

Quel che verrà – Sampdoria – Palermo. Per usare una metafora linguistica, la vittoria ha avuto per tre mesi lunghi quanto un’eternità intera un significato ma non un riferimento. In breve, poteva arrivare ma non è mai arrivata. Adesso l’Odissea ha firmato la sua fine. La domanda è retorica: quanto si dovrà aspettare per gioire di nuovo? La condizione di adattamento è una sola: vincere. Vincere ancora. Contro la Samp, è un altro capolinea. Serviranno cuore e gambe. Più che mai, serviranno i tre punti.

Aurelio, il gestore che ha ricostruito la Roma

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Di Luigi Pellicone

Fossimo ancora ai tempi dell’Impero, il lavoro di Aurelio Andreazzoli meriterebbe di essere riconosciuto come una “magna gestio”. Il tattico di Spalletti ha ricostruito la Roma. Lo dicono i numeri: sotto la sua brillante gestione, i giallorossi hanno giocato 6 partite e messo insieme tredici punti, frutto di quattro vittorie, un pareggio e una sconfitta 11 gol fatti e 7 subiti. Una media di oltre due punti a partita, l’aggancio alla Lazio, il sogno terzo posto (distante 7 punti) ancora da coltivare.

Tutto bello? Sicuramente è un momento positivo. A tal punto da pensare di confermare Andreazzoli anche per il prossimo anno? Calma e gesso, per favore. Roma è piazza umorale come poche: quando si perde, si parla di stagione da buttare. Si vince e si pensa già a come affrontare la prossima Champions. Diciamolo subito: ripartire da Andreazzoli il prossimo anno, significherebbe compiere la terza scelta sbagliata in altrettanti anni di gestione tecnica. La Roma, se vuole costruire il proprio futuro tecnico, ha bisogno di un allenatore, non di un gestore. Andreazzoli si è rivelato un ottimo traghettatore.
Il tattico giallorosso ha seguito le indicazioni e assecondato le caratteristiche degli uomini della rosa. Con un’umiltà, che gli fa onore. Gestire una squadra affidandosi all’estro e alla caratura tecnica dei calciatori non è un difetto, specialmente se hai in squadra talenti puri come Marquinhos, Pjanic, Lamela, un fuoriclasse come Totti e giocatori di spessore come De Rossi e Castàn. L’ossatura della Roma è di alto livello. Andreazzoli ne ha preso atto e ha assolto, benissimo, al suo compito di traghettatore: compattare il gruppo, trovare insieme ai giocatori uno schema, gestire umori e uomini.

Addestrare i giocatori, lasciare un’impronta tecnica forte e tangibile è un’altra cosa. Oggettivamente, è difficile riconoscere il “manico” di un tecnico in questa Roma. Che fa punti perché è forte, ma non ha le stimmate di una squadra “allenata”. Basta ripercorrere il film di queste settimane. La Roma ha perso, male, a Genova, con la Sampdoria. Riveduta e corretta, ha affrontato e battuto la Juventus tesaurizzando la prodezza di Totti. Ha lottato e avuto ragione dell’Atalanta e del Genoa, trascinata dalle qualità dei singoli. Ha impattato a Udine. Con il Parma, grazie ad un Totti sontuoso, ha incamerato altri tre punti. Il risultato, nel calcio, è tutto: i numeri danno ragione ad Andreazzoli. Che è e resta un bravissimo gestore. Un traghettatore, cui resta un solo compito. Portare la nave giallorossa al porto più vicino: attraccare in Europa League e raggiungere la finale di Coppa Italia è un grande risultato. Se poi il tattico dovesse anche vincere, meriterebbe più di una stretta di mano.

Roma – Nike, accordo vicino

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Stando a quanto riporta il sito bloomberg.com, la Roma e Nike sarebbero molto vicine a firmare un accordo che legherebbe la squadra capitolina e il famoso brand statunitense per un lungo periodo. Nike andrebbe così a sostituire Kappa, che fornisce il materiale tecnico alla Roma dal 2007. Non sono stati resi noi i termini economici dell’accordo.
In Italia, Inter e Juventus sono sponsorizzati da Nike, e in passato lo è stato anche il Napoli.

Questo il link completo della notizia: http://www.bloomberg.com/news/2013-03-12/nike-said-to-be-close-to-deal-to-make-gear-for-roma-soccer-team.html

Redazione Social Football

Social Football Web Radio : On Air “TuttA per Voi”

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On line la nuova puntata di “TuttA per voi“. Matteo Mansueti e Fabiano Di Stefano approfondiscono la venticinquesima giornata del campionato di serie A che si è disputata nello scorso week-end.

Buon ascolto. Argomenti: Napoli , cosa succede in città? Conte, perchè non sai perdere? Andreazzoli, l’uomo più semplice. Montella, la felicità! Stramaccioni, basta! Siena – Lazio, presentazione match.

Per ascoltare la puntata: http://213.175.198.64/~tv3/socialfootball.it/web-radio_socialfootball5.htm

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Roma – Juventus 1-0: le pagelle

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Pagelle Roma – Juventus  1-0 (Totti 13’st)
di Alessia Fratarcangeli
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As Roma
 Stekelenburg – 6.5 Si fa trovare pronto al momento opportuno sulla punizione di Pirlo e su conclusione di Matri, ma in alcune uscite è sembrato ancora un po’ insicuro.
Piris – 6.5 schierato per la prima volta come terzo di destra, la sua prestazione è soddisfacente anche perché riesce più di una volta a braccare il temuto Vucinic.
Burdisso – 6.5 un lavoro di grande attenzione e di anticipo sugli attaccanti bianconeri.
Marquinhos – 6.5 altra impeccabile prestazione del giovane brasiliano, che chiude gli spazi a Matri ed è preciso e attento nel gioco aereo.
Torosidis – 7 la vera sorpresa della serata è lui. Mette in costante difficoltà prima Asamoah e poi Padoin con le sue pungenti e veloci penetrazioni sulla fascia destra. Tanta corsa e sacrificio. Ha collezionato dei buoni cross bassi e insidiosi non sfruttati a dovere dai compagni.
De Rossi – 6.5 primo tempo un po’ altalenante con la brutta entrata su Lichsteiner e fatica a trovare un equilibrio a centrocampo; il secondo tempo si riscatta, aiutando i compagni del reparto difensivo. Osvaldo gli offre una palla invitante davanti a Buffon, ma non riesce a coordinarsi e a calciare la palla in rete.
Marquinho – 6 nella prima frazione di gioco non riesce a contenere l’insidioso Lichtsteiner, ma più di una volta si propone in attacco. Dubbia ancora la mano di Lichtsteiner in area di rigore su un suo tiro. Balzaretti (38’ st – s.v.)
Pjanic – 6 parte troppo timido e titubante, si vede ben poco nel primo tempo per poi accrescere la sua prestazione nella ripresa con la sua solita precisione nel far circolare palla, con un tiro insidiosissimo parato da Buffon e confezione un buon assist per Osvaldo che non sfrutta. Bradley (68’) – 6 aiuta la squadra più di una volta ad ostacolare l’offensiva bianconera.
Totti – 7.5 ancora lui, il migliore fra i suoi. Oscura l’altro veterano in campo, Pirlo, crea assist per i suoi compagni, si vede addirittura in fase difensiva e segna la rete numero 224 con la maglia giallorossa. E che goal! Un missile di destro da 30 metri e nulla può il malcapitato Buffon. Florenzi (87’) – s.v.
Lamela – 6.5 commette qualche errore, paga il fatto che alcune volte si perde in fraseggi inutili, ma è sempre pronto all’inserimento e non è mai fermo nell’aspettare la palla.
Osvaldo – 6.5 sembra che le contestazioni ricevute in settimana lo abbiano fatto reagire. Il primo tiro della serata porta la sua firma, a inizio secondo tempo non sfrutta l’invitante assist di Totti, colpendo di testa troppo centralmente per mettere in seria difficoltà Buffon. Il gol,che però non arriva, avrebbe potuto coronare una buon prestazione.
All. Andreazzoli – 7 stecca la prima, ma regala ai tifosi la prima grande gioia del 2013. Il cambio di modulo è azzardato, ma con una settimana in più di lavoro sulla gambe la sua squadra ha iniziato a mettermelo in pratica. Ha ricompattato il modulo difensivo, ora molto più organizzato e preciso, sventando così le incursioni bianconere.

Juventus FC
Buffon – 6 salva in più di un’occasione il risultato,prima su Pjanic e poi su Osvaldo. Ma nulla può sul destro di Totti.
Barzagli – 6 meno reattivo del solito, a volte fatica a star dietro ai movimenti di Osvaldo, però svolge sempre in  modo impeccabile i suoi compiti in fase difensiva.
Bonucci –  6 aiuta a risolvere diverse situazioni pericolose nella sua area, sempre attento e pronto a far ripartire i compagni. Il problema è in tutt’altro reparto, quello offensivo.
Lichtsteiner – 6 primo tempo da lottatore, ha davanti Marquinho che di certo non è difficile da saltare. Il problema è che non azzecca un cross e nel secondo tempo la stanchezza prende il sopravvento.
Caceres – 6 durante il match recupera molti palloni , effettua interventi efficaci, però soprattutto nella ripresa soffre le incursioni di Lamela e del greco Torosidis che penetrano con estrema facilità da quella parte.
Pirlo – 5.5 il più pericoloso degli uomini di Conte è apparso stanco in troppe occasioni, stasera tra gli over 30 non è sicuramente lui a brillare. In alcune occasioni è troppo nervoso, forse perché non riesce a impostare le azioni per i suoi compagni come vorrebbe. Prova a trovare il gol sulla sua solita punizione, ma Stekelenburg non si fa trovare impreparato.
Pogba –  5.5 rimpiazzare Marchisio non è facile, e si vede. Troppo lento, impulsivo e in più di un’occasione perde troppi palloni.
Asamoah – 5 sbaglia movimenti e giocate, soffrendo troppo gli scatti in velocità di Torosidis. Conte lo cambia al 51’ con Padoin (5) che proprio non fa la differenza. Torosidis ha campo aperto.
Vidal  – 5 di solito è sempre incisivo quando si trova davanti la squadra giallorossa. Stavolta fatica, sbaglia passaggi ai compagni, la sua riserva di energie si esaurisce quasi subito. Anelka – 5.5 cerca di fare da intermediario tra centrocampo e attacco. Non ha alcuna occasione di tirare in porta ma sicuramente fa di più della coppia in attacco.
Vucinic – 5 non c’è molto da dire sulla sua prestazione: uno dei due tiri verso la porta giallorossa è stato il suo, che esce di poco alla sinistra di Stekelenburg. Per il resto sembra confuso in mezzo al campo, sbaglia troppi palloni e non incide minimamente su quelle rare avanzate offensive dei compagni. Giovinco (51’) – 5 liscia clamorosamente un’ottima palla servita da Anelka, ma non è questo il punto. Ha 40 minuti per dare una svolta al reparto offensivo e invece ricalca la prestazione di Vucinic.
Matri – 5 la difesa giallorossa non gli lascia nessuno spazio per inserirsi e dall’altra parte i suoi compagni non lo servono mai.
All. Conte – 5 vuole vincere a Roma e allora mette più o meno la stessa formazione che ha giocato martedì in Champions League (ad eccezione di Marchisio). La squadra non rende neanche la metà di quello che ha dato in Europa 4 giorni fa e lui fa il polemico come al solito perché “ non si possono giocare 3 gare in 7 giorni”. Ha una panchina di qualità proprio perché la Juve vuole lottare su più fronti, allora perché non sfruttarla?

Arbitro Rocchi – 6 una direzione di gara abbastanza lineare, i suoi guardalinee non sbagliano un fuorigioco; unico dubbio il colpo di mano di Lichtsteiner su  tiro di Marquinho, giudicato a quanto pare involontario.