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Punto Lazio: Ciani perde la testa, i biancocelesti la partita

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ciani

 

Girone di ritorno disastroso

Di Michele De Angelis

Questa volta i biancoazzurri non avevano giocato male, nonostante il campo innevato e l’espulsione disgraziata arrivata troppo presto, gli ospiti erano riusciti a gestire bene il match, fino alla distrazione fatale giunta nel finale.

A causa delle condizioni del campo mister Petkovic si è visto costretto a schierare un centrocampo ricco di muscoli e povero di qualità.

Anche dopo l’inferiorità numerica il team capitolino aveva avuto le occasioni migliori, non facendo mai arrivare il Toro nei pressi di Marchetti.

Prima della sosta, considerando anche i risultati delle altre concorrenti, questa sconfitta non ci voleva proprio. Alla ripresa dovrebbero tornare tutti abili arruolati e non ci sarà più spazio per gli errori.

Luci: La lucidità dei centrocampisti nel non perdere la testa dopo l’uscita dal campo del centrale difensivo francese. Anche se era difficile sviluppare la manovra gli esterni sono riusciti diverse volta ad arrivare sul fondo. Bene Ledesma. Candreva e Lulic regalano degli spunti interessanti.

Ombre: Questo match è difficilmente giudicabile ma la difesa ha confermato la difficoltà di tenere alta la concentrazione per tutti i novanta minuti. Ciani disastroso. Solita involuzione da campionato per Libor Kozak.

Quello che verrà: I nazionali se ne vanno e a Formello Capitan Petkovic avrà pochi uomini a disposizione. Oltre ai recuperi degli infortunati il mister biancoazzurro dovrà fare un gran lavoro nella settimana successiva per recuperare mentalmente il suo gruppo. Tra turno di Europa League, derby e Juve, si preannuncia un aprile di fuoco.

La linea di confinte tra tonfo e trionfo non è mai stata così sottile…

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Punto Lazio: Olimpia in caduta libera

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candreva

 

In trasferta i biancocelesti sono irriconoscibili

Di Michele De Angelis

Va bene avvinghiarsi agli episodi arbitrali più che dubbi, va bene ammettere che disputare quasi tutta la partita in dieci a Milano è difficile, ma la Lazio poteva almeno provare a giocarsela questa partita.

Due tiri nello specchio della porta nell’arco dell’intero match sono veramente pochi, pure il mister biancoazzurro poteva osare qualcosa di più nei cambi, ma forse quest’ultimo è rimasto traumatizzato dall’espulsione prematura di Candreva.

Anche quest’anno si intravedono i fantasmi dei gironi di ritorno delle ultime stagioni.

Troppi infortunati, troppi esodati, poche alternative, ma il team romano è obbligato a lottare fino all’ultimo respiro.

Luci: Forse l’unico elemento positivo può essere riscontrabile nell’essere riusciti a limitare i danni evitando una goleada. Il centrocampo sembrava essere partito bene, volenteroso di salire e cercare di fare il proprio gioco. Nessun gocatore merita la sufficienza.

Ombre: Dopo il cartellino rosso dato ingiustamente a Candreva, sul campo scende l’oscurità. Gli esterni bassi non riescono a tamponare la veemenza degli attaccanti rossoneri. Il centrocampo non riesce più né a proteggere la difesa né a sostenere l’unica punta. Male Pereirinha visibilmente fuori ruolo. Floccari può solo sventolare una bandiera bianca.

Quello che verrà: Ormai non c’è più continuità nelle prestazioni del team capitolino e, ancora una volta, bisogna essere bravi a voltare immediatamente pagina per entrare in clima europeo. A Stoccarda servirà una grande concentrazione per ottenere un buon risultato e riacquistare entusiasmo in vista del match decisivo con la Fiorentina. Capitan Petko deve riprendere il comando della propria ciurma per indurla a tornare sulla giusta rotta, e non rischiare di gettare tutto al vento.

Punto Lazio: Disastro toscano, squadra senza alibi

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kozak

 

 La mancanza di mercato si fa sentire

 Di Michele De Angelis

Ormai la trasferta di Siena sta diventando un incubo per tutti i biancocelesti. Quest’anno c’era qualche assenza in più ma non tale da giustificare uno scempio del genere.

Dopo i risultati delle dirette avversarie, gli uomini di Petkovic avrebbero dovuto bruciare l’erba e invece l’hanno a malapena calpestata. L’infortunio che ha colpito Radu durante il riscaldamento ha portato il mister biancoceleste ad affidarsi ad una difesa a tre, ancora una volta, inguardabile.

Modulo a parte resta però la perplessità per un impegno relativo da parte di ogni componente del team romano.

Con le ultime della classe la Lazio ha raccolto appena un punto, non è un problema di gambe ma di testa, e va risolto immediatamente.

Luci: Deboli e troppo poche per poter illuminare anche solo qualche frammento della veste biancoazzurra. Eppure i primi cinque minuti gli ospiti avevano lasciato intendere di voler fare la partita. Evidentemente devono aver cambiato idea. Hernanes prova a dare un po’ di imprevedibilità. Buoni i minuti disputati da Ederson e Saha.

Ombre: Si accorpano tutte insieme fino a portare ad una oscurità totale. La linea difensiva è da film horror, soprattutto finché rimane a tre. Il centrocampo non indovina nessuna delle due fasi e ovviamente in attacco c’è poco da fare. Pessimo Ciani. In calo Biava e Lulic. Gonzalez spaesato.

Quello che verrà: Bisogna riprendersi subito e serve un’inversione di marcia immediata. Adesso in Coppa non ci sono scuse, non esistono seconde possibilità. Serve semplicità e concretezza, di solito in casa non mancano. Si spera nel rientro di Mauri, torna a disposizione anche Ledesma.

Punto Lazio: Scivolone pesante, squadra senza arte ne parte

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petko

 

 

 

Di Michele De Angelis

Anche quest’anno i biancocelesti regalano sei punti al Genoa. Pure in questa stagione inziano a intrevadersi i fantasmi delle occasioni mancate.
Il team capitolino ha regalato il primo tempo ad un avversario scarso e povero di idee, mancando di concentrazione e convinzione. Durante la ripresa ha dimostrato quanto poco bastasse per affondare la lama nel ventre del grifone.
Un pareggio sarebbe stato a quel punto importante ed è stato inconcepibile il goal subito proprio all’ultimo respiro.
Il Milan di Balotelli è ormai a sole tre lunghezze e sarà quindi ora fondamentale mantenere i nervi saldi.
Klose va incontro ad un altro stop e, grazie al’ex dal dente avvelenato Matuzalem, Brocchi rischia di terminare anticipatamente la propria carriera.
Pustumi di un mercano evanescente, ombre degli spettri di quel passato dal quale qualcuno avrebbe dovutto imparare…

Luci: La voglia di recuperare dimostrata nel secondo tempo non è indifferente così come la capacità di metterla in pratica. Tutto sommato sono poche le occasioni concesse ai padroni di casa grazie ad un centrocampo molto difensivo. In crescita Lulic. Bene Marchetti. Conferme positive da parte di Floccari

Ombre: Sono troppe in relazione alla posizione in classifica dell’avversario. Preoccupa parecchio la discontinuità di un gruppo che, per stessa ammissione di Mauri, fatica a trovare le giuste motivazioni contro le avversarie meno blasonate. I goal subiti sono tutti frutto di enormi distrazioni da parte dei punti deboli della linea difensiva. Male proprio Cana e Ciani. Ledesma annaspa. Klose e Kokac non lasciano il minimo segno.

Quello che verrà: Il match dell’Olimpico di sabato prossimo sarà fondamentale. Oltre che per il morale sarà importante respingere l’attacco delle milanesi e rimettere in gioco anche il secondo posto. C’è tutto il tempo per recuperare e magari per rendersi conto che non è il 3 5 2 il modulo migliore per andare avanti o che quantomeno non si puù attuare quando mancano i difensori titolari.

 

Punto Lazio: Capitan Petko e la rotta smarrita

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I biancocelesti rimangono in partita solo per venti minuti.

Di Michele De Angelis

Il team romano fallisce completamente il primo test importante, una prova di maturità che ha soffocato l’eccessivo entusiasmo che si respirava fino a pochi giorni fa in quel di Formello.
La squadra di Petkovic ha provato ad imporre il proprio gioco anche al San Paolo, senza avere però la testa e le gambe giuste per poter eseguire gli ordini del proprio comandante.
La formazione ospite è sembrata tanto sperduta quanto presuntuosa, sensazioni che non rispecchiano certamente il reale intento degli undici biancoazzurri.
Il mister aveva probabilmente chiesto di tornare a pressare più alti, salendo con la difesa per giocarsela poi in fase difensiva con la trappola del fuorigioco.
Tattica completamente fallita, troppo esiguo il filtro a centrocampo, eccesso di palleggiatori e pochi uomini di sostanza. Pesante sotto quest’ottica l’assenza di Gonzalez.
Una batosta che potrebbe far cambiare idea sul modo di approccio alle partite, una sconfitta che non deve però far buttare al vento tutto ciò che di buono si è visto fino ad ora.

Luci: Ridotte al lumicino. Solo nei primi venti minuti la Lazio dà l’impressione di potersela giocare, dopo il primo rocambolesco goal dei padroni di casa non c’è più partita. Un plauso unicamente alle intenzioni di gioco mostrate proprio nei primi minuti. Non male la prestazione di Cavanda e di Konko che quantomeno non ricadono in errori grossolani. In leggera crescita di condizione Lulic. Solo qualche sprazzo di classe da parte di Hernanes.

Ombre: Tante, molteplici, paurose. Con il Genoa si erano visti i fantasmi di una porta stregata, in questo match hanno fatto la loro entrata in scena i ben più temibili spettri dell’assenza di gioco, del calo fisico, della mancanza di caparbietà. Le sovrapposizioni in questo caso sono rimaste solo nella testa dei giocatori ed ha colpito la carenza di occasioni e conclusioni pericolose. Malissimo i centrali difensivi, assenza totale di muscoli a centrocampo dove Candreva e Mauri non lasciano tracce. Klose si mette in mostra solo per un gesto di fair play più unico che raro.

Quello che verrà: Difficile fare previsioni. Il team capitolino è atteso da tre match alla propria portata prima della sosta per la nazionale. Sei punti nei due incontri di campionato potrebbero già spazzare via i detriti raccolti in questi ultimi giorni. Meglio però non fare più troppi calcoli. La testa deve concentrarsi unicamente sul match di domenica con il Siena.
Probabilmente si penserà anche a qualche possibile variante a livello di modulo. Soprattutto nei match casalinghi, contro le provinciali, preferibile schierare due punte vista la mancanza degli spazi che renderebbe arduo l’inserimento dei centrocampisti. Intanto stanno per tornare a disposizione Radu e Brocchi.
Sono questi i momenti in cui si valuta la forza di un gruppo, la capacità di reagire e soprattutto il carattere. C’è bisogno di tutti per riprendere la rotta giusta e far gonfiare il petto al proprio capitano, l’unico convinto di avere a disposizione un equipaggio insuperabile.

Punto Lazio: Senza Miro non si segna

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La Lazio e la sconfitta surreale.

Di Michele De Angelis

Quando tiri in porta più di venti volte, quando giochi ad una porta sola e il tuo avversario fatica ad avvicinarsi a quest’ultima e oltre a non riuscire a vincere, arriva anche la sconfitta, quando senti dichiarare dal mister dell’altra squadra che non hai avuto occasioni nitide, non puoi che pensare di trovarti nel pieno di incubo notturno,
Niente da fare, l’oscurità serale c’era ma quello che avvolgeva non era uno scenario onirico, tutto vero, tutto inspiegabile.
I biancocelesti hanno continuato ad eseguire gli ordini di Petkovic, come una macchina, senza fatica, senza indecisioni e purtroppo senza goal.
Una squadra corta, attenta, affondata solo dalla mala sorte, da un portiere impeccabile e dalla mancanza di cattiveria sotto porta.

Luci: Il team capitolino ha dato vita ad un’altra prestazione di altissimo livello, i giocatori continuano a regalare intensità e qualità. La manovra è fluida e il gioco sulle fasce viene alimentato brillantemente per il corso di tutti i novanta minuti. La squadra ospite viene intimidita e anche nel secondo tempo appare evidente la volontà di voler vincere a tutti i costi. Hernanes continua a volare tra giocate e sprint mai visti, bene anche Candreva e Cavanda, buono l’esordio di Ciani.

Ombre: Manca solo il goal, salgono le preoccupazioni per la carenza di reti in assenza del bomber tedesco. Sottotono Lulic, male le due punte titolari. Nient’altro da dire se non sulla mancata reazione allo svantaggio finale ma d’altra parte la squadra aveva dato tutto ed è stato un colpo troppo duro.

Quello che verrà: Saranno ore di fuoco, si giocherà ogni tre giorni e dopo la prima sconfitta stagionale, gli uomini di Petko dovranno rilanciarsi proprio su uno dei campi più difficili. Ad aspettarli ci sarà un Napoli col dente avvelenato, reduce da un pareggio scialbo ottenuto contro un Catania costretto a giocare l’intero match con un uomo in meno. Questo è il momento di mostrare il carattere. Chissà se il mister riuscirà a mantenere intatta l’identità del proprio gruppo.