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Punto Napoli: gol, questo sconosciuto…in un lunedì elettorale

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Punto Napoli: gol, quello sconosciuto…in un lunedì elettorale
di Carmine Guarino

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In tempo di dimissioni papali, per motivi a noi poveri ‘stolti’ ancora sconosciuti, (ma questa è un’altra storia) a Roma si registrano visite record e persone da ogni angolo del Mondo. Il Napoli, però, sta rischiando di fare la fine di quello che arriva nella Capitale e non vede il Papa, come recita un famoso detto. O, per restare nell’attualità strettissima, sta rischiando di finire come Bersani che col cavolo che lo smacchia ‘sto’ giaguaro. Per informazioni chiedere ad un certo Beppe Grillo, ex comico e ora Masaniello genovese. Ecco: il giaguaro degli azzurri è lo scudetto e il ‘grillone’ della Serie A è la Juventus. L’impressione era che questo fosse l’anno giusto per il tricolore, date le soste inaspettate della Signora e le ottime prestazioni fornite finora dalla banda Mazzarri. Qualcosa, però, si è inceppato: altro 0-0, in quel di Udine, un gol nelle ultime cinque partite e meno sei dalla Juventus. Per dirla alla Stramaccioni “male, male, male”.

La partita – Il Napoli si presenta con Mesto e l’ex fischiatissimo Armero sulle fasce e con Insigne a fare compagnia a Cavani lì davanti. Per il resto formazione classica. L’Udinese, però, è bella gagliarda. Pensa poco a costruire e in difesa concede zero. Le occasioni latitano e il clima si scalda solo per un buon intervento di Padelli su Hamsik e per un rigore reclamato da Cavani, che poteva starci. Nella ripresa il copione non cambia: Napoli che prova a fare male, senza riuscirci, e Udinese che si difende con ordine e calma. Ancora una volta il più pericoloso è ‘Marekiaro’ che, però, dopo una bella azione calcia al lato. Poco dopo Armero reclama un rigore, dubbio, ma Damato lascia proseguire. Mazzarri tenta il tutto per tutto inserendo Pandev per Inler ma il risultato non si muove dallo 0-0.

Luci – Forse la difesa. Di sicuro niente altro. L’Udinese non si rende mai pericolosa, soprattutto per suo demerito. Le poche folate offensive dei friulani sono comunque ben controllate dal pacchetto arretrato azzurro.

Ombre – Il gol per il Napoli è diventato come il master a Boston di Oscar Giannino: introvabile. I tifosi del Napoli sperano che Zingales (il gentiluomo che ha ‘sbugiardato’ il sobrio Giannino) non si permetta di dire che Cavani non ha mai conseguito il master all’Università del gol. Per il Matador comunque il periodo è buio. Sono cinque gare che non va a segno: da quando è sotto il Vesuvio non era mai successo.

Quello che verrà – Voci di corridoio dicono di un avvistamento in un noto bar della movida romana: c’erano il giaguaro, Beppone nazionale e pure quello che è andato a Roma e non ha visto il Papa. Vincere con la Juve venerdì significherebbe riaprire un campionato che pare chiuso e fare andare di traverso l’aperitivo a tutti e tre. Mica male.

Punto Milan: perchè sempre lui?

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di Francesco Maiocchi
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La partita: bastano 45 secondi a rendere san Siro una bolgia, dribbling e tiro di Balotelli di poco a lato. Il nuovo acquisto si fa subito vedere nel vivo del gioco e dimostra un ottima intesa con El Shaarawy, ma soprattutto con Niang con cui effettua una serie di scambi stupendi. E’ proprio bad Mario a servire un assist all’11’ minuto per il francese, che però colpisce in pieno Padelli. Al 25′ Balotelli apre le danze prima con un tiro al volo di sinistro (assist deviato di El Shaarawy) portando cosi il milan in vantaggio e dopo pochi minuti sfodera una cannonata da fuori area che Padelli riesce miracolosamente a togliere dall’incrocio dei pali. Nessun tifoso sembra dunque triste per il risentimento muscolare che ha costretto Pazzini alla tribuna; i rossoneri però si addormentano sul vantaggio ed è l’Udinese a fare paura nel secondo tempo con le sue ripartenza targate Di Natale-Muriel. La difesa di Allegri è sempre traballante e si fa trovare scoperta sull’inserimento di Pinzi ,che servito da Muriel, trova il pareggio al 10′ della ripresa. Il Milan subito il goal fa fatica a trovare spazi e sembra mancargli anche un po di cattiveria in mezzo al campo, Allegri se ne accorge e leva Nocerino in favore del veloce Bojan. I rossoneri ci provano in ogni modo e l’occasione più netta arriva con una traversa colpita da distanza ravvicinata da Niang. I cambi si susseguono, fuori il tandem francese Niang Flamini, dentro Robinho Traorè . Dopo una serie di passaggi sbagliati e palloni persi Traorè conquista una punizione dal limite, Balotelli ci prova sul secondo palo a spiazzare il portiere,ma Padelli è attento e devia in angolo. Sembrano finite le speranze di vittoria,ma a recupero quasi finito il faraone si procura un preziosissimo rigore, che in realtà non c’è. Sul dischetto ovviamente ci va superMario che rallenta il passo durante la rincorsa e spiazza il portiere per il 2 a 1 finale.
Luci: un applauso va sicuramente alla signorilità di mister Guidolin, che nonostante la beffa nel finale difende l’operato dell’arbitro, insomma una lezione per molti allenatori e dirigenti della nostra serie A. Balotelli è ovviamente il migliore in campo,sono suoi i 2 gol che valgono i 3 punti,ma a piacere è soprattutto l’intesa in attacco con i nuovi compagni e la tranquillità con cui gioca all’esordio. Il faraone non segna, ma c’è la sua presenza in entrambi i gol rossoneri e come sempre risulta fondamentale anche in fase difensiva. Niang è fenomenale, gli manca ancora il goal, ma ieri ci è andato davvero vicino; cerca di imitare il faraone tornando sempre in difesa, ma non ha la sua stessa resistenza ed è costretto a cedere il campo a Robinho.
Ombre: la difesa era il punto debole a settembre, era il punto debole a dicembre e lo rimane dopo questa sessione di mercato. Troppo spesso si vedono pericolosissimi retropassaggi verso il portiere  e troppo spesso è fuori tempo sulle incursioni dell’Udinese. Ormai manca poco al terzo posto, ma si rischia di perdere tanti punti preziosi, come stava per accadere ieri sera e solo la fortuna permette di agganciare l’Inter; per non parlare di come potrebbe finire contro il Barcellona. Traorè è davvero inguardabile, non si capisce come possa essere un giocatore del Milan; se non fosse per la vittoria nel finale ci chiederemmo tutti cosa è saltato in mente ad Allegri nel metterlo in campo al posto di Flamini con una vittoria ancora tutta da conquistare.
Quello che verrà: l’obiettivo è sempre più vicino, grazie alla vittoria genoana, la Lazio e con essa il terzo posto che vuol dire Champions League dista solo 3 punti. Troppo presto per cantare vittoria, ma c’è da pensare a cosa sarebbe successo senza quell’inizio di campionato da zona retrocessione.  L’acquisto di Balotelli ha rinforzato decisamente il reparto d’attacco, purtroppo Mario non può giocare in coppa, e senza di lui contro gli alieni del Barcellona sarà un impresa “faraonica”.

Punto Inter: la calza di Stramaccioni è piena di carbone

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di Michele D’Alessio

La Befana vien di notte. Per Andrea Stramaccioni è arrivata all’ora di pranzo, e sulle spalle portava la scritta “Di Natale”, tanto per restare in tema. La calza per il tecnico romano è piena di carbone, tanto quanto basta per distribuirlo anche ai suoi calciatori.

Il principale colpevole della capitolazione al “Friuli” di Udine è Andrea Stramaccioni. Sbaglia la formazione, ostinandosi a schierare elementi che poco hanno a che fare con la Serie A. Jonathan, ad esempio, fa il regalo a Guidolin con qualche giorno di ritardo, quando gli alberi addobbati vengono smontati, e sbaglia da zero metri un cioccolatino servitogli da Cassano. Palacio, nel primo tempo, scambia l’area di rigore per una piscina e invece di calciare prende il giallo per simulazione.
In apertura di secondo tempo l’Inter, vestita come il Liverpool per l’occasione, può chiudere la partita prima con il già citato Jonathan, poi con Guarìn e Palacio. La regola del calcio è quella: gol mangiato, gol subito. Di Natale punisce un non impeccabile Handanovic. Poi Juan Jesus si punisce da solo, quando già ammonito calpesta malamente Pereyra (l’avversario) e prende il secondo giallo. In 10 l’Inter si sfalda fino a prenderne 3, con Cambiasso difensore in preda al mal di testa, e Stramaccioni sulla panchina, che forse inizierà ad essere non più comoda come un tempo.

Luci: la prestazione di Guarin, come al solito trascinatore del centrocampo, anche quando si trova in inferiorità numerica.

Ombre: tante. Le scelte di Stramaccioni e le conseguenti prestazioni di giocatori che condizionano sempre in negativo il risultato, come Jonathan, Gargano e Juan Jesus.

Quello che verrà: sabato sera contro il Pescara in casa sarà il giro di boa. Stramaccioni dovrà resettare i suoi, sia mentalmente che come gioco. Una maggiore concretezza da trovare, e perchè no, uno Snejder da ri-trovare.

Europa League: il punto sulle italiane

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di Marco Mottini

Giochi già chiusi al fischio d’inizio di quest’ultimo turno dei gironi di Europa League, valevole per l’accesso ai sedicesimi di finale.

Classifiche già scritte con un turno di anticipo, Lazio, Napoli ed Inter con la qualificazione in tasca, Udinese eliminata. Soltanto i biancocelesti dovevano cercare i 3 punti per mantenere il primato in classifica. La squadra di Petkovic è stata l’unica vincente delle quattro italiane, con Napoli ed Udinese uscite sconfitte e l’Inter che non va oltre il pareggio.

Grazie ai risultati di ieri sera, sommati a quelli di Champions dei giorni scorsi, l’Italia riesce ad alzare il coefficiente ed a raggiungere al 4° posto l’Inghilterra nel ranking.

LAZIO: i ragazzi di mister Petkovic scendono in campo con la tranquillità di chi ha già ipotecato il passaggio del turno, ma con la giusta voglia di rimanere primi nel girone. Turn over in parte obbligato dagli infortuni ma anche studiato dall’allenatore, con Marchetti, Klose, Biava, Candreva e Mauri che rimangono a casa. Spazio al 3-5-2 con l’inedita difesa formata da Ciani, Cana e Radu. Davanti la coppia Kozak-Floccari.  Dal 1′ in campo si vede una sola squadra, il Maribor non fa nulla per bloccare le avanzate dei laziali, che si ritrovano a fine primo tempo già sul 3-0, con le reti di Kozak, Radu e Floccari. Nel secondo tempo la musica non cambia: al 51′ un assolo di Floccari porta il risultato sul 4-0, doppietta per l’attaccante di Nicotera e gol da cineteca. Unica emozione per gli sloveni la rete di Tavares pochi minuti prima del fischio finale.

Da testa di serie, ora la Lazio può affrontare le seconde classificate (Anzhi, Atletico Madrid, Borussia Mönchengladbach, Newcastle, Stoccarda, Basilea, Sparta Praga, Bayer Leverkusen e Levante) o una delle quattro peggiori retrocesse dalla Champions League (Ajax, Olympiacos, Bate Borisov, Cluj).

Una curiosità: i biancocelesti, insieme al Leverkusen, ha la miglior difesa in Europa, con all’attivo soltanto due gol incassati.

Gruppo J: Lazio 12, Tottenham 10, Panathinaikos 5, Maribor 4

INTER: ultima partita del girone H, l’Inter scende in campo contro il Neftci Baku in un Meazza quasi deserto. Stramaccioni schiera i baby Romanò, Benassi, Pasa, Garritano e Bandini ma gli occhi sono puntati tutti sul giovane Livaja, autore di una doppietta che lo porta a 4 gol in Europa. Un’Inter che in campo si diverte, scalda i muscoli per il match contro il Napoli. Tiene in mano il ritmo del gioco, riuscendo a trovare il secondo vantaggio dopo il gol di Sadigov. Ma tra un gol annullato, un rigore non concesso a Cassano ed una traversa colpita da Nagatomo, arriva la beffa proprio sul finale con il pareggio di Canales, che porta il risultato sul 2-2.

Ora si aspettano solo i sorteggi del 20 Dicembre a Nyon, dove l’Inter potrebbe incontrare Liverpool, Viktoria Plzen, Fenerbahçe, Bordeaux, Steaua Bucarest, Dnipro,Benfica, Chelsea, Dinamo Kiev o Zenit.

Gruppo H: Rubin Kazan 14, Inter 11, Partizan Belgrado 3, Neftci 3

NAPOLI: partita ininfluente ai fini della classifica per gli uomini di Mazzarri, impossibilitati a passare come primi del girone. Il tecnico toscano schiera dal 1′ molti titolari, su tutti Cavani, Inler e Maggio. Il Matador porta subito in vantaggio i partenopei, dando l’illusione di una bella serata. Da li in poi il Napoli si spegne, facendo diventare tutto semplice per gli olandesi di Advoocat, riuscendo prima a pareggiare e poi portandosi sul 2-1 alla fine dei 45′. Nel secondo tempo spazio al fratello di Insigne, Roberto, sprecone in un paio di occasioni ma dando prova di possedere grandissime doti. Al 60′ terzo gol del PSV, tripletta personale di Matavz, vecchia conoscenza dei tifosi napoletani. 3-1 ed ennesima figuraccia rimediata in Europa dalla squadra  di De Laurentiis.

Per i sedicesimi stesso discorso dell’Inter, con la variante Genk, Rubin Kazan.

 Gruppo F: Dnipro 15, Napoli 9, Psv Eindhoven 7, Aik Stoccolma 4

UDINESE: partita utile per uscire a testa alta, per dare ai tifosi almeno la gioia di battere per la seconda volta il Liverpool. Guidolin schiera l’undici migliore, escludendo solo Di Natale e facendo rientrare Pinzi dopo il lungo stop. Il gioco lo tiene il Liverpool, con alcuni lampi da parte dei friulani che però non riescono ad impensierire il portiere dei Reds. Al 23′ Henderson porta in vantaggio gli ospiti su un calcio d’angolo, ma le brutte notizie per Guidolin non sono ancora finite: dopo 15′ minuti dall’inizio del secondo tempo, il rientrante Benatia, entrato al posto di Pinzi per mettere minuti nelle gambe, si accascia per una ricaduta muscolare. Poco prima del 90° entra in campo Di Natale, 33esima presenza in Europa raggiungendo Bertotto primo in classifica; l’attaccante napoletano a pochi secondi dal fischio finale sfiora la traversa con un tiro al volo, un gol che avrebbe eliminato il Liverpool dalla coppa.

L’Udinese lascia la competizione senza sfigurare, sperando che alla prossima occasione società ed allenatore facciano scelte un po più ponderate.

Gruppo A: Liverpool 10, Anzhi 10, Young Boys 10, Udinese 4

Punto Lazio: Belli e vincenti ma ci vuole umiltà

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di Michele De Angelis

Che l’Udinese non fosse più quella dell’anno scorso lo si era capito da tempo, ma che venisse a Roma solo per osservare le bellezze del posto nessuno poteva aspettarselo.
Il team capitolino ha ottenuto il massimo con il minimo sforzo, tre punti fondamentali per dare continuità a risultati e prestazioni.
La squadra sembra aver ritrovato lo smalto delle prime giornate, grinta e velocità accompagnano una manovra densa di qualità.
La squadra di Petkovic ha mostrato a tutti i muscoli e ancora una volta è riuscita a creare un numero imbarazzante di palle goal.
Il rientro di Radu sta riportando la linea difensiva ad esprimere il massimo del proprio potenziale.

Luci: La manovra è fluida e i movimenti di tutti gli uomini in campo arrivano con grande sintonia. Le verticalizzazioni improvvise tagliano a fette le barricate della squadra ospite e mandano in porta con grande facilità più giocatori. Finalmente bene anche nelle ripartenze, sono queste a fare la differenza nel permettere di aumentare il bottino. Gonzalez e Mauri decisivi più del solito. Biava non sbaglia più una palla. Bene anche Cavanda, Klose ed Hernanes.

Ombre: Dopo i numerosi giri di campo compiuti da Olimpia prima del match, l’oscurità svanisce per lasciare spazio al bagliore delle stelle biancocelesti. Nonostante il calcio di rigore sbagliato gli errori sono quasi assenti. Delude Ederson anche se deve chiaramente ritrovare la condizione. Ledesma stranamente impreciso e nervoso. Sottotono Candreva.

Quello che verrà: Pochi giorni per rifiatare e poi sarà ancora campionato. All’Olimpico arriverà un Parma in piena salute e carico d’entusiasmo grazie alla vittoria ottenuta contro l’Inter. Potrebbero tornare titolari Konko e Lulic, difficile pensare che Hernanes possa ripartire dalla panchina. Bisogna sfruttare questo ulteriore turno casalingo, fino a questa giornata il team romano non si è tirato indietro e non è certo questo il momento di tirarsi indietro. Bisogna rimanere lucidi, umili e concentrati per poter guardare sempre più in alto.

Europa League: il punto sulle italiane

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di Marco Mottini

Quarto turno di Coppa per le italiane, la prima di ritorno del girone. Cominciano a delinearsi le classifiche, soprattutto per l’Inter che, vincendo per 3-1 contro il Partizan, mette in cassaforte la qualificazione con 2 turni di anticipo. L’Udinese perde ancora in casa contro lo Young Boys, il Napoli vince per 4-2 contro il Dnipro e la Lazio batte 3-0 i greci del Panathinaikos, riscattando l’1-1 dell’andata.

Lazio: la squadra di mister Petkovic si presenta in campo con un 4-3-3 ed una formazione rimaneggiata, anche in vista del derby di domenica. Tra i pali torna Marchetti mentre, sulla fascia sinistra, si rivede Radu, dopo una lunga assenza che stava prendendo una piega grottesca. La difesa inedita con Cana e Ciani ha retto bene tutti i 90 minuti, in virtù del fatto che gli avversari non si sono quasi mai visti dalle parti del portiere italiano. Il tridente d’attacco formato da Zarate-Kozak-Floccari è andato oltre le più rosee aspettative, con l’attaccante ceco che firma una doppietta dando ottimi segnali al mister, e Floccari che mette a segno il primo gol stagionale.

Una vittoria importantissima, sia per il morale della squadra che per la classifica, che ora vede i biancocelesti primi con 8 punti, seguiti dal Tottenham a 6, il Maribor a 4 ed i greci ultimi a quota 2 punti.

Inter: decima vittoria consecutiva tra campionato e coppa per l’Inter, 3-1 ai serbi e qualificazione conquistata. Una squadra su cui si vede sempre di più la mano di Stramaccioni, aiutato anche da quel trio delle meraviglie in attacco che sta dando grandi soddisfazioni sia al mister che ai tifosi. Partita risolta dai soliti noti: Handanovic, autore di un paio di parate eccezionali, e Palacio, che mette a segno una doppietta grazie anche a Guarin che, oltre a segnare il terzo gol, sforna i 2 assist per i gol dell’argentino.

Dieci vittorie consecutive esterne danno il termometro di una squadra che ha carattere e mentalità, ci rende orgogliosi, ma rimaniamo coi piedi per terra. Siamo contenti di aver portato a casa la qualificazione contro un ottimo Partizan, ora vorremmo arrivare in testa al girone per avere magari un accoppiamento più agevole” queste le parole del tecnico romano a fine gara.

Napoli: 3 punti e seconda vittoria per i partenopei nel girone F, dopo le due ultime brutte uscite contro PSV e Dnipro. Mazzarri schiera come al solito le riserve, lasciando tra i ‘titolari’ solo Aronica, Inler e, finalmente, Cavani. E’ proprio l’uruguaiano a portare in vantaggio i padroni di casa al 7′, insaccando con un destro all’interno dell’area. Dopo un paio di gol sbagliati clamorosamente la squadra abbassa la guardia, consentendo agli ucraini di salire in cattedra, prima pareggiando al 34′ con Fedetskiy e, successivamente, passare in vantaggio grazie al gol di Zozulya al 52′. Mazzarri sostituisce i fischiatissimi Vargas e Donadel con Hamsik e Insigne, inserendo, pochi minuti dopo, anche Pandev. Il gioco diventa più offensivo, Cavani prende per mano la squadra segnando tre gol in 15 minuti: 3 punti portati a casa e poker servito.

Ora, con questa vittoria, la classifica sorride a Mazzarri, che vede il Dnipro a 9 punti, il Napoli a 6, l’AIK e PSV a 4 punti.

Udinese: seconda sconfitta consecutiva in Europa per la squadra guidata da Guidolin, sempre contro lo Young Boys con 6 reti subite complessivamente. Un’ Udinese lenta e macchinosa già dai primi minuti, che va sotto al 27′ grazie al gol di Bobadilla. Poco prima dello scadere del primo tempo Di Natale sbaglia malamente un calcio di rigore, ma si riscatta al 47′ portando la squadra sul momentaneo 1-1. Nel secondo tempo, in meno di 10 minuti, gli svizzeri si portano sul 3-1, grazie anche alla prova negativa del portiere Brkic. A nulla serve il gol di Fabbrini al 83′, che lascia il risultato sul 2-3.

Una sconfitta che porta l’Udinese all’ultimo posto in classifica a 4 punti, la qualificazione ai sedicesimi sempre più lontana ed un alone di nervosismo intorno al mister che trapela nelle interviste post gara ” Mi risulta che all’ultimo posto ci siano anche Zenit e Manchester City, che spendono 40 milioni l’anno per un giocatore. Sapevamo che era una partita difficile. Abbiamo costruito tanto e quindi posso dire di essere orgoglioso di questo gruppo che ha dato tutto in campo. Il doppio confronto contro lo Young Boys è andato male, dobbiamo fargli i complimenti. Ma va anche detto che noi giochiamo ogni tre giorni. Quest’anno non ci è possibile fare ampio turnover, ma lamentarsi è inutile, dobbiamo convivere con questo momento”.

Maicosuel salva la vita ad un anziano

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Maicosuel, autore di quello sciagurato rigore che ha estromesso l’Udinese dalla fase a gironi della Champions League, ieri ha salvato la vita ad un anziano. Nella strada, a scorrimento veloce, che conduce allo stadio Friuli, sede di allenamento della squadra, O Mago ha visto sdraiato in terra un anziano signore, svenuto in un punto pericolosissimo. Lo ha quindi caricato in macchina e portato al Friuli, dove i medici sociali gli hanno prestato le prime cure prima di condurlo al Pronto Soccorso. Un bel gesto quindi di Maicosuel, che deve guadagnarsi la riabilitazione del tifo friulano dopo quel cucchiaio, che finora sembra avere indirizzato negativamente la stagione della squadra di Guidolin.

Redazione Social Football