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On Air “Il punto di Michele Plastino del mercoledì”

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On Air il punto di Michele Plastino del mercoledì.

Per ascoltare la puntata: http://213.175.198.64/~tv3/socialfootball.it/web-radio_socialfootball5.htm

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Ecco le modalità per scrivere a Michele che vi risponderà durante la trasmissione:

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Se saltelli… muore Zemanlandia. Il punto settimanale dell’Ispirato di Goal di Notte

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Di Luca Labricciosa

La febbre del Venerdì sera sancisce un inappellabile verdetto: la Roma di Zeman non è più di Zeman.

Ci dispiace per quello che Zeman ha sempre rappresentato, per il suo calcio, per il miracolo pescarese liquefatto in una manciata di mesi. Ci dispiace.
In un altro luogo, non certo a Roma, qualcuno avrebbe potuto considerare che c’è ancora quasi mezzo campionato da giocare e che tutte le squadre che hanno partecipato alle semifinali della coppa nazionale hanno perso punti in un mese di ripreparazione atletica come quello di Gennaio-inizio Febbraio, che le compagini di Zeman spesso hanno una flessione in questo periodo ma poi concludono la stagione con dei grandi finali, che la Roma può ancora raggiungere la finale di Coppa Italia e tramite questa, ma anche tramite un ancora possibile buon piazzamento in campionato, un posto in Europa League, il che non sarebbe affatto un fallimento.
Qualcuno potrebbe, nesssuno lo farà.
Ormai tutti a Roma sono convinti che l’utopico calcio di Zeman possa essere reputato di vertice soltanto in Serie B, che sia superato (da chi o da cosa è ancora da stabilire), mentre, sempre secondo le impeccabili analisi di costoro, l’anno scorso zemanlandia aveva avuto successo in B perchè il boemo era attento alla difesa avendo cambiato modo di giocare.
Con quello stesso modo di giocare invece Zeman arrivava secondo e terzo in Serie A con la Lazio (rispettivamente prima e seconda stagione, venne esonerato alla terza), e quarto e quinto con la Roma (dodicesima in classifica prima del suo approdo) in un campionato italiano qualche millennio luce migliore di questo. Speriamo così di sfatare il mito di una zemanlandia applicabile esclusivamente alla serie cadetta.
In realtà tanti sono i fallimenti anche in B nel post- Foggia e pre-Pescara: a Salerno disputa una buona annata (sesto), per poi farsi esonerare l’anno dopo. Retrocede ad Avellino. Fallisce da subentrante a Brescia.
Come tanti altri, forse, è solo un allenatore che fa grandi cose quando ha in mano una squadra vicina alle sue esigenze, capisce su quali uomini puntare e ha felici intuizioni di mercato: Insigne, Immobile, Sansovini e lo stesso Verratti (ora al PSG e in nazionale, ma solo da Gennaio titolare a Pescara) erano giocatori inensistenti per la categoria prima del suo approdo in terra abruzzese.
A Roma Goicoechea, Tachtsidis e a nostro avviso Bradley per Stekelenburg, De Rossi e sempre a nostro avviso Marquinho sono suoi errori, così come reputiamo un errore enorme l’aver avallato in estate e per tutta la fase iniziale del campionato le pretese di scudetto di giornalisti tifosi che adesso speculano sulla sua fine. Noi in virtù soprattutto di questa campagna comunicativa nutrivamo grosse perplessità fin dall’inizio (mia presenza a Goal di notte durante Roma-Catania), ma non per questo pensavamo che l’avventura di Zeman in giallorosso dovesse per forza finire così e non per questo siamo minimamente contenti di aver avuto ragione.
Andreazzoli adesso potrà ripartire da una buona squadra e da un’ottima preparazione atletica. Se capirà subito qual’è la formula giusta per far rendere al meglio i giallorossi la stagione potrebbe non essere da buttare.

balotelli

Se saltelli.. per un grande personaggio che va, uno che torna e trova il suo calcio pronto a riaccoglierlo a braccia aperte. SuperMario è un fuoriclasse che se ne frega relativamente di esserlo, per noi era destinato a tornare in Italia, dove in virtù di un calcio inferiore lui, anche al 50%, può essere la prima donna e può sempre fare la differenza (in un campionato top come la Premier e in una società come il City, dove lui non può non essere che uno dei tanti, è molto più difficile.. guardare anche il rendimento di un altro ex City, Robinho, per credere..) anche perchè ad una società come il Milan il rigore o la punizione regalata per iscrivere, anche nelle giornate più nere, il proprio nome sul tabellino dei marcatori non manca mai..
Dispiace perchè forse ieri il Milan ha giocato anche bene e il galvanizzante Effetto-Balota nei confronti dei compagni non è difettato (Niang, sembrava giocasse al fianco del suo mito di sempre).
Se la mela marcia non infetterà tutto lo spogliatoio (Berlusca docet) e il Milan l’anno prossimo dovesse acquistare qualche giocatore di livello anche nelle retrovie, potrebbe tornare addirittura competitivo in Europa e questo è il più grande augurio che facciamo ai rossoneri..

To be Baloted..

Punto Roma: notte fonda all’Olimpico, finisce l’era Zeman

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Di Alberto Rossi

Alla fine il legame si è interrotto. Zdenek Zeman non è più l’allenatore della Roma ed è stato esonerato nella mattinata di sabato dopo l’ennesima pesante sconfitta in campionato. Il ko interno nell’anticipo di venerdì contro il Cagliari (2-4) è stata la conferma definitiva, semmai ce ne fosse ancora bisogno, che molte cose non funzionavano più (o non hanno mai funzionato). Una squadra che non riusciva più a fare nemmeno le cose più semplici. Nel match di venerdì sera sono stati sbagliati quasi tutti i movimenti e i passaggi più elementari ed i giocatori non hanno mai mostrato la cattiveria giusta nel voler riacciuffare il risultato. Malissimo la difesa in tutti i gol subiti ed un vero e proprio disastro il portiere, soprattutto in occasione della seconda rete rossoblù. Zeman paga la gestione molto discutibile di alcuni giocatori e l’insistenza con cui portava avanti le sue scelte tattiche e di schierare diversi giocatori evidentemente non all’altezza. Scelte che non hanno premiato il tecnico. Sicuramente il boemo non è l’unico responsabile: gran parte della squadra non si sta dimostrando all’altezza della situazione sul campo e gli errori della società, da due anni a questa parte, sono stati sin troppo evidenti. In questo momento, però, l’unica cosa che si poteva cambiare era l’allenatore. E per come si stavano mettendo le cose – ultimi risultati e classifica – si è trattato di un epilogo, per quanto amaro, inevitabile.

Luci: nessuna

Ombre: soliti errori difensivi ma anche inconsistenza nel reparto avanzato. Giocatori come Lamela ed Osvaldo attualmente sono irriconoscibili. Tra i pali, Goicoechea da incubo per il gol subiti ed il clamoroso autogol. In mezzo al campo qualità completamente assente.

Quello che verrà: la squadra è stata affidata ad Aurelio Andreazzoli fino a giugno. Andreazzoli è stato il vice di Spalletti sia ai tempi di Udine che di Roma ed è poi tornato a Trigoria, sempre in qualità di vice allenatore, nel 2011 con Montella in panchina. Successivamente è rimasto nello staff tecnico nelle gestioni di Luis Enrique e Zeman e, perciò, conosce molto bene l’ambiente ed i giocatori. Il tecnico di Lucca avrà il difficile compito di risollevare la stagione e riportare la squadra almeno in zona Europa League, oltre a centrare la finale di Coppa Italia. Quel che è certo è che la Roma si trova nel momento più duro della stagione e da qui in avanti difficilmente potrà fare peggio. L’ottavo posto  in classifica non è una posizione accettabile.

Punto Roma: altro passo falso e clima infuocato. Cambio in arrivo?

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Di Alberto Rossi

Non c’è pace dalle parti di Trigoria e la situazione sembra essere giunta ad un punto di non ritorno. Gli ultimi risultati ed il clima incandescente che si respira all’interno (squadra, giocatori, dirigenza) rendono il momento molto delicato. Il pareggio (3-3) di Bologna, arrivato dopo le solite disattenzioni dei giallorossi nella fase difensiva, ha contribuito ad accentuare la delusione da parte di tifosi e dirigenza per questa stagione che sta diventando sempre più compromessa. Ancora una volta la Roma subisce gol con troppa facilità (sono 6 i gol presi dal Bologna tra andata e ritorno) e sempre nella stessa maniera. Difficoltà che sono ormai strutturali in questa squadra ed ora l’ambiente sembra aver perso la pazienza. Neanche le buone cose create in avanti possono più bastare per una squadra che è la seconda peggior difesa del campionato dietro al Pescara. La zona Champions ormai è un miraggio ed anche l’Europa League rischia di scappare; la Roma, adesso, è ottava in classifica. Ma quello che più cattura l’attenzione dei tifosi, in questo momento, sono le parole dette da Sabatini in conferenza stampa il giorno dopo la partita. Ancora non è stata digerita l’intervista di Zeman alla vigilia della partita con il Bologna. Dichiarazioni, quelle del direttore sportivo, che pesano come un macigno soprattutto nei confronti del tecnico a cui è stato rivolto una sorta di ultimatum.

Luci: in questo scialbo pareggio l’unica nota positiva è aver ripreso la partita dopo aver subito il gol del 3-2. Se la Roma avesse cominciato a pareggiare partite (poi perse) da prima adesso avrebbe una classifica leggermente diversa.

Ombre: sembra essere notte fonda sui giallorossi, in tutto e per tutto. Solite lacune difensive e, tra i pali, Goicoechea disastroso. Regna incertezza sul futuro tecnico della squadra e le dichiarazioni del ds Sabatini hanno contribuito ad incrementarla.

Quello che verrà: venerdì sera la Roma sarà di nuovo in campo nell’anticipo casalingo contro il Cagliari ma è ovvio che la settimana sarà concentrata sulla situazione interna al club. La dirigenza, per la prima volta, non esclude l’ipotesi del cambio di allenatore ed i prossimi giorni saranno decisivi. È sicuramente il momento più delicato della stagione.

Napoli – Roma 4-1, le pagelle

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di Alessia Fratarcangeli

SS NAPOLI

 

De Sanctis – 7 ammonito per proteste, decisivo sulle conclusioni di Destro. Salva per due volte consecutive la sua porta prima su Lamela e subito dopo su Pjanic. Una gara molto attenta la sua, bloccando ogni incursione giallorossa, aiutato dall’imprecisione degli avversari.

Campagnaro – 6 brutto fallo su Totti che gli costa l’ammonizione, molto attento e preciso nell’ostacolare le percussioni degli attaccanti avversari.

Gamberini – 5 insieme al suo compagno di reparto (Britos) è sempre in affanno, non un’ottima prestazione.  Non ha commesso sbagli eclatanti solo perché lì dietro De Sanctis era il più attento e vigile di tutti.
Britos – 5.5 cerca di contenere gli attacchi degli avversari, ma gli riesce ben poco, è graziato dall’imprecisione dei suoi avversari. Inizia a soffrire di più quando si trova a marcare Osvaldo.

Maggio – 6.5 primo tempo altalenante, inserimenti più pericolosi  e pungenti nel secondo tempo. È suo il gol che chiude la partita.

Behrami – 6 recupera molti palloni, commettendo però qualche fallo di troppo.

Inler – 5.5 al 30’ del primo tempo prova un tiro, per il resto prestazione sterile. Dzemhaili (65’) – 6 grazie a lui Pjanic lascia la sua squadra in inferiorità numerica.

Zuniga – 7 crea non pochi problemi ai difensori della Roma e in fase difensiva sono poche le volte che lascia spazio a Lamela. È dalla sua zona che parte l’azione del secondo gol e anche altre incursioni pericolose.
Hamsik – 5 primo tempo sottotono; ha un paio di occasioni d’oro sui piedi ma le spreca clamorosamente. Prestazione anonima, caratterizzata da troppi e imperdonabili sbagli. Insigne (87’) – s.v.

Pandev – 6 ottimo assist per Cavani, all’inizio trova parecchi varchi nella difesa giallorossa. Ha messo qualità in alcune giocate, ma altre volte è sembrato molto impreciso. Mesto (80’) – s.v.

Cavani – 9  sfrutta un’ottima verticalizzazione di Pandev e non ha problemi a buttarla in rete (5’). A inizio secondo tempo con grande personalità, e spalle alla porta, mette dentro il secondo gol. Al 70’ completa una straordinaria tripletta con un colpo di testa su calcio d’angolo. In superiorità numerica trova sempre più spazio e va vicino al quarto gol. Goicoechea gli nega questa gioia.

All. Mazzarri – 6 è evidente che stasera il suo Napoli a livello di collettività è meno squadra dei suoi avversari. Parte forte, ma poi frena bruscamente e subisce fin troppo la pressione da parte della Roma, pur essendo sempre in vantaggio. Cavani gli risolve ogni cosa e sfrutta al massimo le occasioni create, trascinandoli a una schiacciante vittoria.

 

AS ROMA

 

Goicoechea – 5 poca colpa sul primo gol, riesce a toccarla ma non a deviarla. Nel primo tempo non è molto impegnato. Sul secondo gol intervento un po’ scomposto, ma non può nulla sulla terza rete di Cavani che schiaccia la palla a terra di testa. Ancora lui protagonista nel finale quando toglie la palla dai piedi di Cavani diretto in porta. Cerca di evitare il quarto gol, ma invano.

Piris – 4.5 non riesce proprio a star dietro a Zuniga, effettua un salvataggio prodigioso a tu per tu con Cavani. Per il resto ha sofferto troppo, si è reso poco utile e da lui sono partiti ben pochi cross per servire i compagni in attacco.  Florenzi (81’)- 5.5  a fine gara confezione un buon cross per Bradley, che però la mette fuori.

Burdisso – 5 arriva in ritardo nell’azione che porta al terzo gol del Matador; come tutti i suoi compagni non riesce a contenere lo straripante Cavani, unico vero problema della serata.

Castan – 5 sull’azione del primo gol rimane fermo, senza ostacolare il passaggio di Pandev per Cavani. È in affanno come tutti gli altri quando si tratta di fermare l’attaccante uruguaiano.

Balzaretti – 5 cerca di mette in difficoltà gli avversari sulla sua fascia, e a volte gli riesce. Nel secondo tempo non ce la fa a togliere da per terra  la palla a Pandev, che riuscirà a servire Cavani per il secondo gol. Prestazione a tratti poco convincente, il feeling con il Capitano stasera è a dir poco inesistente.

Pjanic – 5 prende un’ammonizione a inizio primo tempo per fermare Zuniga. Appare molto nervoso in campo. Effettua un gran tiro al 37’ respinto da De Sanctis e, grazie a un suo splendido passaggio, manda Osvaldo in gol. Nel complesso troppo impreciso e disorientato e il suo nervosismo gli costerà il secondo giallo e l’espulsione.

De Rossi – 5 è suo il primo tiro della Roma, che però non risulta pericoloso. Nel primo tempo aiuta in qualche occasione il reparto difensivo, cosa che fa più raramente nella ripresa. Confuso quando a inizio secondo tempo al limite dell’area di rigore non sa se passare o tirare. Una gara molto sottotono; il centrocampo, senza la sua solita autorità, si sgretola piano piano.

Bradley – 6 primo tempo incolore per lo statunitense, che però migliora di molto la sua prestazione nella ripresa. Colleziona alcune chiare occasioni da gol: butta il pallone fuori al 68’ a porta vuota e ha la possibilità di segnare  di testa su cross di Florenzi. È uno dei pochi della sua squadra che non ha mollato fino all’ultimo.

Totti – 6 offre ottimi assist a Destro, che assolutamente non è stato in grado di sfruttarli. Stavolta non riesce a trascinare come si deve la sua squadra. A volte è troppo impreciso, però è comunque il migliore tra i suoi compagni.

Lamela – 5 la difesa del Napoli (soprattutto Zuniga) lo intrappola e non gli permette di muoversi come vorrebbe. A metà del primo tempo inizia a trovare i suoi spazi e al 43’ prova una conclusione personale troppo centrale. È comunque una prestazione insufficiente, ci si aspettava molto di più dal capocannoniere della squadra giallorossa.

Destro – 5 Ha la sua prima occasione al 31’: cerca di spingere la palla in scivolata, ma trova sulla sua strada De Sanctis. Tiro poco potente sul primo palo al 34’ sempre su assist di Totti, ma non sorprende l’estremo difensore avversario. Al 59’ sbaglia nuovamente una conclusione fin troppo facile. Tanta corsa e lotta, troppo spreco e poca determinazione davanti la porta. Osvaldo (61’)- 6 entra convinto e subito crea scompiglio nella difesa del Napoli. Al 72’ segna in diagonale anticipando Britos su passaggio di Pjanic.

All. Zeman –  5.5  non ha molta colpa la sua squadra, a parte i soliti black out difensivi.  I suoi giocatori hanno creato fin troppe occasioni da gol, non sfruttate a dovere soprattutto dal giovane Destro. Nel complesso una prestazione più che sufficiente che però non permette di portare a casa i 3 punti e di frenare l’uruguaiano Cavani. Anzi, la Roma paga fin troppo la sua poca incisività davanti la porta.

 

Arbitro Tagliavento – 6 gara ricca di cartellini gialli, non ci sono state situazioni difficili da amministrare. Giustamente espelle per doppia ammonizione Pjanic.

 

 

Roma-Milan 4-2: le pagelle

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di Alessia Fratarcangeli

AS ROMA

Goicoechea – 7.5 nel primo tempo è poco impegnato, salva il vantaggio giallorosso con un intervento da terra su El Shaarawy. Nella ripresa da spettacolo difendendo la porta prima dalle insidie di Robinho, poi doppio intervento su Boateng. Prende l’ammonizione toccando il piede di Pazzini e regala così un rigore ai rossoneri. Subito dopo respinge con difficoltà un colpo di testa di Pazzini, ma Bojan ne approfitta e la mette dentro.

Piris – 6.5 a volte rischia e non riesce a tenere a bada la velocità prorompente di El Shaarawy, ma tutto sommato è molto concentrato e crea non pochi problemi al Faraone e a Robinho.

Marquinhos – 6.5 nel primo tempo è impeccabile, ha una lettura del gioco superba. Peccato che la sua ennesima buona prestazione è macchiata da uno sciocco fallo di mano da ultimo uomo (nonché in una situazione di chiara occasione da gol) che gli costa il cartellino rosso al 78’.

Burdisso – 7 il gol del vantaggio giallorosso porta la sua firma: colpisce di testa su calcio d’angolo di Pjanic e insacca il pallone a fil di palo alla sinistra di Amelia, che rimane spiazzato. Affronta la partita con minuziosa attenzione e si sacrifica, prendendo l’ammonizione, per fermare El Shaarawy.

Balzaretti – 6.5 confermato ancora lo splendido feeling con Totti. Al 60’ crea un grandioso e preciso assist e manda a segno Lamela, che sigla il 4-0.

Pjanic – 6 partita fatta di luci e ombre per il bosniaco. Rispetto alle altre partite si vede di meno in attacco, ma contribuisce al successo giallorosso con il suo preciso cross per la testa di Burdisso.

De Rossi – 7 si rivede di nuovo  la colonna portante del centrocampo della Roma. Attento, preciso nelle verticalizzazioni, prova anche a cercare la conclusione personale, ma il tiro è troppo centrale. Quando tutti si aspettavano che tirasse, lancia Lamela verso il 3-0 con un fantastico assist.

Bradley – 6 Reattivo, sempre pronto a inserirsi in ogni azione offensiva, è da lui che parte l’azione del terzo gol. Buono il suo lavoro anche in fase difensiva, rientra per aiutare i compagni soprattutto nelle situazioni più disordinate in area giallorossa.

Lamela – 7.5 Al 30’ sigla il 3-0 battendo con freddezza e classe il portiere rossonero. Firma nel secondo tempo la sua meritata doppietta con un  gol di testa che va a spiazzare sia Costant che Amelia. Come anche gli altri attaccanti giallorossi, manda in tilt la difesa rossonera ;spende molto anche nel rientrare in fase difensiva, ma è sempre pronto a ripartire. Florenzi (67’) – 6 entra e si vede subito che è molto carico. Con la sua velocità mette in difficoltà i giocatori rossoneri.

Osvaldo – 7 cinico, pronto a sfruttare ogni occasione che gli si presenta. All’11 trova un gran tiro, parato da Amelia. Il secondo gol porta la sua firma, grazie all’assist di capitan Totti ed è quasi la fotocopia del primo gol di Burdisso. Destro (67’) – 5.5 unica nota non (troppo) positiva, ma solo perché dopo  dieci minuti la Roma si ritrova in inferiorità numerica e perciò non ci sono molte occasioni per indirizzare l’attaccante verso la porta.

Totti – 7 come in tutte le grandi occasioni, illumina il gioco della squadra giallorossa. Da fastidio ai suoi avversari e si procura astutamente molti falli. È sua la pennellata vincente  che manda facilmente in gol Osvaldo; al 49’ potrebbe firmare il 4-0 con un diagonale di sinistro, che finisce fuori di poco. Romagnoli (80’) – s.v.

Zeman – 7 quando si tratta di preparare i big match, a quanto pare ha imparato dai suoi errori. Privo di Castan, schiera Burdisso che di certo non gli fa rimpiangere il brasiliano.  I suoi tre argentini gli regalano questa vittoria; la sua squadra ha sempre cercato la via del gol anche quando la partita era già chiusa da un pezzo. Dopo l’espulsione di Marquinhos mette in campo il giovane Romagnoli, incoraggiandolo a bordo campo. La nebbia e le polemiche di Verona sembrano  dimenticate oramai.

AC MILAN

Amelia – 5  all’11 del primo tempo effettua una gran parata su tiro di Osvaldo, ma pochi secondi dopo rimane paralizzato sul colpo di testa di Burdisso che svetta tra i difensori rossoneri e segna l’1-0. Non può nulla neanche sul secondo gol, messo a segna da Osvaldo nella stessa modalità di quello di Burdisso e sul gol del 3-0 firmato Lamela. Nel complesso la colpa dei quattro gol subiti è da attribuire più che altro a una difesa scoordinata e non attenta.

De Sciglio – 5.5 innesca qualche buona azione nei primi 10 minuti della partita e negli ultimi 10 minuti. Per il resto, abbastanza titubante e impreciso, sulla scia dei suoi compagni di reparto. Sbadatamente consegna la palla a Bradley, che innescherà l’azione del terzo gol.

Mexes – 5 cerca di dare una mano anche in attacco, proponendosi più volte, ma dati i blackout  difensivi farebbe meglio a rimanere al suo posto.  Una prestazione deludente, macchiata anche da alcuni interventi scomposti.

Yepes – 4.5 il peggiore del reparto difensivo rossonero. Al 10’ ruba un pallone a Osvaldo che potrebbe diventare pericoloso. A metà del primo tempo, sul cross di Totti, si fa prendere il tempo da Osvaldo, che va a segno, e insieme a Constant si perde Lamela nell’azione del quarto gol.

Constant – 5 colpevole quanto Yepes in svariate occasioni e soprattutto nell’azione del quarto gol giallorosso. Una prestazione poco convincente, fatta più di bassi che di alti in sintonia con l’intera difesa del Milan. In superiorità numerica, riesce a proporsi anche in attacco.

Montolivo – 5 primo tempo inesistente, il centrocampo che dovrebbe essere guidato da lui è invisibile e i giocatori giallorossi posso facilmente dominare. Lento, quasi addormentato, forse una delle sue peggiori prestazioni in questo girone d’andata;figuriamoci se poteva tener testa al giovane Florenzi.

Ambrosini – 5 la colpa sul gol di Burdisso potremmo attribuirla anche a lui, che viene colto alla sprovvista sullo stacco dell’argentino. Per il resto molte volte il giocatore più che sulla palla, si getta direttamente sui giocatori, questo però non  cambierà la sua prestazione sottotono e  la disorganizzazione del suo centrocampo. Muntari (76’) – sv entra a partita ormai conclusa e, come tutti i suoi compagni, va all’arrembaggio verso l’area giallorossa negli ultimi 10 minuti, senza creare nulla di concreto.

Nocerino – 4.5 ha 45 minuti per convincere Allegri a non cambiarlo, ma il giocatore è davvero in una giornata negativa, risulta non pervenuto in campo e perciò viene sostituito al 55’. Pazzini (55’) – 6 inizia a cercare i suoi spazi soprattutto dopo l’espulsione di Marquinhos. Il reparto offensivo lo tira avanti lui, procurandosi il rigore e trasformandolo in gol, e un minuto dopo costruisce l’occasione che porterà a segno Bojan. Stasera unica nota positiva di un attacco sterile.

Robinho – 5.5 nel primo tempo  regala una palla molto insidiosa per El Shaarawy, che non la sfrutta a pieno. Per il resto della partita è ostacolato molto bene da Piris, che gli concede sempre meno spazio. Nel secondo tempo prova a calciare verso la porta, ma trova un Goicoechea molto reattivo. Bojan (69’) – 6  insieme a Pazzini, crea più pericoli della coppia Robinho-El Sharaawy. Va al tiro un paio di volte e trova il gol su respinta del portiere giallorosso.

Boateng – 5 cerca spazio per far partire El Sharaawy, ma senza successo. Indietreggia anche in difesa per dare una mano al giovane De Sciglio. Va al tiro una volta, ma la palla impatta contro Balzaretti e in più Goicoechea gli nega per due volte il gol su colpo di testa da distanza ravvicinata.

El Shaarawy – 5.5 il giovane talento rossonero delude le aspettative. L’unica cosa di lui che si vede è tanta corsa, ma non si rende quasi mai pericoloso, a esclusione dell’azione in cui Goicoechea lo anticipa da terra. È murato dalla difesa giallorossa, però comunque lascia il segno sul cross che effettua per Pazzini e che porterà il Milan sul 4-2.

Allegri – 4.5 mette in campo una squadra addormentata, lenta e scomposta, soprattutto nel reparto difensivo e a centrocampo.  E c’è da dire che gli attaccanti che ha disposto stasera in campo non erano nelle condizioni migliori. Nel secondo tempo azzecca sicuramente i tre cambi, con Bojan e Pazzini che per 10 minuti hanno creato disordine nell’area giallorossa, ma è ormai troppo tardi. La partita è già persa alla mezz’ora del primo tempo.

Arbitro Rocchi [di Firenze] – 6.5 partita facile da gestire, giusta amministrazione dei cartellini e stranamente nessuna situazione da moviola. Il cartellino rosso per Marquinhos è inevitabile dato che il giovane centrale della Roma si trovava in posizione da ultimo uomo, faccia a faccia con El Shaarawy, in una chiara occasione da gol e allarga volontariamente il braccio nel momento in cui l’attaccante rossonero tenta di spostare il pallone. Giusta anche l’assegnazione del calcio di rigore su Pazzini, poiché il portiere della Roma si disinteressa del pallone e con la mano va a colpire il piede del centravanti del Milan.