Fair-play finanziario, tempo di bilanci

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fairplay

di Marco Marini

La Uefa incomincia a fare sul serio. A pochi giorni dal 31 Dicembre sono arrivate le prime sentenze da parte del collegio consultivo della Commissione per il controllo finanziario dei club del massimo organo sportivo europeo. Otto società su nove prese in esame sono state sanzionate. Le squadre in questione per cui è scattato il procedimento dell’esclusione dalle Coppe Europe sono Malaga, Hajduk Spalato, Rapid Bucarest, Osijek, Dinamo Bucarest e Partizan Belgrado. Le altre due coinvolte, Vojvodina e l’Arsenal Kiev, sono state punite solo con un ammenda, rispettivamente, di 10 mila e 75 mila euro. D’altronde il bilancio è una realtà che le società calcistiche non possono far finta che non esista. E ancor di più adesso, dal momento che la Uefa sta effettuando controlli a tappeto riguardo le gestioni societarie della stagione 2011-2012. I punti su cui le società sono e verranno monitorate, a detta di Michel Platini, sono l’eventuale presenza di debiti, la fornitura di informazioni finanziarie e l’obbligo del pareggio di bilancio. Chi non rispetterà questi parametri verrà sanzionato.

L’idea di fair play finanziario nasce dal fatto che le disparità tra le società, nel calcio moderno, sono sempre più spesso dovute a un fattore economico piuttosto che a uno sportivo. Infatti, con questo termine si indica un progetto tramite il quale si  vogliono estinguere i debiti contratti dalle società calcistiche inducendole a un auto-sostentamento finanziario.

Le società italiane, per il momento, come Napoli, Lazio e Udinese riescono ad avere dei buoni introiti e a chiudere sempre l’anno in positivo. La Juventus, sebbene in rosso, si trova in una situazione abbastanza rassicurante. Così come quella del Milan che dovrebbe ripianare il deficit grazie alle cessioni illustri. Decisamente negativo è il bilancio dell’Inter con un bilancio in negativo di 77 milioni di euro così come quello della Roma, in rosso di 58,4 milioni di euro. Leggermente migliore il bilancio della Fiorentina che, grazie al finanziamento di 15 milioni da parte dei Della Valle, è riuscita a diminuire il deficit del 2011, attestatosi sui 32,5 milioni.

In Europa, nei primi mesi del 2012, sono state controllate le società calcistiche ed i dati hanno attestato che il debito si aggira intorno a 1,5 miliardi di euro. Inoltre è stato notato che il 75% delle società non riesce ad avere un bilancio in parità. Sono moltissime quelle indebitate. Il Manchester City ha concluso il 2011 con una perdita di 225 milioni di euro. Tra le squadre inglesi anche Chelsea, il Manchester United ed il Liverpool si trovano con il bilancio in passivo. In Spagna il Barcellona ha un indebitamento di 98 milioni di euro mentre il Valencia si trova in passivo di 260 milioni di euro.

Ma c’è già chi ritiene che sia una provvedimento che non verrà applicato ugualmente a tutte le squadre e che verranno fatti eventuali “trattamenti di favore”. Questa è la preoccupazione di Karl-Heinze Rummenigge. All’ex campione tedesco non è passato inosservato il contratto sottoscritto dal Paris Saint Germain con la Qatar Tourism Authority, azienda responsabile delle attività turistiche del Paese la cui promozione spetterà alla squadra francese. Un accordo che offrirà la possibilità alla società transalpina di intascare già da questa stagione ben 150 milioni che gli consentirebbero di coprire quasi tutto il monte ingaggi. Ciò che turba maggiormente il presidente del Bayern Monaco è che il Paris Saint Germain, con questo meccanismo, aggirerebbe le regole del fair-play finanziario. In merito a ciò, infatti, ha dichiarato di “osservare questa situazione con grande interesse e con altrettanta preoccupazione” confidando nel fatto che “la Uefa faccia chiarezza”. Dello stesso parere è anche Hans Watzke, amministratore delegato del Borussia Dortmund, il quale ha sottolineato il fatto che “bisogna stare attenti al mercato delle  sponsorizzazioni”.

Per questo motivo, infatti, bisogna vigilare con ancor più attenzione perché molti club, soprattutto quelli legati agli sceicchi, potrebbero aggirare l’ostacolo con sponsorizzazioni milionarie. Ciò significherebbe, quindi, addio fair-play finanziario.

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