Archivi tag: razzismo

Inter – Tottenham, aperta inchiesta dall’Uefa

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L’Uefa ha deciso di aprire un’ inchiesta sull’Inter. Durante la gara di Europa League di Giovedì scorso, Inter – Tottenham, alcuni sostenitori nerazzurri si sarebbero resi protagonisti, in negativo, di cori razzisti nei confronti di Emmanuel Adebayor.

Secondo quanto dichiarato dall’allenatore della squadra inglese, Villas Boas, i cori a stampo razzista nei confronti dell’attaccante degli Spurs “erano molto facili da sentire”. Per questo motivo ha voluto segnalare il caso all’ Uefa che, con molta probabilità, verrà esaminato il prossimo 19 Aprile.

Siccome non è la prima volta che succedono episodi del genere nella tifoseria nerazzurra, è probabile che l’Inter sarà soggetta a possibili sanzioni. Un procedimento disciplinare che terrà conto anche del lancio di oggetti in campo durante la gara.

Redazione Social Football

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Europa League, l’Uefa punisce la Lazio

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Lazio – Stoccarda e l’eventuale quarto di finale a porte chiuse. E’ questa la decisione della Uefa resa nota in serata. In merito al saluto nazista di circa 300 persone proveniente dalla curva Nord dello stadio Olimpico durante il match di Europa League Lazio – Borussia Moenchengladbach, il massimo organo calcistico europeo ha sanzionato il club biancoceleste con la squalifica del campo per il prossimo incontro della competizione europea. A questo provvedimento va aggiunta anche la multa di 40 mila euro. Una stangata che potrebbe costare caro alla Lazio per il proseguo in Europa.

Il presidente Claudio Lotito, venuto a conoscenza della decisione, ha dichiarato al riguardo: “Due gare in casa in Europa League a porte chiuse: è incredibile. Sono fatti inventati. Faremo ricorso, questo è certo. Un provvedimento abnorme rispetto alla realtà, la Lazio ha fatto tutto quello che poteva e doveva per impedire che ciò avvenisse. Subire una squalifica di una o più partite a porte chiuse, che provocherà un grave danno economico alla società e che impedirà ai tifosi di partecipare a un evento come questo, mi sembra assurdo. Non possiamo come club essere penalizzati per l’errore di pochi.

Redazione Social Football

Boateng testimonial Onu contro il razzismo

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Le Nazioni Unite hanno invitato Kevin Prince Boateng alla Giornata Internazionale per l’Eliminazione delle Discriminazioni Razziali. In seguito ai fatti accaduti a Busto Arsizio durante l’amichevole Pro Patria – Milan, il centrocampista rossonero è stato considerato l’uomo ideale per un importante momento di riflessione che quest’anno si concentra sul tema “Sport e razzismo: diamo un calcio al pregiudizio”.

L’evento, come tutti gli anni a partire dal 1966, anno della prima edizione, si terrà il prossimo 21 Marzo presso il Palazzo delle Nazioni di Ginevra.

La società rossonera ha fatto sapere in un comunicato che: “Questo evento che segue la storica decisione del giudice sportivo di ieri in ordine cronologico, e che sul piano dei principi e dei valori è un ulteriore attestato di vicinanza al Milan e al suo giocatore  dopo i fatti di Busto Arsizio, riempie d’orgoglio tutto il club rossonero e tutti i suoi tifosi”.

Redazione Social Football

Caso Boateng, decisione giudice altro calcio al razzismo

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di Marco Marini

La decisione del giudice Tosel di archiviare la posizione del Milan in merito ai fatti di Busto Arstizio rappresenta un altro passo avanti contro il razzismo. Una presa di posizione che vuole dimostrare che qualcosa all’interno del sistema calcio si sta muovendo. In merito alla vicenda, infatti, Tosel ha dichiarato che “gli essenziali valori dello sport e la civile convivenza escludono che possa acquisire rilevanza disciplinare un gesto di solidarietà verso un uomo vittima di beceri insulti”.

Dal canto suo, la società rossonera ha apprezzato molto la decisione come si legge nel comunicato in cui ha tenuto a precisare che “L’A.C. Milan desidera manifestare il proprio apprezzamento per la decisione resa dal giudice sportivo in relazione ai gravi fatti verificatisi in occasione della gara amichevole Pro Patria-Milan. Il provvedimento di archiviazione, giunto attraverso il superamento del profilo strettamente formale della norma disciplinare, rivela infatti una visione moderna e illuminata del diritto, a tutela dei lavori primari di ogni ordinamento civile”.

C’è chi, invece, pur condannando l’accaduto e ritenendo che bisogna combatterlo, pensa maggiormente al rispetto delle regole piuttosto che a trovare una soluzione per risolverlo. Sicuramente per contrastare un fenomeno così radicato quanto il razzismo, presente purtroppo da molti anni, occorre anche un po’ di buonsenso. Una caratteristica che, evidentemente, non è presente nel modo di intendere il calcio di Joseph Blatter. Secondo il presidente della Uefa, infatti, non ha senso “che un giocatore possa lasciare il campo perché altrimenti scatta la squalifica”.

A norma di regolamento è vero quanto dichiarato da Blatter anche se questa presa di posizione è destinata a fare giurisprudenza nel mondo calcistico. Da oggi in poi, infatti, ogni fatto verrà valutato autonomamente. In questo modo, quindi archiviando un’ eventuale procedura disciplinare nei confronti del Milan, la giustizia sportiva ha dato un segnale forte a chi tenta di rovinare il calcio e gli altri sport con attacchi a giocatori per la pelle, la razza e la fede religiosa.

D’altra parte il razzismo è un fenomeno presente non solo nello sport ma che in esso trova un’amplificazione molto forte e contro il quale le campagne di sensibilizzazione sono servite e serviranno a poco. Bisogna intervenire energicamente. Dichiarazioni di condanna nei confronti di episodi razzisti ce ne sono sempre state ma sono servite a poco. Forse adesso siamo arrivati al punto in cui si vuole debellare del tutto questo problema. Non sarà facile e, con molta probabilità non finirà mai. Intanto, però, escludendo dagli stadi le persone che compiono questi gesti ed impartendo alle nuove generazioni i veri valori sportivi si può inculcare una mentalità diversa che possa portare a vedere il calcio come uno sport, come un divertimento e non come uno strumento per diffondere idee di discriminazione che con lo sport non hanno niente a che fare.

Razzismo, Tosel assolve Boateng e il Milan (ma condannò Balotelli )

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di Michele D’Alessio

Il giudice sportivo Giamapolo Tosel ha archiviato la posizione del Milan e di Kevin Prince Boateng a proposito degli episodi di razzismo avvenuti nell’ormai celebre amichevole contro la Pro Patria del 3 gennaio scorso. Il giudice ha così sentenziato: “gli essenziali valori dello sport e la civile convivenza escludono che possa acquisire rilevanza disciplinare un gesto di solidarietà verso un uomo vittima di beceri insulti”.
Quindi, abbandonare il campo al verificarsi di cori razzisti non comporta alcuna sanzione, anzi, è un gesto di solidarietà.

Lo stesso giudice, però, 3 anni fa esatti, si pronunciò in maniera diversa nello stesso ambito. Il 6 gennaio 2010, infatti, durante Chievo – Inter, Mario Balotelli fu bersagliato dai “bu” di matrice razzista provenienti da alcuni settori dello stadio. Quando fu sostituito, Mario applaudì in direzione dei tifosi veronesi, “complimentandosi” sarcasticamente per il trattamento ricevuto. Il giorno successivo, il giudice Tosel comminò una sanzione di 7000 € al calciatore, per “avere, al 43° del secondo tempo, uscendo dal terreno di giuoco all’atto della sostituzione, rivolto ripetutamente un applauso provocatorio nei confronti del pubblico” .

Perchè questa disparità di trattamento? Perchè la reazione di Balotelli all’epoca non ha trovato le stesse condivisibili attenuanti riservate a Boateng?

Link immagini Chievo-Inter 6 gennaio 2010 con reazione Balotelli:

Grosseto, ennesimo gesto razzista

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L’Italia calcistica sembra proprio non volerne sapere di abbandonare le brutte abitudini razziste. Questa volta a farne le spese sono stati dei ragazzini stranieri della squadra toscana dell’ Amiata calcio impegnati contro l’ Albinia, altra formazione locale. I piccoli calciatori, classe 1996 e 1997 appartenenti alla categoria Allievi provinciali, sono stati bersagli di insulti a sfondo razzista. Durante tutta la gara, disputata ad Arcidosso, località in provincia di Grosseto, sono stati presi di mira da alcuni spettatori, una quindicina, che li hanno insultati in quanto provenienti dalla Turchia, dalla Tunisia, dal Marocco e dall’Albania. Un gesto, a dir poco, riprovevole che, purtroppo, conferma quanto sia radicato questo fenomeno nel nostro Paese.

Evidentemente, a nulla sono servite le immagini del match della scorsa settimana tra Pro Patria e Milan. La gara era stata interrotta per i cori razzisti di alcuni tifosi della squadra di Busto Arsizio che avevano suscitato l’ira del centrocampista rossonero e lo sdegno di molti spettatori. Sia quelli presenti allo stadio che coloro i quali hanno visto le immagini, infatti, sono rimasti indignati da quanto accaduto. Questo evento, però, rappresenta un fatto ancora più grave in quanto perpetrato, con molta probabilità, da alcuni genitori che hanno assistito alla partita. Secondo il giudice sportivo si sono resi protagonisti, in negativo, di “manifestazioni espressive di discriminazione” ai danni di ragazzi giovanissimi di quindici anni.

Per questo motivo la giustizia sportiva, venuta a conoscenza del grave accaduto, ha sanzionato la squadra dell’ Albinia con una multa di 550 euro per “per le offese da parte di una quindicina di persone al direttore di gara per tutta la durata della partita e per aver, intorno alla metà del secondo tempo e per 10 minuti circa ogniqualvolta toccavano il pallone i giocatori stranieri della squadra avversaria, gli stessi tifosi effettuato manifestazioni espressive di discriminazione”.

Si pensava, o almeno, si sperava che quanto successo a Boateng potesse cambiare qualcosa nel mondo del calcio al riguardo del razzismo. Invece, come sempre, siamo al solito punto da cui non ci si riesce mai a schiodare. Insomma si condanna il razzismo a parole ma non ancora con i fatti.

Cambierà prima o poi questo atteggiamento?

Redazione Social Football