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Punto Roma: un déjà vú rimasto a metà

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Di Alberto Rossi

La Roma non riesce a tornare a vincere il derby ed è costretta ad accontentarsi del pareggio dopo l’1-1 maturato lunedì sera. Per i giallorossi poteva andare molto meglio come poteva andare anche molto peggio. Se si analizza l’andamento della partita il risultato sta stretto alla squadra di Andreazzoli vista l’inferiorità numerica della Lazio per gran parte del secondo tempo ed il contraccolpo psicologico dei biancocelesti dopo il rigore fallito. Dall’altra parte, però, va detto che la Roma ha rischiato di affondare nel primo tempo quando la Lazio ha avuto in mano il pallino del gioco andando più volte vicina a chiudere la partita. E poi il rigore del possibile 2-0, sbagliato clamorosamente da Hernanes ad inizio ripresa e vero spartiacque dell’incontro, avrebbe chiuso definitivamente la partita. L’errore dal dischetto ha ricordato a molti il derby che si giocò nell’aprile di tre anni fa, con la Roma di Ranieri prima in classifica che andò in palese difficoltà e sotto 1-0 nel primo tempo, poi il rigore sbagliato di Floccari verificatosi nello stesso minuto così come il rigore del pareggio della Roma. Una serie di coincidenze dove, però, è mancata quella più importante per i tifosi romanisti.  Prima dell’errore del centrocampista laziale, la Roma ha sofferto molto regalando i primi 45’ agli avversari e mostrandosi pericolosa solamente con un tiro di Totti prima dell’intervallo. Lascia perplessi l’approccio alla partita dei giallorossi così come l’improvviso cambio di modulo adottato da Andreazzoli, passato alla difesa a 4, che non ha fornito notevoli risultati; la squadra non è sembrata messa benissimo in campo. Poi la trasformazione nella ripresa, avvenuta più per inerzia che per altro, e dopo il pari di Totti (raggiunti Delvecchio e Da Costa con 9 gol nei derby) la Roma ha sfiorato il vantaggio con qualche punizione sempre del Capitano e clamorosi errori sotto porta di Lamela e Florenzi. Complessivamente è stata una prestazione che ha lasciato l’amaro in bocca tra i tifosi ed ora i punti di distacco della Lazio diventano virtualmente 4, ora che lo scontro diretto è a favore dei biancoazzurri.

Luci: da salvare la reazione della squadra nel secondo tempo, trascinata (neanche a dirlo) da una grande prestazione di capitan Totti. Per come si era messa la partita si può parlare di un punto guadagnato.

Ombre: molto negativo il primo tempo dove la squadra poteva subire di più. Non convince il cambio di modulo. Troppi palloni persi a centrocampo, soprattutto da Pjanic e Florenzi. Con la superiorità numerica la squadra avrebbe dovuto essere più incisiva, poca cattiveria sotto porta.

Quello che verrà: era un derby da vincere per riavvicinarsi alla zona europea, il pari serve a poco ma ancora tiene in corsa la Roma. Il calendario adesso mette di fronte Torino, Siena e Pescara e la squadra di Andreazzoli deve ripetere il cammino dell’andata dove riuscì a portare a casa 9 punti. Da risolvere il caso Osvaldo che sta diventando sempre più scomodo tra le mura di Trigoria. E la semifinale di Coppa Italia incombe.

Punto Roma: benvenuti al Nord(ahl)

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Di Alberto Rossi

La Roma continua a vincere e, ora, le vittorie consecutive diventano tre. Anche stavolta non manca lo zampino del giocatore giallorosso più forte di tutti i tempi che, con il rigore del momentaneo 1-0, sigla il gol numero 225 in Serie A raggiungendo Gunnar Nordahl al secondo posto dei marcatori di sempre. La serata non può che essere nel segno di Francesco Totti, quindi, e lo stadio, al momento del gol, si è fermato per qualche minuto tributando una gratitudine – che probabilmente non sarà mai abbastanza – al suo capitano. La partita di domenica sera ha rivelato più insidie del previsto, merito soprattutto di un buon Genoa, apparsa una squadra ben organizzata che ha messo in difficoltà i giallorossi specialmente a cavallo dei due tempi. Non si è vista inizialmente una squadra reattiva e brillante come nelle scorse partite e ci è voluto l’episodio del rigore per sbloccare la partita. Anche nella ripresa la Roma ha fatto un po’ di fatica ma questa è una squadra capace di soffrire fino alla fine e portare a casa il risultato. Da segnalare la scelta di Andreazzoli di cambiare modulo nel corso del secondo tempo, passando dal solito 3-4-2-1 al 4-3-3 per arginare meglio i tentativi rossoblù: un ulteriore segnale che dimostra un radicale cambiamento rispetto al passato, semmai ce ne fosse ancora bisogno.

Luci: sin troppo ovvio mettere in evidenza l’ennesimo record di Totti, capace di superare ogni limite. L’altra nota lieta non può che essere rappresentata da Alessio Romagnoli, al debutto da titolare ed autore del gol del 2-1 oltre che di una prestazione assai positiva. Molto bene anche Stekelenburg, finalmente decisivo per questa squadra, avendo salvato il risultato più volte. Bellissima pagina anche quella di Simone Perrotta, uno straordinario professionista capace ancora di essere utilissimo alla causa giallorossa e di andare in gol.

Ombre: l’infortunio di Pjanic nel primo tempo lascia non poco preoccupato tutto l’ambiente giallorosso e si attendono i tempi di recupero. Assenza pesante così come quella di Marquinhos che ha dovuto dare forfait prima della partita ed anche per lui si teme uno stop non brevissimo. Balzaretti ed Osvaldo sono usciti tra i fischi al momento della sostituzione, autori di una prestazione sottotono.

Quello che verrà: la Roma guadagna un’altra posizione in classifica ed ora è settima, sopra il Catania. La quota per il terzo posto si abbassa ma cinque punti dal Milan sono ancora tanti. In questo momento i giallorossi devono innanzitutto riprendere la Fiorentina al sesto posto – sopra di due punti- per rientrare quanto meno in zona Europa League. Si prospetta una trasferta dura ad Udine sabato prossimo, soprattutto per alcune importanti assenze, ma questa nuova Roma deve continuare a raccogliere punti, cosa che finora sta facendo in modo impeccabile.

Social Football Web Radio : On Air “TuttA per Voi”

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On line la nuova puntata di “TuttA per voi“. Matteo Mansueti e Fabiano Di Stefano approfondiscono la venticinquesima giornata del campionato di serie A che si è disputata nello scorso week-end.

Buon ascolto. Argomenti: Napoli , cosa succede in città? Conte, perchè non sai perdere? Andreazzoli, l’uomo più semplice. Montella, la felicità! Stramaccioni, basta! Siena – Lazio, presentazione match.

Per ascoltare la puntata: http://213.175.198.64/~tv3/socialfootball.it/web-radio_socialfootball5.htm

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Punto Roma: sempre Totti e tanto cuore, Juve battuta

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Di Alberto Rossi

Nel momento più difficile della stagione la Roma riesce a conquistare la prima vittoria del 2013. E lo fa in grande stile, battendo i campioni d’Italia della Juve con il gol del suo capitano. La prima all’Olimpico dell’era-Andreazzoli non poteva andare meglio con una Roma che, in campionato, non si vedeva forse da tempo.

Tre punti arrivati grazie ad un assetto tattico impeccabile (Andreazzoli ha optato di nuovo per il 3-4-2-1) capace di arginare sul nascere tutte le offensive bianconere e grazie soprattutto ad un grande cuore che raramente i tifosi avevano potuto vedere negli ultimi tempi. Troppo evidente la differenze con la precedente gestione tecnica, in particolare sulla gestione del vantaggio e sull’atteggiamento tattico.

Le contestazioni dei giorni scorsi sono state spazzate via da questa grande vittoria ma, ora, la tifoseria si augura che la partita di sabato non si riveli un piacevole caso isolato e che la squadra trovi finalmente continuità di risultati.

Luci: grande prestazione da parte di ciascun giocatore. Su tutti, ovviamente, capitan Totti, match-winner e, come al solito, vero e proprio trascinatore della squadra. Spiccano anche le giganti di prestazioni di Marquinhos e Lamela, ormai non più una notizia. È stata anche la vittoria di Andreazzoli, capace di mettere in campo una squadra ordinata e di schierare gli uomini adatti. La difesa a tre sembra funzionare così come Pjanic nel ruolo di regista basso ma ha sorpreso anche Piris nei tre dietro.

Ombre: La squadra ha sofferto in particolare nella parte centrale del primo tempo in cui era stata accerchiata nella propria metà campo ma, soprattutto, per meriti della Juve. Per il resto difficile trovare elementi negativi in una serata del genere se non i cartellini gialli inflitti a Totti e De Rossi che fanno scattare la squalifica per la prossima domenica.

Quello che verrà: il compito più importante della Roma, adesso, è di mantenere alta la concentrazione e dare continuità (che troppo spesso è mancata) alla grande prestazione di sabato. Ancora una volta Andreazzoli dovrà reinventare la formazione in vista della difficile trasferta di Bergamo dopo la squalifica di Totti e De Rossi. Un match che dovrà sancire definitivamente le speranze della Roma di riacciuffare quanto meno un piazzamento per l’Europa League.

Roma – Juventus 1-0: le pagelle

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Pagelle Roma – Juventus  1-0 (Totti 13’st)
di Alessia Fratarcangeli
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As Roma
 Stekelenburg – 6.5 Si fa trovare pronto al momento opportuno sulla punizione di Pirlo e su conclusione di Matri, ma in alcune uscite è sembrato ancora un po’ insicuro.
Piris – 6.5 schierato per la prima volta come terzo di destra, la sua prestazione è soddisfacente anche perché riesce più di una volta a braccare il temuto Vucinic.
Burdisso – 6.5 un lavoro di grande attenzione e di anticipo sugli attaccanti bianconeri.
Marquinhos – 6.5 altra impeccabile prestazione del giovane brasiliano, che chiude gli spazi a Matri ed è preciso e attento nel gioco aereo.
Torosidis – 7 la vera sorpresa della serata è lui. Mette in costante difficoltà prima Asamoah e poi Padoin con le sue pungenti e veloci penetrazioni sulla fascia destra. Tanta corsa e sacrificio. Ha collezionato dei buoni cross bassi e insidiosi non sfruttati a dovere dai compagni.
De Rossi – 6.5 primo tempo un po’ altalenante con la brutta entrata su Lichsteiner e fatica a trovare un equilibrio a centrocampo; il secondo tempo si riscatta, aiutando i compagni del reparto difensivo. Osvaldo gli offre una palla invitante davanti a Buffon, ma non riesce a coordinarsi e a calciare la palla in rete.
Marquinho – 6 nella prima frazione di gioco non riesce a contenere l’insidioso Lichtsteiner, ma più di una volta si propone in attacco. Dubbia ancora la mano di Lichtsteiner in area di rigore su un suo tiro. Balzaretti (38’ st – s.v.)
Pjanic – 6 parte troppo timido e titubante, si vede ben poco nel primo tempo per poi accrescere la sua prestazione nella ripresa con la sua solita precisione nel far circolare palla, con un tiro insidiosissimo parato da Buffon e confezione un buon assist per Osvaldo che non sfrutta. Bradley (68’) – 6 aiuta la squadra più di una volta ad ostacolare l’offensiva bianconera.
Totti – 7.5 ancora lui, il migliore fra i suoi. Oscura l’altro veterano in campo, Pirlo, crea assist per i suoi compagni, si vede addirittura in fase difensiva e segna la rete numero 224 con la maglia giallorossa. E che goal! Un missile di destro da 30 metri e nulla può il malcapitato Buffon. Florenzi (87’) – s.v.
Lamela – 6.5 commette qualche errore, paga il fatto che alcune volte si perde in fraseggi inutili, ma è sempre pronto all’inserimento e non è mai fermo nell’aspettare la palla.
Osvaldo – 6.5 sembra che le contestazioni ricevute in settimana lo abbiano fatto reagire. Il primo tiro della serata porta la sua firma, a inizio secondo tempo non sfrutta l’invitante assist di Totti, colpendo di testa troppo centralmente per mettere in seria difficoltà Buffon. Il gol,che però non arriva, avrebbe potuto coronare una buon prestazione.
All. Andreazzoli – 7 stecca la prima, ma regala ai tifosi la prima grande gioia del 2013. Il cambio di modulo è azzardato, ma con una settimana in più di lavoro sulla gambe la sua squadra ha iniziato a mettermelo in pratica. Ha ricompattato il modulo difensivo, ora molto più organizzato e preciso, sventando così le incursioni bianconere.

Juventus FC
Buffon – 6 salva in più di un’occasione il risultato,prima su Pjanic e poi su Osvaldo. Ma nulla può sul destro di Totti.
Barzagli – 6 meno reattivo del solito, a volte fatica a star dietro ai movimenti di Osvaldo, però svolge sempre in  modo impeccabile i suoi compiti in fase difensiva.
Bonucci –  6 aiuta a risolvere diverse situazioni pericolose nella sua area, sempre attento e pronto a far ripartire i compagni. Il problema è in tutt’altro reparto, quello offensivo.
Lichtsteiner – 6 primo tempo da lottatore, ha davanti Marquinho che di certo non è difficile da saltare. Il problema è che non azzecca un cross e nel secondo tempo la stanchezza prende il sopravvento.
Caceres – 6 durante il match recupera molti palloni , effettua interventi efficaci, però soprattutto nella ripresa soffre le incursioni di Lamela e del greco Torosidis che penetrano con estrema facilità da quella parte.
Pirlo – 5.5 il più pericoloso degli uomini di Conte è apparso stanco in troppe occasioni, stasera tra gli over 30 non è sicuramente lui a brillare. In alcune occasioni è troppo nervoso, forse perché non riesce a impostare le azioni per i suoi compagni come vorrebbe. Prova a trovare il gol sulla sua solita punizione, ma Stekelenburg non si fa trovare impreparato.
Pogba –  5.5 rimpiazzare Marchisio non è facile, e si vede. Troppo lento, impulsivo e in più di un’occasione perde troppi palloni.
Asamoah – 5 sbaglia movimenti e giocate, soffrendo troppo gli scatti in velocità di Torosidis. Conte lo cambia al 51’ con Padoin (5) che proprio non fa la differenza. Torosidis ha campo aperto.
Vidal  – 5 di solito è sempre incisivo quando si trova davanti la squadra giallorossa. Stavolta fatica, sbaglia passaggi ai compagni, la sua riserva di energie si esaurisce quasi subito. Anelka – 5.5 cerca di fare da intermediario tra centrocampo e attacco. Non ha alcuna occasione di tirare in porta ma sicuramente fa di più della coppia in attacco.
Vucinic – 5 non c’è molto da dire sulla sua prestazione: uno dei due tiri verso la porta giallorossa è stato il suo, che esce di poco alla sinistra di Stekelenburg. Per il resto sembra confuso in mezzo al campo, sbaglia troppi palloni e non incide minimamente su quelle rare avanzate offensive dei compagni. Giovinco (51’) – 5 liscia clamorosamente un’ottima palla servita da Anelka, ma non è questo il punto. Ha 40 minuti per dare una svolta al reparto offensivo e invece ricalca la prestazione di Vucinic.
Matri – 5 la difesa giallorossa non gli lascia nessuno spazio per inserirsi e dall’altra parte i suoi compagni non lo servono mai.
All. Conte – 5 vuole vincere a Roma e allora mette più o meno la stessa formazione che ha giocato martedì in Champions League (ad eccezione di Marchisio). La squadra non rende neanche la metà di quello che ha dato in Europa 4 giorni fa e lui fa il polemico come al solito perché “ non si possono giocare 3 gare in 7 giorni”. Ha una panchina di qualità proprio perché la Juve vuole lottare su più fronti, allora perché non sfruttarla?

Arbitro Rocchi – 6 una direzione di gara abbastanza lineare, i suoi guardalinee non sbagliano un fuorigioco; unico dubbio il colpo di mano di Lichtsteiner su  tiro di Marquinho, giudicato a quanto pare involontario.

 

Social Football Web Radio : On Air “TuttA per Voi”

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On line la nuova puntata di “TuttA per voi“. Matteo Mansueti, Stefano Scaglietta e Fabiano Di Stefano approfondiscono la ventiquattresima giornata del campionato di serie A che si è disputata nello scorso week-end: Delirio Rossi, Disfatta Roma, Osvaldo – Totti , Lazio – Napoli che show! , Juventus – Fiorentina, allungo scudetto, Ruggito Inter, Milan Balotelli non basta.

Buon ascolto.

Per ascoltare la puntata: http://213.175.198.64/~tv3/socialfootball.it/web-radio_socialfootball5.htm

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Roma – Inter 1-1: le pagelle

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Pagelle Roma – Inter
di Alessia Fratarcangeli

AS ROMA

Goicoechea – 6 per gran parte del match rimane inattivo; nel primo tempo si rende protagonista di una pessima uscita su corner dell’Inter, che non riesce a sfruttare la disattenzione. Nulla può sul tiro fulmineo a pochi passi dalla porta di Palacio, che non sbaglia e sigla il pareggio.
Piris – 5 trova poco spazio, dato che si ritrova a duellare sulla fascia con il solito Juan Jesus. Va anche lui al tiro, una volta al 53’ con una palla centrale bloccata da Handanovic, poi nella seconda parte della ripresa ha due chiare occasioni davanti la porta che si sono concluse con tiri inguardabili.
Marquinhos – 6.5 impressionante come sempre la prova del diciottenne brasiliano. È il vero leader della difesa giallorossa, svolge un lavoro impeccabile su Palacio, che con lui a volte fa fatica a trovare spazio. Unica nota negativa: colpevole a metà con Castan per non aver contrastato al meglio Guarin nell’azione del pareggio nerazzurro.
Castan – 6 colpevole e poco incisivo nell’azione del pareggio nerazzurro; in alcuni tratti soffre la percussione di Guarin. Per il resto sempre attento e vigile  sulle incursioni degli attaccanti avversari.
Balzaretti – 5 probabilmente ancora deve riprendersi del tutto dal virus influenzale, non è nelle migliori condizioni e si vede. Respinge le incursioni di Nagatomo e spazza via il pallone capitato tra i suoi piedi dopo l’uscita a vuoto di Goicoechea. Poco incisivo sulla sua fascia.
Bradley – 6 nel secondo tempo si è parzialmente riscattato del primo tempo sotto tono. Perde troppi palloni ma si procura il calcio di rigore che porta la Roma sull’ 1-0. Nella ripresa indirizza prima Lamela e poi Piris verso la porta, ma non sfruttano al meglio gli assist dell’americano. Con l’entrata di Tachtsidis,  si trova a reggere da solo il centrocampo.
De Rossi – 6 gioca solamente un tempo, all’inizio della ripresa deve lasciare il campo per infortunio. Con lui a centrocampo la squadra è sicuramente più equilibrata, buone verticalizzazioni per Osvaldo e Florenzi, 45 minuti di gran sacrificio per lui. Tachtsidis (46’) – 4.5  entra al posto di De Rossi nel secondo tempo e il centrocampo cambia fisionomia. Troppi errori, troppi palloni persi, troppo lento il suo gioco; tutti questi difetti in alcuni momenti hanno innescato la ripartenza dei nerazzurri.
Florenzi – 6 partita di gran sacrificio per il giovane centrocampista, uscito dal campo abbastanza affaticato. Più volte ha dato il via ad azioni pericolose servendo in tutti i modi i suoi compagni, andando anche a raccogliere palloni in difesa per far ripartire più velocemente il gioco. Perrotta (68’) –  s.v.
Lamela – 5.5 non  è una delle serate migliori per l’argentino; offre ai suoi compagni qualche assist che non viene sfruttato, ma a volte sembra non riuscire a controllare il pallone. Nel secondo tempo il suo gioco diventa più concreto: prova una conclusione molto insidiosa al 34’ che esce di poco alla destra di Handanovic; all’83’ il portiere nerazzurro gli nega il gol parandogli un tiro da fuori area.
Osvaldo – 5.5 sebbene sia presente in ogni azione offensiva dei giallorossi, non riesce ad andare a segno in parte per le troppe volte che viene colto in fuorigioco, seppur minimo, e in parte per i cross non proprio perfetti dei suoi compagni. Sia nel primo che nel secondo tempo ha avuto buone occasioni per siglare il vantaggio, ma la poca precisione non l’ha portato al gol. Destro (80’) – s.v.
Totti – 6 rigore perfetto per il numero 10 dei giallorossi, offre dei buoni assist (ma non incisivi quanto vorrebbe) a Osvaldo. Non sfrutta l’occasione più invitante della serata, quando Handanovic, ormai a terra, lascia la porta scoperta, ma tutto si conclude con un semplice calcio d’angolo.
All. Zeman – 5 la squadra non ha espresso il suo miglior gioco, come anche l’Inter e forse pagano entrambi la stanchezza dei 120’ in Coppa Italia. La perdita di De Rossi causa non pochi problemi al reparto di centrocampo, che per questo match non ha visto in campo neanche Pjanic, poiché il boemo preferisce Bradley e Florenzi accanto a De Rossi. E forse questa mossa gli si è ritorta contro, come anche l’attacco titolare preservato mercoledì appositamente per questa sfida, che stasera fa cilecca.

FC INTER

Handanovic – 6.5  tra i nerazzurri uno dei migliori. Nel primo tempo non ci sono molti interventi decisivi, anche perché gli attaccanti giallorossi sbagliano da soli data la loro poca precisione sotto porta. Rischia quando interviene sul pallone a pochi passi da Osvaldo e lascia la porta scoperta a Totti che non sfrutta l’occasione; intervento prodigioso su tiro di Lamela a pochi minuti dal 90’, salvando il risultato.
Ranocchia – 5.5 entra in scivolata in area di rigore, disinteressandosi della palla e ostacolando così Bradley al tiro: è lui che con questo intervento scomposto provoca il calcio di rigore che porta in vantaggio la Roma. Una prestazione fatta di alti e bassi, prova anche un tiro-cross verso la porta avversaria, che Goicoechea devia in angolo.
Chivu – 6 è sicuramente lui che tiene in piedi e compatta la difesa dell’Inter, soprattutto nei momenti di pressione da parte del tridente avversario. Non ha problemi sui cross avversari.
Juan Jesus – 6 soprattutto nella prima parte di gara non lascia scampo ai movimenti di Piris, intercetta molti palloni, servendo precisamente i suoi avversari. Nel secondo tempo inizia a soffrire la percussione a tratti innescata da Lamela, ma nonostante tutto lo contiene bene.
Nagatomo – 5 appare spaesato e raramente si vede nelle azioni nerazzurre, non è entrato in partita e Stramaccioni se ne accorge, sostituendolo. Obi (56’) – 5.5 inizia timidamente, ma nel corso della ripresa prende coraggio e si espone di più. Sicuramente c’è ancora da lavorarci su.
Zanetti – 5 ci si aspettava uno scontro agguerrito tra i due veterani, Totti e Zanetti. Probabilmente lo scontro a distanza lo vince il capitano giallorosso, poiché l’argentino si propone ben poco e sembra forse un po’ affaticato. Perde un po’ troppi palloni, tra cui quello che poi ha portato al fallo da rigore di Ranocchia. Non salta una partita da molto tempo, e forse per ricaricarsi e tornare il combattente che è ha bisogno di una breve pausa.
Gargano – 5 l’equivalente nerazzurro della prestazione di Tachtsidis: troppi passaggi sbagliati e palloni regalati all’avversario, non si comporta bene neanche nelle fasi di contenimento. Mudingayi (83’) – s.v.
A.Pereira – 5.5 gara in affanno, gli avversari dalla sua parte sfondano molto facilmente. Meglio la parte offensiva che quella difensiva, anche se non è stato incisivo come avrebbe dovuto.
Guarin – 6.5 i suoi movimenti azzeccati hanno messo in difficoltà perenne la difesa romanista. La sua velocità a volte è dirompente, le sue accelerazioni all’ordine del giorno, ma si vedono di meno i suoi potenti tiri  al limite dell’area, pur avendone avuto occasione. Florenzi cerca di braccarlo e limitare la sua corsa, riuscendoci poche volte. Si divincola dalle grinfie di Castan e Marquinhos, mettendo intelligentemente sui piedi di Palacio un cross rasoterra, che porta al gol del pareggio.
Palacio – 6.5  insieme a Guarin, è uno dei migliori della sua squadra. Chi se non lui poteva andare a segno stasera, con la squadra decimata dagli infortuni. È uno dei più pericolosi, ha aiutato nei movimenti tutti i suoi compagni e nelle azioni offensive si è spostato in qualunque parte del campo, anche se non poche volte si è trovato a combattere e a perdere scontri faccia a faccia con il giovane Marquinhos.
Livaja – 6 a sorpresa viene schierato titolare dal tecnico nerazzurro. Ha avuto poche occasioni concentrate in una manciata di minuti, compreso il palo colpito al 36’. Prestazione nel complesso positiva. Rocchi (73’) – s.v.
All. Stramaccioni – 5.5 la sua squadra si presenta all’Olimpico in piena emergenza infortuni, e le assenze di Cassano e Milito tra tutti pesano fortemente sulla prestazione. L’Inter nel complesso non è stata così pericolosa come ci si aspettava, a esclusione del palo colpito da Livaja e qualche incursione alternata di Palacio-Guarin. I nerazzurri hanno sbagliato fin troppi passaggi, calci piazzati e punizioni. Come la Roma, anche l’Inter è arrivata a questo importante match con le pile scaricate dopo un faticoso passaggio di turno di Coppa Italia. Il pareggio finale non è utile né a loro né alla squadra giallorossa.

Arbitro Orsato – 6 Qualche dubbio sorge sul fallo da rigore di Ranocchia, ma il direttore di gara sembra convinto della decisione presa e l’Inter non si oppone platealmente. Per il resto una gara arbitrata senza errori, buona prova anche dei guardalinee che hanno individuato e segnalato correttamente tutte le situazioni di fuorigioco