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Punto Lazio: Sulla scia della remuntada per volare in Europa

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Quattro giorni ad alta tensione per capire se sarà inferno o paradiso

Di Michele De Angelis

Finalmente i biancocelesti tornano a sorridere anche in Italia, i pochi minuti in cui è stato capovolto il match con il Catania hanno un valore che va ben oltre quello della singola vittoria.

Due gol che spazzano via le ombre di una ripresa blanda e timorosa, dopo la sosta, e che lanciano i biancoazzurri verso il match europeo che potrebbe far intravedere una prestigiosa semifinale.

Il derby è tanto vicino quanto lontano, nell’aria domenica si respirava già quel profumo di stracittadina che solo a Roma è così intenso, ma quest’anno il team capitolino dai colori del cielo ha un obiettivo più grande e prestigioso.

Tutto ciò non significa che si debba rinunciare a qualcosa…

Luci: Una squadra corta e compatta che riesce a non farsi sorprendere mai dalla velocità degli esterni siciliani, una gestione della gara che riporta ai bei tempi del girone di andata. Dopo il rocambolesco gol degli ospiti i Petkoboys non si disuniscono e mostrano grande determinazione e anche una certa freschezza atletica. Onazi ipoteca un posto fisso tra i titolari. Candreva lascia intravedere i fasti di qualche tempo fa. Ederson incanta e riporta la luce dentro l’Olimpico.

Ombre: Nel primo tempo i biancocelesti si lasciano imporre un ritmo di gara troppo blando andando a sbattere contro le barricate dei rossoblu. In alcuni tratti del match sono mancate completamente sovrapposizioni e movimenti senza palla. Hernanes si perde tra un doppio passo e una finta. Saha non sfrutta un’occasione più unica che rara e desta grande perplessità.

Quello che verrà: Poche ore e si scenderà di nuovo in campo per un appuntamento impegnativo ma alla portata del team capitolino. Il mister biancoazzurro sta recuperando i pezzi e non sembra aver intenzione di lasciar cadere per strada neanche le briciole. Intanto il derby si avvicina…

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Esclusiva Socialfootball: Parla Di Martino, lo sfogo del PM abbandonato. Sul caso Mauri riportate molte sciocchezze

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“Io costretto a farmi anche le fotocopie e sul derby di Genoa…”

 Di Michele De Angelis

Giornalista Michele De Angelis: Volevamo che ci facesse il punto sulla situazione della vicenda legata al calcioscommesse per quel che concerne la Procura di Cremona. Per sapere se ci sono novità e se sono previsti nuovi sviluppi a breve.

Pubblico Ministero Roberto Di Martino: “Ovviamente il segreto istruttorio non mi permette di divulgare a pieno quelli che sono gli avvenimenti che dovrebbero verificarsi nell’immediato.

Posso solo dire che l’indagine vive una fase abbastanza conclusiva, nel senso che un po’ alla volta si avvicina la scadenza dei termini massimi delle indagini preliminari per una buona parte degli indagati. Comunque ci sono ancora delle attività in corso, in particolare quelle dirette all’individuazione e all’identificazione di quel soggetto che avrebbe costituito un tramite tra l’organizzazione e responsabili e dirigenti delle squadre di serie A che, secondo alcuni indagati, potrebbero aver richiesto proventi nell’ordine dei seicentomila euro per vendere la partita medesima. Quella è un’attività a buon punto, poi si tratterà di vedere i riscontri per capire se veramente ci sono stati i contatti tra questa persona e i soggetti inquadrabili alle squadre di calcio, se si tratta di un’affermazione veritiera da parte di due dei soggetti che sono stati interrogati.

Poi siamo ancora in attesa dell’esito di una rogatoria dalla Svizzera concernente un certo conto corrente”.

MD: Sta facendo riferimento alla situazione Mauri?

DI MARTINO: “Sì anche se non lo so se si tratta di una questione da riconnettersi con l’indagine mia. Poi non escludo che ci siano ancora delle rogatorie internazionali su alcuni fatti dell’Ungheria che forse dovrebbero essere ulteriormente chiariti. Soprattutto l’attività di identificazione di quel signore potrebbe consentire degli altri sviluppi”.

MD: Ma parla di questo famoso mister X a cui si fa riferimento ogni tanto?

DI MARTINO: “ Si quello che viene, diciamo volgarmente definito, mister X”.

MD: Mediaticamente definito così. Ultimamente si sono rincorse delle voci che parlavano di più soggetti.

DI MARTINO: “Sì, in realtà si tratta probabilmente di due persone, strettamente collegate l’una all’altra, perché l’una spendeva nomi e situazioni dell’altra.

MD: Dopo l’ultimo interrogatorio con Gervasoni e Gegic non è emerso nulla di nuovo? Perché sembra ci sia stato un muro contro muro…

DI MARTINO: “ Sì, diciamo che ognuno è rimasto sulle sue posizioni anche se Gegic spesso non è in grado di spiegare fatti accertati, oggettivi, come sono rapporti telefonici, tabulati e cose di questo genere, quindi non si tratta solo di un suo silenzio di fronte alle accuse di Gervasoni, che è stato molto preciso, ha puntualizzato molto le varie situazioni in occasioni del confronto, ma si tratta proprio di non essere in grado di dire niente di  fronte ad alcune contestazioni. Diciamo che è un confronto nel quale certamente emerge una maggiore attendibilità di Gervasoni, insomma, non lo dico perché rappresento l’accusa ma perché le sue accuse sono state motivate, lucide e accompagnate da nuovi dettagli in occasione di novità, mentre le risposte di Gegic sono sempre state ‘non so, non è vero…’

MD: Ma voi vi aspettavate uno sviluppo del genere, perché inizialmente si erano prospettati tempi più brevi?

DI MARTINO: “Ma sa io sono il procuratore e ho una serie infinita di incombenze di natura amministrativa, ho altri processi, non sono meno complicati di questo anche se non sono di altrettanta diffusione nazionale e poi non ho avuto nessun aiuto, è un processo in cui poco ci manca che debba fare le fotocopie”.

MD: Si era parlato di eventuali aiuti che sarebbero stati mandati alla Procura Di Cremona visto che è piccola.

DI MARTINO: “No assolutamente no, neanche un commesso che possa fare qualche copia, io sono in grandissima difficoltà. E poi ho migliaia di processi così come i miei colleghi sostituti e non è che possono rimanere fermi per il calcio e quindi è una situazioni in cui giocoforza che chiuda le indagini e come sempre lo farò.

MD: Ma lei ha mai provato a richiedere questi aiuti?

DI MARTINO: “ Io ho provato ma non è che ci sono delle forme ortodosse per chiedere aiuti, ad un certo punto ci sono dei posti vacanti che poi debbono essere coperti e poi che ci sia questa indagine lo si sa, non è un fatto ignoto”.

MD: Sulla vicenda Mauri, alla quale abbiamo appena accennato, ci sono delle novità? Ci sono state grandi polemiche soprattutto riguardo le motivazioni che hanno portato al suo arresto.

DI MARTINO: “Sulla questione di Mauri sono state dette tante sciocchezze, la sua posizione è sorretta da elementi pesantissimi, è stato scarcerato perché non c’era più bisogno che rimanesse dentro, come peraltro tutti, ad eccezione di Gegic, gli altri sono stati scarcerati nel giro di breve, quindi non è stata un’eccezione”.

MD: Sciocchezze di che tipo?

DI MARTINO: ” Sulla consistenza di elementi che sono, si potrà discutere in altra sede del reato associativo, però diciamo che per quanto riguarda quelle partite si tratta di una posizione molto concreta e dove ci sono anche altri elementi, che chiaramente non le posso dire, che sono emersi”.

MD: Si parla di Lazio Genoa e Lecce Lazio?

DI MARTINO: “Sì, almeno a quelle due partite. Sono state dette delle sciocchezze in merito al fatto che sia stato scarcerato per mancanza di indizi”.

MD: Sembrava però che si parlasse solo di quantità in merito alle telefonate di Mauri e non di contenuti?

DI MARTINO: “No, cioè io non posso parlare con lei più di tanto. Posso però dirle che però è una posizione in cui le accuse di Gervasoni sono ampiamente dimostrate. Per le telefonate è impossibile che vengano intercettare retroattivamente”.

MD: Si era vociferato circa il fatto che da gennaio fosse stato messo sotto controllo il suo telefono, per quanto riguarda la famosa seconda scheda…

DI MARTINO: “No guardi, non posso parlare troppo in fondo di intercettazioni con lei”.

MD: Certo, per concludere però la cosa che interessava particolarmente, anche al nostro direttore Michele Plastino, in merito alla partita che fece tanto discutere, il derby tra Genoa e Sampdoria. A suo tempo anche lei, in una domanda rivolta a Milanetto, aveva detto che ne sarebbero usciti effetti devastanti e poi il tutto è stato archiviato. Come è possibile una cosa del genere, cosa è accaduto?

DI MARTINO: “Sì, ma la partita è stata archiviata anche per un motivo tecnico, la procura ha ritenuto che non fossero utilizzabili in un diverso procedimento le intercettazioni che erano state usate nel procedimento di Brescia, o per lo meno così ho letto sui giornali e non vorrei entrare troppo nel merito. Se i giudici hanno deciso così io non posso mettere in discussione. Una volta che il processo passa ad un’altra unità giudiziaria ogni mio commento è assolutamente superfluo. Io non me ne occupo più e ognuno decide quello che ritiene opportuno.

In quel caso è stata trasportata una frase detta nel corso dell’interrogatorio come se fosse stata rivolta ai media, io non ho detto ai giornali che sarebbero accadute queste cose, l’ho detto a Milanetto. Tali erano gli elementi di cui allora disponevo”.

MD: Però se solo per tempi tecnici venisse omessa una cosa del genere sarebbe grave. Lei crede che sia tutto da ritenersi completamente chiuso?

DI MARTINO:” Io non posso dire niente, quando una certa indagine passa ad un’altra autorità giudiziaria io non posso fare più commenti. No ho la più pallida idea del fatto che sia tutto chiuso”.

MD: Però considerando che a lungo si è detto che si trattava della madre di tutte le partite questa archiviazione desta grande perplessità. Lei infatti a suo tempo era piuttosto convinto dell’esistenza di fatti sospetti.

DI MARTINO:  “Torno a ripetere, non posso e voglio fare commenti. Ognuno farà le sue riflessioni. Ci sono delle norme che vanno interpretate, e possono essere interpretate anche in modo diverso, secondo cui le intercettazioni che vengono utilizzate nell’ambito di un certo provvedimento non possono essere utilizzate in un altro provvedimento. Praticamente il materiale veniva ridotto a nulla. Bisogna ascoltare anche la procura di Genoa, io non ho avuto più scambi con la procura di Genoa o comunque non potrei riferirne a lei il contenuto”.

MD: Comunque per esperienza, essendo stata archiviato il procedimento è difficile che possa essere riaperto?

DI MARTINO: “Non lo so, lei deduce questo ma io non posso commentare”.

MD: Grazie e buon lavoro.

DI MARTINO: “Arrivederci”.

Punto Lazio: Ciani perde la testa, i biancocelesti la partita

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Girone di ritorno disastroso

Di Michele De Angelis

Questa volta i biancoazzurri non avevano giocato male, nonostante il campo innevato e l’espulsione disgraziata arrivata troppo presto, gli ospiti erano riusciti a gestire bene il match, fino alla distrazione fatale giunta nel finale.

A causa delle condizioni del campo mister Petkovic si è visto costretto a schierare un centrocampo ricco di muscoli e povero di qualità.

Anche dopo l’inferiorità numerica il team capitolino aveva avuto le occasioni migliori, non facendo mai arrivare il Toro nei pressi di Marchetti.

Prima della sosta, considerando anche i risultati delle altre concorrenti, questa sconfitta non ci voleva proprio. Alla ripresa dovrebbero tornare tutti abili arruolati e non ci sarà più spazio per gli errori.

Luci: La lucidità dei centrocampisti nel non perdere la testa dopo l’uscita dal campo del centrale difensivo francese. Anche se era difficile sviluppare la manovra gli esterni sono riusciti diverse volta ad arrivare sul fondo. Bene Ledesma. Candreva e Lulic regalano degli spunti interessanti.

Ombre: Questo match è difficilmente giudicabile ma la difesa ha confermato la difficoltà di tenere alta la concentrazione per tutti i novanta minuti. Ciani disastroso. Solita involuzione da campionato per Libor Kozak.

Quello che verrà: I nazionali se ne vanno e a Formello Capitan Petkovic avrà pochi uomini a disposizione. Oltre ai recuperi degli infortunati il mister biancoazzurro dovrà fare un gran lavoro nella settimana successiva per recuperare mentalmente il suo gruppo. Tra turno di Europa League, derby e Juve, si preannuncia un aprile di fuoco.

La linea di confinte tra tonfo e trionfo non è mai stata così sottile…

Punto Lazio: Tedeschi eliminati. Mamma li turchi!

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Borussia Moenchengladbach - Lazio Rome

 

Anche a porte chiuse la Lazio prosegue la cavalcata europea

Di Michele De Angelis

 

Altro giro altra conferma, il team capitolino quando gioca in Europa sveste i panni di squadra apatica ed imballata per indossare quelli di una formazione cinica e solida.

Lo Stoccarda non fa neanche in tempo a scendere in campo che si ritrova sotto di due reti, poi prova a rialzare la testa accorciando le distanze ma i biancocelesti chiudono i giochi sul 3 a 1.

Una prova di forza che ha permesso di ritrovare equilibrio e convinzione senza bisogno di sforzi eccessivi. Dall’urna è uscito il Fenerbahce, scampato il pericolo inglesi, la semifinale è quindi alla portata.

Luci: Una facilità di andare al tiro quasi imbarazzante, seguita da altrettanto cinismo. Sulle fasce gli esterni non si fermano mai e arrivano spesso sul fondo regalando buoni spunti. Il cetrocampo torna a correre dettando i ritmi fin dal primo minuto. Bene Candreva e Lulic. Onazi si conferma a buoni livelli. Kozak in Europa è una macchina da gol.

Ombre: Qualche spettro si è insinuato sul terreno di gioco durante la ripresa, sotto forma di svarioni difensivi. La squadra quando deve gestire la partita tende ad abbassarsi troppo. Marchetti non appare molto sicuro nelle uscite. Hernanes continua a passeggiare per il campo.

Quello che verrà: Visto che in questa occasione il team capitolino si è sforzato veramente poco, non ci saranno scuse nel match di domenica contro il Torino. A seguire la sosta di un Campionato in cui i biancocelesti non possono più permettersi altri scivoloni. I Petkoboys sono gli unici in Italia ad essere ancora in corsa su tre fronti ma non può diventare una scusa per fare delle improbabili scelte.

Il Rush finale sta per iniziare e sarà battaglia vera.

Punto Lazio: Biancocelesti super, in Europa è un’altra musica

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In Germania i biancoazzurri cambiano passo

Di Michele De Angelis

Ormai non sorprende neanche più la trasformazione che mette in atto il team capitolino quando sale sul palcoscenico europo. Milano è già lontana perché gli uomini di Petkovic hanno strapazzato gli avversari nella propria tana, senza offrire nessuna chance, senza che il risultato fosse mai in discussione.

Una squadra autoritaria e consapevole della propria superiorità, nonostante le tante assenze e l’ingresso di giocatori che non si vedevano da tempo. Sono proprio quest’ultimi a fare la differenza, a dare la freschezza e la brillantezza che servivano in questo momento.

Adesso occorre trasferire tutto ciò anche nel campionato italiano, non bisogna mollare un centimetro in vista del traguardo finale.

Luci: Di sicuro ci cono due lampi che con il loro bagliore illuminano la prestazione degli ospiti, ma anche tanti altri piccoli flash che rendono più sostanziosa la vittoria dei Petkoboys. La manovra è avvolgente è mai scontata. Sorprende anche la velocità d’esecuzione dei cambi di gioco e delle ripartenze. Candreva non si ferma mai. Ederson e Onazi incantano la platea.

Ombre: Dopo l’oscurità totale di Milano, questa volta c’è da registrare ben poco. Nel secondo tempo un po’ troppa sufficienza da parte dei difensori, a causa della quale si è rischiato di macchiare un’ottima prestazione. Kozak non incide sul match, sempre più evidente come fatichi a sostenere da solo il peso dell’attacco.

Quello che verrà: Avendo messo una seria ipoteca sul passaggio del turno il team capitolino può concentrarsi ancora di più sulla prossima giornata di campionato. La Fiorentina va assolutamente battuta per tenerla a debita distanza e per rimanere nel mischione in lotta per il terzo posto. Rientrerà anche Mauri e, visto il turnover praticato in Germania, i padroni di casa dovrebbero presentarsi all’appuntamento carichi e pimpanti.

Il punto sul caos nel mondo della tifoseria laziale (Video da Goal Di Notte)

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Vi proponiamo di seguito il link al quale è possibile rivedere l’intervento del tre marzo, durante Goal Di Notte, del nostro Michele De Angelis.

Intervento nel quale si è fatto il punto su tutto quello che è stato il caotico rapporto di quest’anno tra tifoseria e società biancoceleste.

Link video dalla nostra Web Tv

Punto Lazio: Olimpia in caduta libera

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In trasferta i biancocelesti sono irriconoscibili

Di Michele De Angelis

Va bene avvinghiarsi agli episodi arbitrali più che dubbi, va bene ammettere che disputare quasi tutta la partita in dieci a Milano è difficile, ma la Lazio poteva almeno provare a giocarsela questa partita.

Due tiri nello specchio della porta nell’arco dell’intero match sono veramente pochi, pure il mister biancoazzurro poteva osare qualcosa di più nei cambi, ma forse quest’ultimo è rimasto traumatizzato dall’espulsione prematura di Candreva.

Anche quest’anno si intravedono i fantasmi dei gironi di ritorno delle ultime stagioni.

Troppi infortunati, troppi esodati, poche alternative, ma il team romano è obbligato a lottare fino all’ultimo respiro.

Luci: Forse l’unico elemento positivo può essere riscontrabile nell’essere riusciti a limitare i danni evitando una goleada. Il centrocampo sembrava essere partito bene, volenteroso di salire e cercare di fare il proprio gioco. Nessun gocatore merita la sufficienza.

Ombre: Dopo il cartellino rosso dato ingiustamente a Candreva, sul campo scende l’oscurità. Gli esterni bassi non riescono a tamponare la veemenza degli attaccanti rossoneri. Il centrocampo non riesce più né a proteggere la difesa né a sostenere l’unica punta. Male Pereirinha visibilmente fuori ruolo. Floccari può solo sventolare una bandiera bianca.

Quello che verrà: Ormai non c’è più continuità nelle prestazioni del team capitolino e, ancora una volta, bisogna essere bravi a voltare immediatamente pagina per entrare in clima europeo. A Stoccarda servirà una grande concentrazione per ottenere un buon risultato e riacquistare entusiasmo in vista del match decisivo con la Fiorentina. Capitan Petko deve riprendere il comando della propria ciurma per indurla a tornare sulla giusta rotta, e non rischiare di gettare tutto al vento.